Politica

Guillermo FariÑas: "Cuba sta cambiando? Vi sbagliate"

Articolo pubblicato il 05 luglio 2013
Articolo pubblicato il 05 luglio 2013

Guillermo Fariñas, dissidente cubano e direttore dell’agenzia di stampa indipendente Cubanacan Press, è giunto a Strasburgo per ritirare il premio Sakharov per la libertà di espressione. Arriva in giacca e cravatta e si guarda intorno, di fronte una platea di deputati europei che l’attendevano da 3 anni. L’intervista. 

Martedì 2 luglio 2013, a mezzogiorno in punto, l’uomo soprannominato un tempo "El Coco" (riferito alla figura del cattivo bisbetico che sgrida i bambini se disubbidiscono, nda), conosciuto per aver perseguito innumerevoli scioperi della fame (di cui uno di 135 giorni), riceverà il premio Sakharov in una città che per la presenza del Parlamento europeo, del Consiglio d’Europa e della Corte europea dei diritti dell’Uomo, ama definirsi "capitale dei diritti dell’Uomo": Strasburgo.

In occasione della cerimonia di consegna, Guillermo Fariñas non ha esitato a inviare un messaggio indiretto ai dirigenti politici del suo paese: “Il governo cubano ha fatto delle concessioni, ma non illudetevi, non si tratta di un cambiamento. Il governo di Castro cerca solo di finanziare il suo governo di repressione, facendo affari con voi che vivete in democrazia. Non fatevi abbindolare, i cambiamenti in atto sono finti”, concludendo il discorso con l’abituale, “che Dio benedica Strasburgo”.  

CAFÉBABEL: IL PARLAMENTO EUROPEO l'HA PROCLAMATa VINCITORE DEL PREMIO SAKHAROV 2010, COME ha REAGITO RISPETTO A QUESTO RISULTATO?   

Quando ho appreso che mi avevano accordato questo premio, ho pensato ai miei compagni dissidenti e a mio padre. Siamo tutti impegnati in una battaglia comune, quindi non l’ho mai considerato un premio indirizzato solo alla mia persona, ma piuttosto un riconoscimento alla parte più ribelle della società cubana, che, nonostante gli assassinii, le fucilate, gli imprigionamenti, gli annegamenti o gli attacchi degli squali per chi cerca di raggiungere le coste della Florida, continua ad opporsi al regime, sovrastando le paure e lottando con ostinazione.  Sono stato estremamente contento del fatto che il nostro lavoro venisse riconosciuto. Dopo il premio Nobel per la pace, questo è il secondo riconoscimento in ordine di importanza. Privandomi dell’autorizzazione di lasciare il paese il governo cubano ha dimostrato di essere preoccupato per la consegna di questo premio. Persino mia madre, che avrebbe potuto rappresentarmi al Parlamento, non ha potuto lasciare Cuba negli ultimi anni. 

CAFÉBABEL: LEI HA RICEVUTO QUESTO RICONOSCIMENTO DA PARTE DI UN’ISTITUZIONE EUROPEA, CHE COSA SI ASPETTA DALL’UNIONE EUROPEA RIGUARDO ALLA SITUAZIONE POLITICA del suo PAESE?

L’Unione Europea ha aperto delle negoziazioni con Cuba in seguito all’abbandono della Posizione comune europea su Cuba (assunta il 2 dicembre 2006 dal Consiglio dell'Unione Europea, nda). Vorrei ricordare che non bisogna dimenticare che ogni collaborazione economica, politica, sociale o culturale, deve tutelare il rispetto, reale e non solo retorico, della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo nella totalità degli articoli che la compongono. 

CAFÉBABEL: Come è riuscito a essere qui oggi e che rischi corre rientrando a cuba?

Sono stato accompagnato da mia madre e questo viaggio è finanziato dal Parlamento Europeo. Prima di arrivare a Strasburgo, ho attraversato in viaggio prima l'Honduras, Miami, lo stato del New JerseyNew York, Porto Rico e la Polonia, grazie all’aiuto di due imprenditori cubani che vivono negli Stati Uniti da molti anni: gli esiliati cubani ci sostengono. Rientrando a Cuba, ci esponiamo alla repressione: ci aspettiamo di essere assassinati, arrestati, sbattutti in prigione o diffamati. Ma fa tutto parte di quello che siamo disposti a sacrificare per raggiungere la democrazia.