Politica

Inglese, britannico o europeo? I miei nonni inglesi e l'Europa

Articolo pubblicato il 23 marzo 2011
Articolo pubblicato il 23 marzo 2011
Secondo i dati raccolti dall'Eurobarometro nell'autunno 2009, solo il 30% dei cittadini del Regno Unito crede che l'adesione all'UE sia 'una buona cosa'.
Sebbene questa misera fetta di una delle torte informative colorate dell'Eurobarometro sia superiore di due punti rispetto all'indagine precedente, sta di fatto che il cittadino britannico medio non riesce a relazionarsi con il misterioso, soprannazionale, ente mangia-sovranità che risiede da qualche parte oltre la Manica.

Purtroppo questo euroscetticismo diffuso non stupisce più nessuno. E' anche diventato una specie di distintivo d'onore per alcuni cittadini del Regno Unito. Forse perché siamo ormai così abituati a questa disinteresse popolare che non riusciamo ad valutarne il suo significato.

Sto scrivendo questo articolo dal Belgio, dove (mi è stato detto dai bonari belgi tra risate e sorrisi) si evitano pesanti discussioni sulla politica interna talvolta controversa e i cittadini sembrano sostenere con forza l'Unione Europea le cui bandiere sventolano con tanto orgoglio a Bruxelles. Mi chiedo se è così che funziona con la mal definita, quasi federale distinzione tra l'UE ed i suoi stati membri: o sei con il tuo paese o con l'Unione.

Ma naturalmente questo è assolutamente impossibile, non solo perché la suddetta distinzione è infatti così confusa che sarebbe impossibile dire dove finisce la politica interna e dove inizia la politica europea, ma anche perché i paesi che credono saldamente nell'adesione all'UE sono quelli con una incrollabile identità nazionale, esempi più significativi ne sono Francia e Germania. I cinici tra di noi possono dire che i paesi più a favore dell'adesione all'UE sono, per una felice coincidenza, coloro che ne beneficiano di più. Così è naturale che i cittadini di un paese come il Regno Unito (che secondo una decisamente incauta stima del partito nazionalista UKIP paga 40 milioni di sterline al giorno all'UE e vede un ritorno di benefici molto ridotto) non condividano l'entusiasmo della Francia e della Germania.

Per evitare una prolissa analisi costi-benefici dell'adesione del Regno Unito all'Unione Europea, la risposta reale può essere molto più semplice e viene da una fonte tanto onesta quanto più diretta possibile: i miei nonni. "Che cos'è un cittadino del Regno Unito?"chiede mio nonno, perplesso, prima di esclamare: "Sono britannico, io!", come se parlasse di fronte alla stessa Britannia. Mia nonna, invece, decide che è inglese prima di essere qualsiasi altra cosa e neanche sta a indagare se il Regno Unito fa parte dell'Europa. "Il fatto che siamo un insieme di isole, dice, significa che siamo non solo geograficamente ma anche politicamente isolati e, pertanto, distinti". Ed io, il nipote, mi ritrovo ingenuamente al centro di tutto questo, ad angosciarmi sul fatto se la Turchia o addirittura la Russia facciano parte dell'Europa, mentre accetto in modo acritico la cittadinanza europea. Forse, allora, la riluttanza dei cittadini britannici a sentirsi davvero europei non deve essere analizzata eccessivamente. Siamo solo un po' confusi.

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