Politica

In vista delle elezioni europee si va a sinistra

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 06 gennaio 2009
Solo nel 2008 sono stati creati tre nuovi partiti “a sinistra della sinistra” solo in Francia. In tutta Europa, dopo la crisi finanziaria e il «no» irlandese, le voci anticapitaliste si unisco in vista della elezioni europee del 2009.

«Basta così!». Il nuovo leitmotiv di Jean-Luc Mélenchon e dei suoi compagni del nuovo Parti de gauche français (Partito di sinistra francese) riflette il sentimento dell’estrema sinistra in Europa. Non è un segreto: i socialisti soffrono di una profonda crisi d’identità che li paralizza. E, ancora peggio, fanno amicizia con il nemico. La sinistra moderna è obbligata a scendere a compromessi con la destra o il centro destra per poter arrbdeboikot / Flickrivare al potere. Non sorprende quindi che i militanti inizino a perdersi.

Le dispute interne indignano gli estremi dei partiti che rispondono alla crisi con i propri mezzi, cioè creando le loro formazioni politiche. Indebolite dal crollo del blocco comunista e dal passaggio al capitalismo dei paesi dell’ex-blocco sovietico che sembrava dar ragione al libero mercato, i partiti di sinistra si nascondevano. Poi le cose sono cambiate: il rifiuto di Olanda e Francia sul Trattato Costituzionale, il «no» irlandese al Trattato di Lisbona e, oggi, la crisi finanziaria. La “sinistra della sinistra” cerca di approfittare di questa situazione e di prendere la testa della rivolta. Tra il bisogno di mobilitazione sociale attuale e le disillusioni del modello capitalista, è l’occasione per ritornare sulla scena politica.

In Francia una galassia di neo-comunisti

Così, delle nuove formazioni composte da trotzkisti, comunisti o anarchici trovano un loro spazio e ragion d’essere.  Looking4poetry / FlickrSolo in Francia si sono ricreate tre nuove formazioni politiche. Il segretario della Lega Comunista Rivoluzionaria, Olivier Besancenot, ha lanciato il Nuovo partito anticapitalista questo mese. Un progetto che risale alle elezioni presidenziali francesi del giugno 2007. Gli attori della lotta sociale ed ecologia si riuniscono sotto questo simbolo e scommettono sulla popolarità de loro capo. Aggiungiamo il Partito della Sinistra, creato di dissidenti del Partito Socialista, Jean-Luc Mélenchon e Marc Dolez, nel novembre scorso dopo i risultati minimi ottenuti dalla loro mozione al Congresso di Reims (l’assemblea che si tiene tre volte l’anno del Psf). Questo nuovo partito si ispira al Die Linke (La Sinistra), una formazione tedesca nata dalla fusione, nel giugno 2007, de partito staliniano della Germania dell’Est, il Pds, e da dissidenti del Psd, il Partito social-democratico. Diretto da Oskar Lafontaine e Lothar Bisky, Die Linke sostiene l’antiliberismo e il socialismo democratico. Membro del Partito della Sinistra europea (Pge) e del gruppo d’estrema sinistra europeo (Gue-Ngl), riuniva 73.455 membri nell’aprile 2008 e 54 seggi al Bundestag. Mentre l’Spd è in caduta nei sondaggi e vede i suoi elettori scappare, Die Linke si sta creando la sua nicchia nella vita politica tedesca.

Socialisti d’Europa, unitevi! Ancora?

Il vecchio segretario del Partito Comunista francese, Robert Hue, ha, dal canto suo, lanciato a metà dicembre la sua “associazione politica” battezzata Nouvel espace progressiste (Nep, Nuovo Spazio Progressista). Intende scostarsi dal suo compagno Mélenchon parlan Medienfrench / Flickrdo di una «rete di militanti e di tutti i paesi» che potrebbe confluire in una «nuova forza progressista». Questi nuovi leader desiderano, tutti, «federare la sinistra», ognuno dal suo lato. Dov’è l’errore?

In Europa, in generale, i socialisti occupano raramente il primo piano delle rispettive scene politiche. Vivono una vita a parte, avvicinandosi spesso all’opposizione. In Slovacchia il partito socialdemocratico si è addirittura alleato con un partito di estrema destra in un governo di coalizione. I Spagna, l’Izquierda Unida (Sinistra Unita), coalizione di partiti di sinistra, ha eletto alla sua testa un leader comunista, dopo aver tentato un’alleanza con il Psoe di Zapatero. Costui, Cayo Lara, ha già annunciato la possibilità di uno sciopero se la politica economica del governo non dovesse cambiare. L’obiettivo? Un fronte comune per le elezioni europee del 2009.

In vista delle scadenza elettorale di giugno 2009 che eleggerà un nuovo Parlamento europeo per cinque anni i partiti si devono organizzare. Le sinistre riusciranno a capirsi nonostante i disaccordi di cui soffrono? La sinistra e l’estrema sinistra sembrano mobilitarsi, sotto l’egida del Pge. «Siamo in lotta per riorientare l’Europa. In tanto che Pge non abbiamo presentato, dopo il no francese e irlandese, de progetti alternativi chiari. La chiave di queste elezioni europee sarà, al contrario, imporre il dibattito su una nuova Europa», ha spiegato Helmut Scholz, responsabile internazionale del Die Linke.

Il Partito di Sinistra di Mélenchon chiama alla «costituzione di un fronte di forze di sinistra per le elezioni europee», che punta a un’alleanza con il Presidente del Gue-Ngl, Francis Wurtz. Alle elezioni del 2004, il gruppo del Partito Popolare europeo e i Democratici europei (Ppe-De) ha ottenuto la maggioranza dei seggi, seguito da Partito socialista europeo (Pse) con, rispettivamente, 268 e 200 seggi su 732. Le Gue-Ngl ne ha ottenuti 41.