Politica

La Slovenia presiede il banchetto europeo

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2008
Articolo pubblicato il 03 gennaio 2008
Questo Stato di appena due milioni di abitanti è entrato a far parte dell’Ue nel 2004 e ne ha già preso le redini. Un fatto senza precedenti.

Sebbene gli sloveni siano entrati da poco nell’Unione, si comportano però come i primi della classe. Dal 1 luglio 2007 fanno parte della zona euro e hanno fatto il loro ingresso nell’area Schengen il 21 dicembre: per arrivare preparati alla loro presidenza non hanno trascurato davvero nulla. Da dieci anni, inoltre, gruppi di lavoro presieduti da differenti ministri si succedono per preparare questi sei mesi colmi di responsabilità: 315 nuovi funzionari sono stati reclutati e 62 milioni di euro sono stati concessi affinché questo piccolo Paese, nato dalla dissoluzione della Jugoslavia, faccia le cose in grande. Per apprendere i trucchi del mestiere, gli sloveni hanno regolarmente affiancato i portoghesi nelle riunioni presiedute da questi ultimi nei sei mesi finali del 2007. I funzionari del Segretariato generale del Consiglio dell’Ue – la memoria istituzionale degli Stati alla Presidenza – gli hanno a loro volta aiutati molto.

Le priorità del nuovo Stato membro

La prassi è nota: gli stati approfittano della presidenza per far avanzare i dossier che favoriscono i propri interessi. Vista la situazione inedita, la Slovenia suscita numerosi interrogativi, soprattutto in merito ai Balcani. Il Primo Ministro sloveno Janez Jansa ha però avvisato i suoi partner: il piccolo Stato spera di proseguire nell’allargamento dell’Unione Europea. Per la Slovenia, infatti, questo processo ha effetti benefici e incoraggia la stabilità economica e politica dei territori nei quali esistono ancora tensioni, come la Bosnia, il Kosovo o la Serbia. I negoziati per l’adesione della Croazia e della Turchia dovrebbero dunque beneficiare di un nuovo sostegno politico nonostante alcuni stati, come la Francia, critichino questa strategia. La posizione geografica e la storia della "Svizzera dei Balcani" spiegano, inoltre, le sue priorità: il riscaldamento del clima, la politica energetica e la dipendenza dell’Europa dalla Russia.

Un margine di manovra limitato

A dire il vero i margini d’azione della Slovenia sono molto limitati. Per tradizione, infatti, le "priorità del presidente" devono inserirsi con continuità nel quadro definito dai suoi predecessori, in questo caso le linee stabilite da Germania e Portogallo nel dicembre 2006. Altri tre fattori lasciano poi pensare che gli sloveni non avranno tutto il tempo di fare avanzare i dossier che stanno loro a cuore. Prima di tutto, come i paesi nordici, la Slovenia è preoccupata di apparire uno Stato concentrato sugli interessi generali dei membri dell’Unione. Seguirà, quindi, le politiche avviate durante le presidenze tedesca e portoghese. In programma ci sono la strategia di Lisbona, il rafforzamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia e il consolidamento dei rapporti esterni dell’Unione.

Attualità internazionale

C’è poi da considerare l’adozione del Trattato semplificato di Lisbona. Certo, il processo di ratifica dipende più dagli stati membri e dai loro parlamenti. Ma Igor Sencar – l’ambasciatore sloveno presso l’Ue – ha annotato una quarantina di aspetti che richiedono delle negoziazioni più approfondite tra i paesi europei. I poteri del presidente europeo o il ruolo dell’ufficio europeo di polizia Europol, per esempio, per l’ambasciatore non sono stati ancora chiariti a dovere.

La presidenza slovena, inoltre, succede ai negoziati sullo statuto finale del Kosovo, terminati il 10 dicembre 2007. La Slovenia dovrà esibire gioielli di diplomazia per salvaguardare l’unità degli stati membri sulla questione dell’indipendenza dell’ex provincia serba. Una divisione potrebbe infatti causare una nuova, drammatica, paralisi dell’Ue sulla scena internazionale. Una pesante responsabilità per degli sloveni, tuttavia, preparatissimi ad accettare la sfida.

Gli appuntamenti salienti della presidenza slovena:

13-14 marzo 2008 e 19-20 giugno 2008: i due Consigli Europei sono gli appuntamenti più attesi dai media. I capi di Stato e di governo degli stati membri dell’Ue si riuniranno per discutere sugli orientamenti futuri dell’Unione.

24-26 gennaio 2008: Riunione dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni sulla sicurezza interna dell’Unione.

21-22 febbraio 2008: Riunione dei ministri della Difesa per parlare dell’apertura del mercato europeo della difesa alla concorrenza e delle future missioni militari dell’Ue nel Darfur.

11-12 marzo 2008 : Conferenza sulla gestione dei confini dell’Ue.

Anche il mese di aprile sarà ricco di appuntamenti:

4-5 aprile 2008: Riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze.

11-12 aprile 2008: Riunione dei ministri dell’Ambiente.

15-16 aprile 2008: Riunione sulla competitività dei ministri dell’Industria.

Il 1 luglio 2008 la Slovenia passerà il timone dell’Ue ai Francesi.