Politica

La rivincita di Janukovyč: arance amare per l'Ucraina

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 09 febbraio 2010
Circa cinque anni dopo essere stato deposto dalla rivoluzione arancione, Viktor Janukovyč si prende la rivincita sul primo ministro Yulia Tymoshenko, battendola di misura alle elezioni presidenziali. La stampa europea deplora la vittoria di un filo russo, ma allo stesso tempo saluta la prova di maturità della democrazia ucraina.

Neue Zürcher Zeitung - Svizzera: «Evitato il pericolo»

(eurotopics)Le elezioni presidenziali hanno dimostrato che in Ucraina sono presenti sia una lotta politica genuina sia una serie di opinioni in concorrenza, nient’altro che il frutto più puro della stessa rivoluzione arancione del 2004, scrive il quotidiano Neue Zürcher Zeitung. «Negli anni che seguirono l’indipendenza, lo spettro di un paese diviso tra Est e Ovest è apparso più volte. Anche durante la rivoluzione arancione le differenze regionali continuarono a crescere. Oggi questo rischio di vedere l’Ucraina frantumarsi sotto il peso delle sue spinte regionalistiche sembra scongiurato. Lo stato è più stabile e le differenze etniche, sociali, culturali e linguistiche del paese spingono i politici a cercare situazioni di compromesso. Oggi non ha vinto nient’altro che il principio cardine della rivoluzione arancione: la convinzione che una nazione di cittadini non si basa su principi etnici». (Articolo del 07/02/2010)

Lidové noviny - Repubblica Ceca: «Sconfitta l'Ue»

Sebbene il quotidiano conservatore Lidové noviny preferisse un risultato diverso, la convinzione è che non si avranno conseguenze per il regime liberale del paese. «Forse l’Ucraina “arancione” non è così vicina all’Unione Europea come avremmo sperato, ma nonostante questo risultato elettorale, in tema di libertà il paese rimane molto distante dall’autoritarismo russo. Con Viktor Janukovyč le cose andranno senza dubbio peggio, ma l’Ucraina rimane comunque un paese democratico. Un’Ucraina libera è la migliore e più giusta risposta europea alla putinizzazione della Russia». (Articolo del 08/02/2010)

Rzeczpospolita - Polonia: «La sua migliore dote rimane il pragmatismo»

Nonostante la vittoria elettorale del filo russo Viktor Janukovyč, la Polonia non deve voltare le spalle all’Ucraina, scrive il quotidiano conservatore Rzeczpospolita. «Dobbiamo essere più attivi che mai con il nostro vicino ucraino. Viktor Janukovyč può essere liquidato come un politico piegato su posizioni russe, ma la sua migliore dote rimane il pragmatismo. Alla fine, la sua elezione non decide nulla. Anzi, possiamo aspettarci parecchie baruffe attorno alle questioni più importanti. Per questo non dobbiamo lesinare sforzi nel convincere l’Ucraina della bontà della scelta europea, nel sostenerne gli interessi all’interno della Nato e dell’Ue e nel dimostrarci risoluti nel voler continuare a lavorare con loro, indipendentemente da chi governa». (Articolo del 08/02/2010)

Diário de Notícias - Portogallo: «Un nuovo periodo d'instabilità»

Secondo il quotidiano portoghese Diàrio de Noticias, la vittoria del leader filo russo Viktor Janukovyč rafforzerà l’influenza della Russia sulla regione. «La vittoria di Janukovyč maschera un nuovo periodo di instabilità per il paese che non può lasciare indifferente il resto dell’Europa. Questo gigantesco stato (più grande di Francia e Spagna) con i suoi 46 milioni di abitanti rischia di sconvolgere la bilancia del potere dell’intera regione. E Mosca ha già visto tre delle sue vecchie repubbliche entrare nella Nato: Estonia, Lettonia e Lituania». (Articolo del 08/02/2010)

Foto di Antonis SHEN /flickr