Politica

"Il #Greferendum è un insulto alla democrazia diretta"

Articolo pubblicato il 03 luglio 2015
Articolo pubblicato il 03 luglio 2015

(Opinione) «Abbiamo passato gli ultimi giorni a contemplare la domanda posta dal Governo greco, e sono completamente piena di orrore totale, collera e delusione. Prima di tutto, la domande stessa. Come possiamo rispondere "a favore" o "contro" una proposta che per la Commissione europea non è più all'ordine del giorno?»

Di Martina S.

Come ci possono trascinare in un referendum, dove qualsiasi risultato non ci garantisce che le banche riapriranno la settimana prossima, o che la Commissione europea sentirà la pressione della maggioranza dei greci e rivedrà le sue politiche di austerità? Il nostro governo di sinistra è al potere da neanche 6 mesi, eletto dalla maggioranza della popolazione, proprio per andare a negoziare.

Perché gli serve un nuovo mandato popolare? Sicuramente non ne hanno bisogno per proseguire i negoziati, così qualcuno potrebbe dire che lo desiderano per delle reminescenze dell'ideologia egalitaria sovietica oppure, con orrore aggiungo, per spingerci con un pretesto ingannevole a lasciare la zona euro. Perché quella è la vera questione: "Sì" o "No" all'euro e all'Unione europea. Immaginare la possibilità di un ritiro volontario dall'UE è sufficiente a farmi innervosire.

Abbiamo goduto della prosperità europea dal 1981, con molti momenti positivi e molti altri bui, sicuramente. Questi ultimi sono stati gli anni che hanno seguito la crisi economica globale. Sì, le misure sono state dure; è vero, ogni greco ha dovuto affrontare una realtà nuova, più difficile; ma sarebbe stato molto peggio se ci fossimo ritirati dal gioco. Temo cosa potrebbe accadere ad un paese escluso dai finanziamenti europei e tagliato fuori dai mercati finanziari globali.

Avete tutti visto le immagini del Venezuela, dell'Argentina e degli altri Paesi che hanno cercavano di farcela da soli nel contesto di un'economia globalizzata. Come piccolo esempio, considerate solo che il progresso tecnologico, da cui traiamo ogni beneficio, è stato possibile grazie alla crescita dell'economia. Crescita che ha permesso la nascita di tutte quelle grandi idee e la diffusione globale di quel progresso tecnologico.

Sorrido ogni volta che un oppositore a quel sistema economico condivide i propri commenti per mezzo dei social media: vorrei dire loro che, se questa crescita economica non fosse accaduta, le loro voci non sarebbero mai arrivate a così tanti destinatari, e che l'unica piattaforma disponibile sarebbe stata la piazza del loro paese.

Tutti dovremmo aprire gli occhi e guardare che questo disdicevole incidente che chiamano referendum è lontano dall'essere un vero referendum. Chiaramente è un insulto al cuore della democrazia diretta, e sicuramente un insulto all'opinione pubblica greca, che usa degli falsi argomenti per giungere al risultato tanto atteso da qualcuno: l'instabilità della società greca e l'uscita dall'UE. Diciamo "Sì" all'Unione europea, "Sì" a un futuro insieme e non di esclusione; in compagnia dell'odio e di leader disonesti.