Politica

Hans Gert Pöttering, lo staffettista tutto d’un pezzo

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2007
Articolo pubblicato il 16 gennaio 2007
Democristiano, tedesco e veterano: chi è il nuovo presidente del Parlamento Europeo che succede a Josep Borrell?

Dal 16 gennaio Hans Gert Pöttering prenderà il posto di Borrell alla presidenza del Parlamento Europeo. Il mandato presidenziale è condiviso da Popolari e Socialisti nel quadro di una sorta di Grosse Koalition all’europea. Come la sua connazionale e compagna di partito Merkel, Pöttering possiede le doti del mediatore necessarie ad adempiere a questo compito. Il suo curriculum non viene messo in discussione nemmeno dai suoi più accaniti avversari: Pöttering è uno dei quattordici “stakanovisti” a sedere ininterrottamente dal 1979 tra i banchi del Parlamento Europeo, dal 1999 è Presidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo.

Turchia? Niet

Europeista convinto, non esita ad abbandonare il suo aplomb quando sono in gioco quelli che lui ritiene essere i valori europei. Sulla delicata questione turca, per esempio, Pöttering non ha paura di dire a chiare lettere di essere contrario ad un’adesione di Ankara. E favorevole ad una partnership privilegiata. In questo modo si schiera più a destra della sua compagna di partito Merkel e dello stesso Gruppo Popolare Europeo che presiede. Che, per sua stessa ammissione, non ha una posizione unitaria sulla questione turca.

Non toccategli la Costituzione

Memorabile è stato il suo scontro con il presidente ceco Vàclav Klaus che aveva disdetto all’ultimo istante un incontro con Pöttering. Il leader Ppe non l’aveva presa bene ed aveva dichiarato che «cose simili succedono solo nelle dittature, anche se nei regimi almeno si fornisce quantomeno una spiegazione». Ma il rapporto tra i due si era acceso anche su un tema politico cui Pöttering tiene molto, la Costituzione europea che il presidente ceco aveva “osato” criticare affermando che avrebbe creato un superstato dove i cittadini cechi sarebbero stati totalmente estromessi dalle decisioni di Bruxelles. Anche in questo caso la reazione del politico della Cdu era stata durissima.

E su questo tema non ha voluto fare troppi sconti nemmeno alla sua superiore Merkel, cui in questo derby tedesco-europeo, tocca la presidenza del semestre europeo, alimentando le già altissime aspettative sul compito della cancelliera. Pöttering ha detto infatti di aspettarsi entro giugno provvedimenti chiari sul futuro della Costituzione Europea.

Tornando a Pöttering, tantomeno era stato tenero in passato con l’ex cancelliere Schröder, allorché questi si prodigava nell’allestire vertici a tre con Blair e Chirac. Per il leader Ppe questi incontri tagliano fuori le istituzioni di Bruxelles, a tutto vantaggio delle geometrie variabili degli Stati. Proprio qualche settimana fa, in occasione della fine della presidenza finlandese, Pöttering ha ribadito questo concetto anche a proposito della Russia, ammonendo i governi nazionali europei a non stringere accordi bilaterali con Mosca ma a convergere su una posizione unitaria dell’Unione Europea. Uno schiaffo alla stessa Germania che ha fatto carte false per poter costruire un gasdotto sul Baltico che l'allaccerà direttamente alla Russia, e bypassando la Polonia.

L'INTERVISTA

Il mediatore europeo: «Senza larghe intese non si può essere Presidente del Parlamento». Leggi l'intervista esclusiva.