Politica

Intervista a un giovane del Front National: "Se non vinciamo, sarà la guerra civile"

Articolo pubblicato il 09 marzo 2012
Articolo pubblicato il 09 marzo 2012
Nella caffetteria interna della Gaîté Lyrique di Parigi abbiamo incontrato per voi Julien Rochedy, classe 1988, nativo di Tournon-sur-Rhône e presidente dei Jeunes avec Marine, comitato elettorale per la corsa del Front National alle presidenziali di aprile.
A quaranta giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, il Front National non ha ancora raccolto le 500 firme necessarie per la candidatura di Marine Le Pen all'Eliseo: "Passerò il weekend al telefono", assicura Rochedy.

cafebabel.com: perché un giovane francese dovrebbe scegliere il Front National?

Julien Rochedy: se è in grado di riflettere, vedrà che ci sono stati tre partiti al potere negli ultimi 30 anni, durante i quali abbiamo assistito a un declino continuo della Francia. Potere economico, qualità della vita, sicurezza sociale sono andati perduti. Il voto che i giovani ci danno è un voto contro i loro nonni e genitori, contro Sarkozy, la globalizzazione, l’Unione Europea e il multiculturalismo, valori che il Front National ha messo in discussione per primo. Non siamo né estremisti né rivoluzionari, ma se “rivoluzionario” significa mettere in discussione la politica di chi ci ha preceduto, allora sì, siamo dei rivoluzionari.

cafebabel.com: sei entrato nel Front National nel 2006, l’anno successivo non hai rinnovato la tessera e sei tornato solo nel 2010. Perché questa incertezza?

Julien Rochedy: nel 2007 sono stato fortemente deluso dal successo di Sarkozy. Sono state delle persone vicine a Marine Le Pen che mi hanno convinto a riprendere la tessera. Ora sono a capo del comitato elettorale Jeunes avec Marine e gestisco la comunicazione del Front National de la Jeunesse. Tutti gli iscritti con meno di 30 anni sono sotto la mia responsabilità, così come la comunicazione attraverso la stampa e il web.

cafebabel.com: il Front National sta diventando un “partito di famiglia”dei Le Pen?

Julien Rochedy: Marine si è fatta eleggere dal suo popolo. C’erano buone chanche anche per Bruno Gollnish, l'altro candidato, ma lei ha incarnato la modernità e il successo. Ha vinto con merito.

cafebabel.com: la Francia che volete è davvero quella che rappresentate a destra del manifesto “Choisis ta France”?

Julien Rochedy: il manifesto ha un significato simbolico e metaforico. Da una parte la Francia che Sarkozy e Mitterand ci hanno portato, quella della povertà di un milione di persone e di 54.000 automobili bruciate ogni anno. A destra, nel manifesto, la Francia eterna, che tutti abbiamo in mente e tutti amano, anche gli stranieri.

Il giovane è presidente dei Jeunes avec Marine e incaricato della comunicazione del Front National de la Jeunesse. Foto di © Alessandra Vitullo.

cafebabel.com: in cosa consiste la formazione dei nuovi militanti?

Julien Rochedy: università d’estate, formazione politica, gruppi di lavoro di 40-50 persone per volta. Abbiamo sempre più giovani di sesso femminile con noi, le prime a subire l’insicurezza in Francia. E’ indubbio che siano attirate dal carisma di Marine, ma l’immigrazione incontrollata e la povertà hanno il loro ruolo.

cafebabel.com: Sarkozy ha promesso di “dividere per due” il numero degli immigrati in futuro (France 2, Des paroles et des actes). Voi li dividerete per quattro o per otto?

Julien Rochedy: Sarkozy è il più grande bugiardo al mondo, non ha il diritto di parlare, dal momento che sotto di lui il numero di nuovi immigrati è arrivato a duecentomila ingressi ogni anno. Vengono perché in Francia ci sono i più elevati ammortizzatori sociali, che funzionano da vere “pompe aspiranti” dell’immigrazione. Con noi, l’immigrazione legale sarà fissata a diecimila unità all’anno, solo studenti e lavoratori.

cafebabel.com: da dove viene questa paura della cultura islamica?

Julien Rochedy: Non mi fa paura la cultura islamica. Mi preoccupa la mescolanza delle culture, il loro livellamento. L’islamismo è una cultura dominante, portata a sottomettere le altre. Tanti dirigenti islamici dicono che un giorno l’Europa sarà unita sotto il segno dell’Islam. Quando l’economia non sarà più in grado di ripartire le ricchezze, tutte queste comunità di immigrati finiranno per scannarsi fra di loro. Se non arriviamo al potere, scoppierà la guerra civile.

cafebabel.com: qual è la tua posizione nei confronti del femminismo?

Julien Rochedy: adoro le donne. Sono stato allevato da loro. Per questo sono anti-femminista: l’estrema sinistra propugna un femminismo isterico, bisogna mantenere le giuste differenze e contrastare la femminilizzazione dell’uomo. Le donne hanno il diritto di abortire, ma non è vero che abortire non sia un crimine, come sostengono le femministe.

cafebabel.com: quindi le nozze gay sono un crimine?

Julien Rochedy: sono contro le nozze gay e le adozioni da parte degli omosessuali. Il matrimonio è qualcosa di molto forte simbolicamente, non possono fare quello che vogliono, anche i gay pride sono manifestazioni impudiche, non belle a vedersi. Per quanto riguarda le relazioni personali, gli omosessuali sono liberi di stare con chi vogliono.

cafebabel.com: quali sono i tuoi contatti con gli altri partiti di destra europei?

Julien Rochedy: ho avuto contatti con alcuni membri della Destra italiana e dell’Fpö (Partito della Libertà) austriaco, ma a livello europeo sono ancora pochi. L’Npd (Partito Nazional Democratico tedesco) è troppo estremista per noi. La Lega Nord non la conosco bene: potremmo avere dei valori in comune, ma siamo divisi sulla questione secessionista.

cafebabel.com: Sarkozy ha indicato nella Germania il modello da seguire. A voi cosa resta?

Julien Rochedy: l’Argentina. E’ un paese uscito da una crisi terribile, ha svalutato la sua moneta, ha applicato il protezionismo e gli investimenti di Stato – quello che vogliamo fare noi – ed è riuscito a rilanciarsi.

cafebabel.com: ce la fate a ottenere le cinquecento firme?

Julien Rochedy: ne mancano ancora una quarantina, e passerò il weekend al telefono. L’Ump sta facendo di tutto per ostacolarci, hanno paura delle nostre proposte. Cosa dirò? Chiederò loro se credono davvero nella democrazia. Come potrebbe la Francia dare lezioni di democrazia, se un partito che rappresenta il 20% degli elettori rimane fuori dalle elezioni presidenziali?

Tutte le foto: © Alessandra Vitullo.