Politica

La tattica del salame e l'arte del “wulffare”

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2012
Articolo pubblicato il 18 gennaio 2012
Cosa verrà dopo la tattica del salame, signor Presidente? Alcune idee europee per il capo di stato tedesco Christian Wulff, affinché possa tirarsi fuori dallo scandalo corruzione.

Ha ragione su Twitter l'utente 71M Tim quando, riguardo alla cosiddetta "tattica del salame“, scrive  «Non posso prendere seriamente nessun giornalista che utilizzi la parola #Salamitaktik. Scusate.» È proprio così: ultimamente, nel contesto della vicenda di corruzione che ha colpito il Presidente tedesco Christian Wulff, nella stampa tedesca si è parlato forse un po' troppo spesso della szalàmitaktika, strategia politica originaria dell'Ungheria. Il termine fu coniato negli anni '40 da Zoltàn Pfeiffer, il capo del Partito dei Piccoli Proprietari ungherese, e usato per definire la presa di potere, fetta dopo fetta, da parte dei comunisti, grazie all'utilizzo di meschini stratagemmi. Proprio fetta dopo fetta, il Partito comunista ingoiava i partiti più piccoli o li eliminava. Matyas Rakosi, segretario generale ungherese del Partito Comunista, persisté nell'utilizzo di questo temine, e grazie a lui la tattica si diffuse anche nel resto d'Europa: si parla infatti di tactique du salami in Francia, salamy strategy in Gran Bretagna, taktyka salami in Polonia e appunto di tattica del salame in Italia.

In Germania, tra la fine del 2011 e l'inizio 2012, è Wulff, il Presidente della Repubblica Federale Tedesca, a servire ai media, una fetta di salame dopo l'altra, la verità sul suo prestito immobiliare di 500.000 euro a tasso agevolato. Soltanto quando la stampa porta alla luce dettagli compromettenti, subentrano le ammissioni di Wulff riguardo agli errori da lui commessi, e il Presidente cerca così di tirarsi fuori dalla vicenda.

Niente di più semplice! Karl-Theodor zu Guttenberg, l'ex Ministro Federeale della Difesa, ha già avuto modo di dimostrare come funziona: durante le accuse a lui rivolte sul plagio della sua tesi di dottorato, utilizzò il molto simile "drip, drip, drip approach" (la tattica delle gocce), che aveva appreso probabilmente dai libri di marketing americani e grazie a cui alla fine dei conti si ritrovò nei guai.

Al contrario, il Presidente Wulff, con la sua tattica del salame basata sulla resistenza, riesce a rimanere ancora fuori dall'acqua. Forse Wullff è diventato da poco sostenitore della "full-bladdertechnique" (la tecnica della vescica piena) del premier inglese David Cameron, il quale, nonostante abbondanti caffè, durante l'ultimo vertice di Bruxelles ha coraggiosamente resistito senza andare in bagno per non perdere neanche un secondo delle discussioni sull'unione fiscale europea. Da ciò sono risultati il veto britannico e la rabbia degli esponenti europei per l'azione individuale degli insulari. Allora forse sarebbe meglio utilizzare la “tactique de l'artichaut” (la tattica del carciofo)? Una tattica di cui parlano di tanto in tanto i francesi, riferendosi alla situazione in cui un dittatore cerca, grazie a una certa dose di populismo, foglia dopo foglia, di arrivare al cuore del carciofo, cioè al cuore del popolo.

Wulff però non ha bisogno di andare così lontano, poiché nel frattempo la sua strategia di comunicazione "a fettine" ha portato alla formazione di un nuovo verbo: wulffen (wulffare). Colui che "wulffa", cerca da una parte di intimidire la stampa, perché non renda pubbliche notizie compromettenti: il metodo preferito per perseguire questo scopo è lasciare messaggi nelle segreterie telefoniche dei caporedattori. Da un'altra, "wullffen" significa non voler tirar fuori l'intera verità, ma neanche voler mentire del tutto. Rimane solo da sperare che non troppi capi di Stato europei prendano spunto dalla tattica del "wulffare“.

Illustrazione: Henning Studte