Politica

La guerra delle 65 ore

Articolo pubblicato il 10 novembre 2008
Articolo pubblicato il 10 novembre 2008
Coloro che si oppongono alla giornata settimanale di sessantacinque ore hanno vinto la prima battaglia al Parlamento europeo. Questo e altro nelle ultime novità da Bruxelles.

L'Europa sociale in pericolo

©jeligasperotto/flickrSi fiderebbe della diagnosi di un medico che ha lavorato 64 ore nella settimana in cui l'ha visitata? L'eurodeputato socialista Alejandro Cercas, il 6 novembre scorso, ha convinto il 70% della Commissione europarlamentare sull’Impiego per rifiutare la giornata lavorativa di 60 ore settimanali (65 nel caso dei medici). Detto altrimenti la Commissione ha rifiutato la proroga di questo “regime lavorativo” proposta dall’Inghilterra e sostenuta da Polonia e Ungheria. La battaglia finale si giocherà il 16 dicembre nella sessione plenaria della Commissione Europea, che prenderà in esame e voterà la proposta di estendere questa possibilità a tutta l’Unione europea.

Zapatero rappresenterà l'Ue a Washington grazie a Sarkozy

©sagabardon/flickrIl 15 Novembre a Washington si celebrerà il summit del G20 (le 20 economie più importanti del mondo eccetto Spagna). George Bush non apprezzò il ritiro delle truppe spagnole in Iraq nel 2004 e non ha invitato il Presidente spagnolo Rodríguez Zapatero a questo summit,nel quale si deciderà il futuro del sistema finanziario mondiale. Come spiegare che l'ottava economia del mondo non abbia voce in un’occasione del genere? Quindi, Nicolas Sarkozy ha ceduto alla Spagna uno dei due posti che gli corrispondono (uno per la Francia e l'altro per essere il Presidente dell'Ue), in modo che Zapatero rappresenti l’Ue in questo summit.

Nuovo capitolo del gioco Sarkozy-Medvedev

©Antonis SHEN/flickrIl 14 novembre Nizza accoglie un nuovo summit Ue-Russia. La riunione si effettuerà all'ombra dello scudo antimissile che la Russia vuole collocare nell'enclave russo di Kaliningrad, nel cuore dell'Ue, in risposta all'altro scudo che gli Stati Uniti d'America hanno posto in Polonia e Repubblica Ceca. Ora, con Obama al capo degli Stati Uniti, per l’Europa sarà più facile collaborare con l'alleato transatlantico, oltretutto pronto a difendere la sovranità delle antiche nazioni dell'orbita sovietica e oggi membri dell'Ue.

Ricordando i caduti in guerra

©Chris & Allison/flickrMartedì 11 novembre si sono celebrati i Novant’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale e i Presidenti del parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio Europeo – rispettivamente Hans Gert Pöttering, José Manuel Durão Barroso e Nicolas Sarkozy – si sono ritrovati nella città francese di Verdún per ricordare le vittime della guerra.