Politica

Il capitano Jacek Sonta: «Diecimila uomini sul confine orientale»

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2008
Articolo pubblicato il 09 gennaio 2008
La Polonia è in grado di garantire i livelli di sicurezza richiesti alle frontiere? Incontro con il capitano della guardia polacca di frontiera.

Dalla Polonia al Portogallo. Con l’allargamento dell’area Schengen non ci sono più controlli di frontiera in questa larga fetta d’Europa e in Germania sale la preoccupazione. Ma qual è lo stato di salute delle frontiere dell'Est europeo? Ne abbiamo discusso con Jacek Sonta, capitano della guardia polacca di frontiera.

Capitano Sonta, dal 21 dicembre il confine orientale della Polonia coincide con quello dell’Unione Europea. Dovete assumervi la responsabilità di garantire la sicurezza di molti paesi che hanno rinunciato ai controlli di frontiera. La Polonia è pronta?

Assolutamente. Non dobbiamo dimenticare che i preparativi sono in corso da almeno dieci anni. Già da prima di entrare nell’Ue abbiamo cominciato a ‘sigillare’ i confini. Grazie a questo lungo periodo di preparazione la Polonia si è adattata gradualmente e senza difficoltà agli standard richiesti.

'Confini sigillati’, un’espressione che si sente spesso in Polonia. Cosa significa? Più personale, reti più alte, cosa?

Prima di tutto più personale ed equipaggiamento migliore, ma non solo. Attualmente lungo il confine con Russia, Bielorussia e Ucraina lavorano 10mila persone. Nel 2004, al momento dell’ingresso della Polonia nell’Ue, erano 7500. Vuol dire che gli effettivi sono aumentati di circa un terzo.

Come vede il contrabbando nel Mar Baltico?

Anche i controlli sul confine marittimo sono cresciuti. Abbiamo 57 navi ed è pronto un sistema radar di sorveglianza lungo il confine russo. Stiamo potenziando il sistema nella rotta lungo la città di winoujcie e il Golfo di Danzica.

Cinquemila effettivi sono ancora impiegati lungo i confini con i paesi europei. Saranno spostati lungo la nuova frontiera a Est oppure saranno impiegati con altri compiti?

Al contrario delle dogane, che dopo l’ingresso polacco nell’Unione sono state riconvertite, il personale non sarà spostato lungo il nuovo confine a Est. Non saranno incorporati nemmeno in polizia. Rimarranno lungo le zone di confine o adiacenti col compito di controllare le più importanti vie di comunicazione. Non ci si deve quindi stupire se lungo una strada per Lodz o Varsavia si viene fermati da una pattuglia che chiede il passaporto o la patente. I controlli servono contro il traffico illegale, la tratta di persone o l’immigrazione clandestina.

La Germania teme che il vostro personale non sia abbastanza addestrato per fronteggiare flussi migratori sempre più grandi. Qual è la situazione?

Aumento degli effettivi e migliori dotazioni sono andati di pari passo. Quasi 474 milioni di zloty (circa 124 milioni di euro) provenienti da fondi europei e statali sono stati destinati all’ammodernamento delle attrezzature. Altri stanziamenti sono previsti negli anni a venire. Come risultato, la polizia di frontiera polacca può essere considerata tra le più moderne dell’Unione. Sul confine orientale il personale ha in dotazione speciali apparecchiature per verificare i documenti e non solo: telecamere notturne a rilevamento termico, veicoli di terra ed elicotteri sono a disposizione. La superficie sotto il controllo di ogni postazione è stata ridotta a venti chilometri. Servizi all’avanguardia e la possibilità di accedere alla banca dati Sis (Sistema Informativo Schengen) degli altri stati membri diminuiscono fortemente la possibilità che qualcuno riesca a infiltrarsi illegalmente.

CONFINE ORIENTALE POLACCO

Il confine polacco dell’Unione Europea si estende per 1163 chilometri, tocca Russia, Bielorussia e Ucraina ed è controllato da 10mila guardie di confine. Il numero di poliziotti per chilometro quadrato è di uno a otto perché 2000 effettivi sono schierati negli aeroporti internazionali. In aggiunta, in alcuni punti del confine, possono essere impiegate in caso di necessità delle truppe ausiliarie.

L’autore fa parte della rete di corrispondenti n-ost

Foto nel testo: capitano Jacek Sonta (Foto Polnische Grenztruppen), militari tedeschi e polacchi (Foto Agnieszka Hreczuk/n-ost.de)