Politica

Grecia: isole a prova di fuoco e cemento

Articolo pubblicato il 02 settembre 2009
Articolo pubblicato il 02 settembre 2009
Le isole greche, meta turistica per eccellenza, resistono alla minaccia dell’edificazione massiccia e si discostano dal percorso intrapreso da altri vicini europei. Un’eccezione in un Paese in cui, a volte, l’urbanizzazione invade terreni protetti tramite il fuoco.

Le isole greche, più di 5000 isole e isolotti nel Mediterraneo: un clima dolce, mare, bei paesaggi e una cultura ancestrale le rendono una meta turistica di prim’ordine. Tuttavia, visitandone le coste ci si sorprende del loro stato di conservazione. Com’è possibile che questi arcipelaghi così desiderati dai vacanzieri non abbiano seguito le orme dei loro equivalenti turistici di altri paesi, le cui coste sono state invase dal cemento? La risposta è nell’integrità che mostra lo Stato greco nel campo della compravendita immobiliare. Foto: Clara Fajardo

Se non fosse per l’inflessibilità che la Grecia presenta di fronte alla vendita dei terreni, i comuni isolani si arricchirebbero a forza di “favori” sotto banco, sostiene E. Milioti, notaio dell’isola di Sifnos. In questa enclave naturale, dimenticata dal mondo, dai tempi dei mercanti veneziani medievali fino alla sua riscoperta da parte del jet set negli anni Sessanta, si lotta ostinatamente per la conservazione del suo standard di serenità, rispetto ai grandi agglomerati estivi di altri luoghi quali la Costa del Sol in Spagna e la Costa Azzurra in Francia. Strategia che pare adeguata, considerando gli investimenti venuti da altre parti dell’Europa, assicura il notaio.

Regole rigide per conservare l’incanto greco

Foto: Clara FajardoUn privato può costruire in un lotto di terreno solo se esso comprende un minimo di 4000 metri quadrati d’estensione nella periferia dei nuclei urbani delle isole Cicladi. La licenza edilizia per un tale terreno permette la costruzione di 200 metri quadrati per uso privato, limite che può essere superato se si tratta di una struttura alberghiera, al prezzo di 3000 euro al metro quadro.

La legislazione in stile isolano non finisce qui. Le norme di edificazione sono inoppugnabili e chiare: per ottenere l’effetto di luminosità, calma e serenità, caratteristico di queste isole, le finestre devono essere piccole, l’abitazione può avere al massimo due livelli e il bianco deve predominare nelle facciate di tutte queste casette.

Malgrado ciò, non tutto funziona così bene e c’è chi si arrangia per eludere la legge. Milioti spiega che, in molti casi, si denuncia uno dei piani come scantinato per evitare la restrizione dei due livelli. A volte, tuttavia, si scopre l’imbroglio: all’inizio del mese, per esempio, Milioti ha dovuto certificare un innalzamento illegale di 40 metri in un immobile da 300 000 euro.

Un tagliafuoco legale

Le restrizioni imposte dalle leggi negli arcipelaghi greci fungono da tagliafuoco, nel più ampio senso della parola, cosa che contrasta con la situazione della Grecia continentale. «I recenti incendi verificatisi nei dintorni di Atene potrebbero essere stati, per la maggior parte, dolosi», suggerisce un avvocato della capitale, il quale preferisce che non si citi il suo nome. Questa situazione è in parte alimentata da certe imprecisioni legali: il Registro Immobiliare greco non ha una cartografia abbastanza chiara che rifletta su una mappa i confini delle diverse proprietà, pertanto, dopo un rogo devastatore, spuntano rivendicazioni di proprietà un po’ sospette di spazi precedentemente forestali e altamente protetti. Foto: Ava Babili / Flickr

In Grecia l’edificazione è possibile solo su terreni qualificati come agricoli, per cui uno spianamento della strada potrebbe facilitare il lavoro dei promotori, avverte un membro dell’associazione dei vicini del quartiere Dionysos, nella periferia ateniese, evacuato durante gli incendi e in cui molte case sono andate distrutte. La situazione si aggrava se si tiene in conto il titolo di usucapione (acquisizione di una proprietà per aver dimostrato il suo uso durante un determinato periodo di tempo), tutt’ora vigente nel diritto del paese del Peloponneso.