Politica

Heide Rühle: «I paradisi fiscali minacciano il modello sociale europeo»

Articolo pubblicato il 22 aprile 2008
Articolo pubblicato il 22 aprile 2008
Tedesca e membro del Parlamento europeo nel gruppo dei Verdi. Le abbiamo chiesto cosa ne pensa dei paradisi fiscali di Andorra, Gibilterra e Liechtenstein.

I paradisi fiscali dovrebbero scomparire in Europa?

Sicuramente. I paradisi fiscali esercitano una pressione sulle aliquote Iva e sulle entrate fiscali, perché inaspriscono gli effetti della concorrenza. Fiscale appunto. L’Europa dei 27 viene, in questo modo, coinvolta in un “race to the bottom” (una corsa verso il basso che spinge a continui tagli alle tasse per attrarre o trattenere investitori e basi imponibili, ndr) delle aliquote d’imposta, che erode la loro sovranità fiscale. La priorità del Consiglio, della Commissione e della Banca Centrale Europea (Bce), è quella di migliorare la sostenibilità e la qualità della finanza pubblica. In tempo di disciplina di bilancio, una diminuzione delle entrate pubbliche minaccia il modello sociale europeo: come potranno i Paesi dell’Ue fornire servizi o rispettare il nuovo Patto di crescita e stabilità? Questo crea delle difficoltà in merito alla politica di ridistribuzione. Questa incoraggia uno slittamento da una tassazione diretta verso una indiretta, perché è meno graduale e colpisce particolarmente i salariati a reddito basso.

Il Lussemburgo è un paradiso fiscale?

Non si può rispondere in maniera netta a questa domanda. In mancanza di un terreno fiscale Ue diretto, gli Stati membri hanno stabilito un sistema di accordi bilaterali con il fine di proteggere le loro basi imponibili e di eliminare barriere all’investimento. Ogni Paese, unilateralmente, decide se l’altro è un paradiso. Ad ogni modo, il Lussemburgo (come Cipro) è considerato un paradiso sulla base del trattamento fiscale che riserva alle holding finanziarie. Non bisogna dimenticare che, in virtù della segretezza bancaria, fu consentito a Lussemburgo, Austria e Belgio di adottare una versione “diluita” delle regole di risparmio fiscale Ue del 2005, unitamente ai paradisi fiscali non Ue (Svizzera, Liechtenstein, Andorra e Monaco).

Che tipo di politiche, a livello dell’Ue, suggerisce per evitare la fuga di capitali verso i paradisi fiscali?

Il voto di unanimità avrebbe il compito di preservare la sovranità degli Stati membri sulle questioni tributare – del resto il Trattato di Lisbona stesso richiede l’unanimità del voto per le questioni fiscali –. Di fatto la concorrenza fiscale sfrenata per i capitali fluttuanti rappresenta una minaccia reale per le entrate degli Stati. Nella misura in cui si ha una perdita di sovranità nazionale in favore del mercato (ancora una volta finanziario) si va nella direzione contraria al principio di sussidiarietà.