Politica

«La Grecia ha bisogno di cambiare mentalità»

Articolo pubblicato il 24 marzo 2010
Articolo pubblicato il 24 marzo 2010
La «contabilità creativa» alla greca avrebbe fatto dei gravi danni. Mentre l’Ue valuterà le modalità di un aiuto finanziario durante il vertice europeo del 25 e 26 marzo, i greci saranno pronti a modificare il loro stato d’animo?. Reportage.

Boutiques vuote, vetrine sbarrate e innumerevoli venditori ambulanti: ecco ciò che caratterizza il centro città di Atene. Il flusso incessante di turisti che passeggiano ai piedi dell’Acropoli, qualche centinaio di metri più lontano, rappresenta una goccia nel mare finanziario greco. La crisi economica ha mostrato pubblicamente fino a che punto la “contabilità creativa” e il florido mercato nero sono stati dannosi per il bilancio dello Stato. Così, il primo ministro Georges Papandreou non ha annunciato solo delle misure restrittive ma anche una riforma fiscale. Lo scopo: lottare contro il mercato “grigio” e il mercato “nero”, ridurre il deficit di bilancio. Per essere esonerati dal pagamento delle tasse sui primi 12.000 euro di reddito – al di sotto non sono previste imposte - i greci ormai devono fare la collezione delle ricevute fiscali. La somma delle ricevute fiscali deve corrispondere ad una percentuale del reddito. Per esempio: una persona con un reddito annuale di 40.000 euro dovrà consegnare 9.000 euro di ricevute fiscali.

Lottare contro l’individualismo!

Il Primo Ministro greco impone tagli drastici all'economiaLo Stato greco spera così che i consumatori conducano le imprese a sottomettersi all’I.V.A., ma da qui ad essere sicuri che la popolazione risponderà all’appello ce ne passa. Come l’economista Georges Pagoulatas ha scritto qualche settimana fa sulle colonne del quotidiano Kathimerini, i greci dovrebbero cambiare totalmente mentalità per uscire dalla crisi. Il sindaco di Atene, Nikitas Kaklamanis (Nuova Democrazia, conservatore) condivide questo punto di vista: «Tutto quello che arreca danno alla nostra società è legato alla mentalità di chi privilegia l’interesse individuale rispetto all’interesse generale. Una persona che butta la sua spazzatura accanto ad una pattumiera non è che un piccolo esempio, ma illustra perfettamente questo genere di mentalità. Bisognerebbe riuscire a tener conto degli altri per capire una cosa: quello che talvolta sembra portarci dei vantaggi nel breve periodo, forse è nocivo per tutti nel lungo periodo». Kaklamanis teme che per il momentosia tutto inutile: «Una mentalità consolidata può rivelarsi più potente di qualsiasi legge. Noi abbiamo un numero infinito di leggi in Grecia, ma non so quante di queste siano effettivamente rispettate». Nel frattempo, lui prova, bene o male, a dare il buon esempio ai suoi concittadini. Dopo essere entrato in carica nel gennaio 2007, ha dato una bella ripulita alle finanze della città e ha appianato un debito di 50 milioni di euro, e pensa che gli ateniesi debbano «dotarsi di un nuovo stato d’animo». Kaklamanis ha anche affermato che i greci dovrebbero pagare le tasse «non solo perché la legge li obbliga, ma perché lo vogliono: è necessario che le persone prendano coscienza che solo cambiando si potrà chiedere un livello più elevato di servizi allo Stato e aspirare a un maggior livello di uguaglianza». Un ragionamento logico, ma non in Grecia.

L’Europa, un’alleata necessaria

E il ruolo dell’Europa? Malgrado la presa di coscienza che i greci siano in gran parte responsabili della crisi che stanno attraversando, esiste una forte tendenza a puntare il dito sull’Ue. «Certamente noi abbiamo una moneta unica, ma non abbiamo una volontà politica comune», è l’opinione di Athanase Papandropoulos, un giornalista specializzato in questioni politiche ed economiche. Molti greci non si lasciano scappare un’occasione per insistere sull’importanza della solidarietà fra Stati membri, nella speranza che il paese non si ritrovi da solo. Il Presidente della Banca nazionale greca, Vassilis Rapanos, dichiara fiducioso che i paesi dell’UE si sosterranno a vicenda per venire in aiuto della Grecia: «Malgrado i problemi, lasciare la zona euro non è un opzione per la Grecia. Grazie alla cooperazione europea, noi usciremo dal tunnel». Oppure, come ha detto Kaklamanis: «Non bisogna puntare il dito, ma cercare di capirsi a vicenda…un vero amico si riconosce nel momento del bisogno».

Foto: tom.tziros/flickr; Design Insane/flickr