Politica

Gli scambi commerciali dell’Europa e in Europa

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 01 ottobre 2008
L’Unione europea è un gigante con i piedi d’argilla. Nano politico a livello internazionale, è però la prima potenza economica del pianeta.

L’Ue. Al suo attivo conta più del 40% di scambi commerciali internazionali, davanti all’Asia o gli Stati Uniti. Il suo punto forte sono i prodotti manifatturieri: automobili di lusso, prodotti agro-alimentari come il vino e il formaggio o ancora servizi finanziari, riconosciuti in tutto il mondo. Un asso nella manica che permette una concorrenza sempre più serrata con l’America del Nord e l’Asia, mentre Sud America e Africa restano principalmente fornitori di materie prime.

Ogni paese europeo ha la sua specialità

Foto iirraa / FlickrC’è movimento sulle strade commerciali, anche se la maggior parte degli scambi avvengono localmente, tra vicini di casa. Più di un terzo dei traffici internazionali avviene, infatti, all’interno dell’Europa. Bisogna dire che con Germania, Francia e Olanda nella Top 5 degli esportatori, c’è di che esser fieri. Contrariamente agli Stati Uniti le economie nazionali dell’Ue non sono specializzate. Si fa di tutto in ogni Paese e ci sono molti doppioni, come il vino che viene fabbricato in Italia, ma anche in Foto Cremo / FlickrFrancia e in Spagna. (A voi la scelta per il migliore). Ogni Paese europeo ha comunque la sua specialità: la Germania fabbrica molti prodotti di lusso con tanto di dicitura «Made in Germany», un marchio di prestigio riconosciuto in tutto il mondo e che permette alla Germania di essere il primo esportatore mondiale distanziando di molto persino la Cina. La Francia preferisce il vino e il lusso, ma non è da Foto jjmazo / Flickrmeno neppure la sua industria nucleare. Il Regno Unito, invece, è un Paese meno industriale e si concentra maggiormente sulla finanza (essendo Londra la piazza finanziaria numero uno). La Spagna attira turisti da tutto il mondo, mentre l’Olanda vanta uno dei porti più importanti. Senza dimenticare i Paesi dell’Est che si integrano sempre meglio nell’economia europea e producono a costi inferiori. Gli scambi tra i Paesi europei sono molto intensi, e l’abolizione delle frontiere con l’allargamento dello spazio Schengen, incoraggia questa tendenza. 

La forza dell’Ue è il suo mercato comune. Come dire, l’unione fa la forza. Con 495 milioni di persone che possono commerciare senza frontiere, si ha la tendenza al movimento. Le imprese europee sono sempre più trasnazionali. Si progetta in Francia, si perfeziona in Germania, si fabbrica in Repubblica Ceca, si trovano i finanziamenti nel Regno Unito, si esporta dai Paesi Bassi. La tradizione di apertura tipica della cultura europea favorisce questi scambi e crea un’emulazione tra i Paesi. La diversità dell’Ue è il suo asso nella manica per far fronte alla sfida della mondializzazione. Ma in questa confusione non è facile ritrovarsi. Il marchio «Made in Ue», non è ancora molto conosciuto. Di che nazionalità è un’auto progettata in Spagna, costruita in Polonia e venduta in Italia? Avere una politica più chiara da questo punto visto è la nuova sfida dell’Ue.

Gli indispensabili

Foto: megapiksel / FlickrIl Regno Unito è il campione europeo in bilancio commerciale negativo: 132 miliardi di euro.

La Germania è la campionessa europea in bilancio commerciale positivo: 195 miliardi di euro.Foto hr40004 / Flickr