Politica

La voce corre sul web: caccia italiani bombardano Tripoli? I sospetti dei libici in Europa.

Articolo pubblicato il 22 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 22 febbraio 2011
Mercenari africani, ricompense per ogni civile assassinato, ma anche presunti aiuti italiani alla repressione. Sono alcuni elementi del genocidio libico secondo Mohamed Elhamdi, presidente dell’Associazione culturale libica in Spagna (Casa Libica). La sua biografia non è quella di un dissidente fuggito in clandestinità.
Lavorava nel settore associativo quando lasciò il suo paese 38 anni fa, agli albori della Rivoluzione.

Cafebabel.com: Come sta seguendo le proteste? A parte internet e i media, ha contatti con parenti e amici in Libia?

Mohamed Elhamdi: Abbiamo contatti sporadici, a volte è difficile perché tagliano le linee telefoniche e la rete cellulare. Ho amici nell’est del Paese, a Bengasi, dove i civili escono per strada disarmati e si imbattono in spari di ogni tipo. Chiunque metta piede fuori di casa rischia la vita. La dittatura ha reclutato mercenari africani che ricevono subito 30.000 dollari più 1.5000 di extra per ogni persona uccisa, oppure promettono loro la cittadinanza libica. Costringono ad arruolarsi anche immigrati e persone povere, che se rifiutano vengono giustiziati. Gheddafi utilizza milizie finanziate con i soldi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, che furono create per combattere Al Qaeda nel nord dell’Africa. Prima di rispondere con fermezza, la comunità internazionale vuole evacuare i propri cittadini dalla Libia per evitare che siano presi in ostaggio.

Cafebabel.com: La violenza della repressione supera di gran lunga quella di Tunisia e Egitto.Ne è sorpreso?

Mohamed Elhamdi: Sì e no. Da una parte è assurdo che in questa epoca un padre e un figlio minaccino un bagno di sangue contro chi chiede democrazia a petto scoperto. Dall’altra non è una sorpresa perché in Libia non ci sono divisioni di potere, Gheddafi lo concentra tutto nelle sue mani e sono state sempre chiare le sue intenzioni contro coloro che desiderano spodestarlo. Lo ha detto chiaramente: “Io ho creato la Libia e io la distruggerò.” Gli aviatori libici che atterrano a Malta possono testimoniare l’ordine di bombardare la popolazione civile e fare in modo che Gheddafi sia incriminato dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.

Cafebabel.com: L’Unione Europea si limita a condanne verbali e molti stati membri, a partire dall’Italia, mantengono buone relazioni con Gheddafi.Come giudica questo atteggiamento?

Mohamed Elhamdi: La nostra associazione lo contesta fermamente. In Europa si giustifica l’amicizia con Gheddafi grazie al petrolio, al gas e ai rapporti economici. La Spagna almeno ha subito dichiarato di appoggiare la democrazia, l’Italia però aiuta il dittatore. Ci sono piloti italiani che hanno bombardato la popolazione libica.

Cafebabel.com: Dove ha trovato questa informazione?

Mohamed Elhamdi: Circola sul web, su siti che riescono ad aggirare il controllo informativo del regime, raccogliendo video e testimonianze telefoniche da chi è sul posto. Il migliore è www.libyafeb17.com. Questa informazione necessità però conferme (la Farnesina, l’ha smentita, ndr). Berlusconi e Gheddafi si spartiscono il gas libico: in cambio, l’Italia, si compromette nell’aiutare il governo in casi come questo. Si parla di un aereo italiano atterrato a Tripoli con un carico di armamenti… Ma anche questo è da verificare.

Cafebabel.com: Che fine farà Gheddafi? Come dicono i rumori, potrebbe fuggire in Venezuela?

Mohamed Elhamdi: No, non ha un luogo in cui scappare. E’ un megalomane, continuerà a combattere e a uccidere fino alla fine. Finché non ci sarà un intervento del mondo libero, le barbarie in Libia non si fermeranno. Speriamo che la comunità internazionale prenda una posizione netta e decisa per mettere fine al massacro.

Foto: homepage: (cc) Crethi Plethi; vídeo: Youtube.com