Politica

Kosovo: cinque stereotipi da demolire

Articolo pubblicato il 22 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 22 febbraio 2010
Il 17 febbraio, il più giovane paese europeo celebra il suo secondo anniversario. Probabilmente molte persone non sono ancora capaci di trovare il Kosovo su una mappa. Leggiamo costantemente articoli sui suoi soldati, sul crimine organizzato e le richieste per i visti.
Due coinquilini di Pristina – un kosovaro e un tedesco – condividono con noi le loro osservazioni comuni ed anche quelle più sorprendenti.

«Pristina è una capitale grigia»

Gli stranieri avranno spesso sentito fare delle battute come «l’aspetto positivo della neve a Pristina è che non si vede più la spazzatura». L’aria è spesso impregnata dell’odore proveniente dalla vecchia centrale elettrica a carbone, che si trova a parecchi kilometri di distanza. Nonostante ciò, potete crederci, Pristina offre anche una delle più grandi ed economiche varietà di caffè, bar e ristoranti spesso in competizione con Berlino. La capitale del Kosovo, nota per le sue strade piene di buche, può essere meno bella di Praga, ma è una città vivace, con una vita notturna particolarmente attiva in cui i club propongono musica tutte le sere della settimana.

«Perché visitare il Kosovo?»

Un paese povero con un tocco comunista nelle sue infrastrutture, senza il mare… Il Kosovo è piccolo, ma con il vantaggio di poter raggiungere bellissimi canyon che si estendono lungo la montagna Deravica (la più alta del Kosovo) in alcune ore; sono un ottimo luogo per escursioni e scalate. Si possono visitare inoltre valli, cascate, resti Ottomani, moschee del XIII secolo o chiese ortodosse, case tradizionali con le tipiche tegole rosse ed è frequente imbattersi nella tradizionale ospitalità dei villaggi; le persone vorranno condividere le loro case, le loro storie e vite con voi. Allontanandosi un po’ da Pristina, potrete mangiare il filja (un piatto tradizionale), bere del latte fresco e mangiare del formaggio fatto in casa. Vi sono inoltre festival del cinema come il Dokufest di Prizren (che si tiene ogni anno dal 2002), oltre ad altre attrazioni come il teatro, il jazz, il folklore e il toboga su fiume.

«Il Kosovo non ha futuro»

Isolato economicamente, senza sbocco sul mare e fonte di tensione a causa della sua arretratezza culturale. Ma il tesoro più grande e non ancora utilizzato del Kosovo è la gioventù. Circa il 75% della popolazione ha meno di 35 anni e a causa della guerra, una buona parte di essa ha vissuto all’estero, in Europa e negli Stati Uniti, ottenendo titoli di studio e imparando l’inglese. Anche i mendicanti locali possono partecipare ad una conversazione in inglese o in tedesco. I giovani sono entusiasti e pieni di risorse, desiderosi di imparare ed esplorare. Un altro aspetto positivo: è facile fare affari. In Kosovo le tasse sono le meno care dei Balcani; proprietà economiche, lavoro economico, con uno stipendio medio al mese fra i 160€ e i 190€.

la testimonial Dhurata Lipovica, top model kosovara

«Il Kosovo è un paese di fanatici islamici»

Sebbene vi sia quasi una moschea ad ogni angolo di Pristina e la maggioranza della popolazione sia musulmana, meno dello 0,1% delle persone saprebbe spiegarvi la differenza fra un muezzin e un mullah. Le persone bevono e fumano (anche durante gli incontri ufficiali) e troverete meno donne con il velo che a Parigi. Nella città di Dakovica, nella parte occidentale del Kosovo, l’85% della popolazione è composta da musulmani ma ha recentemente eletto un sindaco cattolico – e questa non è tolleranza?

«Il Kosovo è devastato dalla guerra»

Abbiamo riservato il meglio per la fine. Più di 10.000 truppe della Kfor (Kosovo Force), la forza militare internazionale guidata dalla Nato, sono ancora in Kosovo per rendere sicuri i monumenti storici, le chiese e i ponti. La controversia ampiamente conosciuta fra il Kosovo e la Serbia è strettamente di natura politica; le violenze sono terminate nel 1999. Quindi, nessuno vi sparerà quando arriverete all’aeroporto di Pristina. Un rapporto del maggio 2008 dell’ONU afferma che i Balcani sono una delle zone più sicure in Europa. Il tasso di criminalità del Kosovo è minore che in ogni altro stato dei Balcani; secondo un rapporto del 2009 pubblicato dalla Commissione Europea e dalle Nazioni Unite, è il Regno Unito il paese europeo in cui avviene il maggior numero di atti criminali.

Foto: caffè a Pristina di decafinata/flickr; per la foto di Dhurata Lipovica  si ringrazia la campagna Youngs Europeans. Video: DokuFestTV/Youtube