Politica

Fondi europei: la via all’uguaglianza

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 24 ottobre 2008
I fondi strutturali e i fondi di coesione sono pensati per ridurre le disuguaglianze tra i Paesi dell’Unione.

Il fondo di coesione finanzia progetti nell’ambito ambientale e dei trasporti. Esso è destinato agli Stati Membri più poveri, cioè quelli il cui prodotto interno lordo (Pil) per abitante è inferiore del 90% rispetto alla media europea. Tra il 2007 e il 2013 entreranno nella lista anche Bulgaria, Romania, Cipro, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Prima dell’allargamento a Est i fondi arrivavano principalmente a Spagna, Portogallo e Grecia: l’autostrada Patrasso-Atene-Tessalonicco, la più lunga tra quelle greche, è stata finanziata in parte con i fondi di coesione.

Foto Reds on tour / Flickr; Iespaña; edgenubers / Flickr / onnufry / Flickr

Le sovvenzioni dei fondi strutturali sono assorbite direttamente dalle regioni e sovvenzionano, in prima istanza, le piccole e medie imprese o eventuali provvedimenti formativi. I più importanti sono i Fondi europei per lo Sviluppo Regionale (Fers). La parte più corposa di questi fondi sovvenziona le regioni il cui prodotto interno lordo per abitante è inferiore al 75% della media europea, il che significa, in particolare gli stati dell’Est e dell’Europa centrale.

Nelle altre regioni i finanziamenti vanno, essenzialmente, alla ricerca, allo sviluppo sostenibile e alla promozione della collaborazione internazionale. Ad esempio, la Francia sta cercando – seppure con costi enormi – di fronteggiare l’insabbiamento della nota abazia benedettina di Mont-Saint-Michel sulla costa normanna grazie alla costruzione di un sistema per arginare le maree. Sono opere di questo tipo che vengono finanziate dall’Fesr.