Politica

Inchiesta sullo schianto di Smolensk: la Polonia non ci sta

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2011
Articolo pubblicato il 17 gennaio 2011
“Un vero e proprio scandalo, ci sentiamo presi in giro e insultati”: hanno reagito così milioni di cittadini polacchi dopo la presentazione ufficiale del rapporto sullo schianto dell'aereo presidenziale polacco.
Il 12 gennaio gli esperti russi hanno addossato tutta la responsabilità dell'incidente sulla Polonia: si legge di un equipaggio senza esperienza, di negligenze nell'organizzazione e di pressioni esterne esercitate sui piloti. Varsavia non nega le proprie colpe, ma denuncia un'inchiesta incompleta.

“Dobbiamo essere trasparenti, obiettivi, e rendere pubblica tutta la verità sulla catastrofe, per quanto sia molto difficile da ammettere”, ha dichiarato – nel prologo della conferenza stampa di presentazione del rapporto - Tatiana Anodina, presidente del MAK, il Comitato Interstatale dell’Aviazione che ha curato l'inchiesta. Difficile immaginare una verità più scomoda, la lista delle accuse è sconcertante: difetti nella composizione dell'equipaggio, cattiva padronanza della lingua russa, insufficiente conoscenza del velivolo, e infine la pressione esercitata sui piloti dal Capo dell'esercito polacco che aveva nel sangue un tasso alcolemico di 0,6 mg/l.

Gli esperti polacchi riconoscono la validità di un buon numero delle conclusioni addotte dagli investigatori russi. Ma sono scandalizzati dall'assenza di un elemento fondamentale: nel rapporto non si fa nessun riferimento ai controllori aerei e alle cattive condizioni dell'aeroporto di Smolensk, che potrebbero aver giocato un ruolo importante nell'incidente. E' il pezzo mancante del puzzle sul quale le autorità polacche costruiranno la propria replica.

Inchiesta lampo

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Il 18 dicembre scorso gli esperti polacchi avevano consegnato al MAK 150 pagine, in cui esprimevano le proprie riserve riguardo al progetto di rapporto che la squadra di Tatiana Anodina aveva presentato due mesi prima. Il primo ministro polacco disse allora che il rapporto del Comitato era “irricevibile allo stato attuale delle cose”. Con grande sorpresa di tutti, in appena tre settimane i russi hanno esaminato le riserve polacche e hanno decretato la versione definitiva del testo. Perché, malgrado un ritmo di lavoro sorprendente, per i russi, le conclusioni del rapporto sono definitive: la presidente del MAK ha assicurato che non verrà cambiata neppure una virgola!

Shock in conferenza stampa

Se sono controverse le conclusioni del rapporto, la forma scelta dal MAK per annunciarle lo è ancora di più. Senza alcun preavviso, i giornalisti presenti alla conferenza stampa hanno dovuto assistere a una ricostruzione animata dell'ultimo volo del Tupolev con, in sottofondo, la registrazione della voce dei piloti fino alla fase finale del volo quando le parole diventano grida...

La reazione dei polacchi è stata immediata. Il ministro dell'Interno ha annunciato di essere in possesso degli script delle conversazioni tra i piloti e i controllori aerei di Smolensk e che le renderà pubbliche la settimana prossima. I toni del dialogo tra Mosca e Varsavia rischiano di infiammarsi.

Il governo liberale screditato

“Questo rapporto è una presa in giro nei confronti della Polonia intera ed è una conseguenza diretta dell'atteggiamento del governo di Donald Tusk durante tutta l'inchiesta”. Parole di Jaroslaw Kaczynski, capo dell'opposizione e fratello gemello del presidente defunto. Certamente il fallimento del governo Tusk nella gestione dell'inchiesta diventerà l'arma principale della destra conservatrice contro il partito del primo ministro e del Presidente polacco. Solamente l'inchiesta condotta dalla procura polacca potrebbe presentare il caso sotto una nuova una luce. Non se ne conosce però né lo stato di avanzamento né la data di chiusura. Gli esperti polacchi lo hanno già detto: l'unica certezza è che non ci saranno grandi rivelazioni.