Politica

Il conflitto nel Caucaso nei blog europei

Articolo pubblicato il 27 agosto 2008
Articolo pubblicato il 27 agosto 2008
La blogosfera, dopo l’invasione georgiana dell’Ossezia e il successivo intervento russo, dibatte. Ma cosa fa la bandiera europea dietro al Presidente georgiano Saakasvili?

La Russia avrebbe potuto vincere senza nessuna difficoltà il conflitto scoppiato il 7 agosto scorso, se solo la Georgia non avesse avuto la meglio sulle informazioni di guerra, si legge ne Der Spiegelfechter, un blog tedesco. Il blogger Jens Berger commenta, invece, la bandiera europea onnipresente dietro il Presidente georgiano Mikheil Saakasvili ogni qualvolta faccia un annuncio ufficiale alla televisione.

Viceversa, i blog di cafebabel.com a Strasburgo tiene alta la bandiera della Georgia nel cuore dell’Europa. Nel loro babelblog si possono leggere i punti di vista dei georgiani francesi e seguire la cronologia degli eventi che hanno portato alla guerra.

Ma «chi avrebbe dovuto fare lo sforzo maggiore per proteggere la Georgia?», si domanda Jean-Sébastien Lefebvre sul babelblog francese No way. Non sorprende, afferma, che l’America, la Nato o l’Ue non abbiano ulteriormente supportato le Georgia e le sue ragioni.

L’articolo del blogger italiano Giovanni Angioni sulla possibile invasione russa dell’Estonia (Paese con una discreta minoranza etnica di lingua russa, ndr) riceve numerosi commenti, nei quali si legge l’insicurezza di molto cittadini dell’Europa centrale e dell’Est, che non si sentono sufficientemente protetti nonostante l’appartenenza all’Ue e alla Nato. Il team di cafebabel.com a Tallinn ha organizzato un dibattito proprio su questo tema con giornalisti del Postimees, il più autorevole quotidiano estone. A metà agosto, il giornale ha pubblicato una mappa che spiega le possibili strategie d’attacco della Russia nei confronti dell’Estonia.

E proprio l’inerzia di Nato e Ue ha portato Pawel Lisicki, giornalista polacco per il conservatore Rzeczpospolita, a proporre sul suo blog l’idea di una «nuova unione di difesa». Inoltre, quei paesi Ue che avevano precedentemente preso parte al patto di Varsavia dovrebbero intensificare la loro collaborazione in ragione delle comuni «memorie dell’oppressione comunista», come ha affermato il presidente Polacco Lech Kaczynski il 12 agosto scorso a Tbilisi, dove si trovava con altri tre Presidenti di paesi dell’Europa centrale e dell’Est in uno manifestazione di solidarietà.