Politica

Expo Saragozza 2008: l’acqua bolle in pentola

Articolo pubblicato il 05 giugno 2008
Articolo pubblicato il 05 giugno 2008
Il 14 giugno apre l'Esposizione Internazionale di Saragozza 2008. «Acqua e sviluppo sostenibile» lo slogan, l’Ue presente alle tribune e qualche polemica.

Con il motto «Acqua e sviluppo sostenibile», Saragozza 2008 corona –tra il 14 giugno e il 14 settembre – vent'anni di scommesse europee: coinvolgere i cittadini in una riflessione ludica e scientifica sulle grandi questioni del futuro globale immediato. “Plovdiv 91”, “Genova 92”, “Siviglia 92”, “Lisbona 98” e “Hannover 2000” hanno preceduto Saragozza nell'avventura di trasformare le città e le società moderne. «Se esiste un gruppo di Paesi del pianeta che può cambiare la politica dell'acqua, quello è l'Ue» spiega Eduardo Mestre, messicano ed esperto di temi idrici. È a Saragozza per dirigere una Tribuna dell'Acqua, cioè un forum di riflessione e dibattito sulla gestione mondiale dell'acqua e la sostenibilità: «La nostra attenzione è rivolta all’Ue», conclude.

Con i suoi 140 padiglioni, 5.000 spettacoli e 2.000 partecipanti ai dibattiti, Saragozza – capitale di una Regione, l’Aragona, minacciata dall'erosione e dalla desertificazione – chiama il pianeta a discutere il problema dell’acqua. Immersa nello sviluppo della Direttiva quadro per la lotta contro il cambiamento climatico approvata lo scorso gennaio, l’Ue ha un padiglione tutto suo alla fiera. «Questa Direttiva è il documento più avanzato mai realizzato dall'uomo sull'acqua», ha l'ardire di affermare Mestre. Il contributo dell’Ue sarà piuttosto critico: secondo le parole di Sulvain Hubert, direttore del padiglione, si porrà in evidenza «l'abuso e il cattivo uso di questa risorsa da parte degli agglomerati urbani, le attività industriali e l'agricoltura».

L’Europa e l’acqua

Per questo motivo, diversi Commissari europei saranno presenti alla Tribuna dell'Acqua: Ficher Boel, Almunia, Lousi Michel, Potonick tra gli altri. L’Europa, inoltre, patrocinerà anche attività culturali che vedono protagonisti gli europei: il concerto dell’islandese Björk il 10 agosto, o lo spettacolo della ballerina di flamenco Sara Baras il 10 settembre. Nella cornice della Tribuna dell'Acqua parteciperanno anche il greco Stavros Dimas, Commissario per l'Ambiente, e Javier Solana, Mister Pesc (nomignolo familiare che rimpiazza l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, ndr). Il modello organizzativo dei dibattiti è il Forum Barcellona 2004, ammettono dall'organizzazione dell'evento, «ma anche di altre tre esperienze» aggiunge Mestre. «Il Forum Mondiale dell'Acqua realizzato in passato in città come Marrakech, L'Aia, Kyoto e Città del Messico, oppure eventi organizzati dall'Onu, come quelli a Mar del Plata nel 1977, Dublino e Rio de Janeiro nel 1992 e il grande incontro organizzato dalla Francia nel 1998». Dalla Francia arriva, inoltre, un'iniziativa pioniera: l'Agenzia dell'Acqua del fiume Garonna, a nord dei Pirenei, ha deciso di attraversare le montagne per dislocare le proprie sessioni all’Expo, e farle coincidere con quelle della Confederazione Idrografica dell'Ebro, il fiume che attraversa Saragozza. Un'iniziativa che potrebbe dare il via a politiche di gestione idrografica transculturali.

Costruita lungo il fiume Ebro, l’Expo 2008 riceve anche critiche. Il collettivo ZH2NO, una “contro iniziativa” all’esposizione ufficiale, ne denuncia l’incoerenza. L’organizzazione dell’Expo ha, infatti, fatto costruire una barriera nel fiume, all'altezza del recinto espositivo, per creare una cisterna di quattro chilometri di diametro, che modificherà in maniera sostanziale la flora e la fauna del fiume più ricco di Spagna.

Da questo punto di vista, la Direttiva quadro sull'acqua dell’Ue proibisce agli Stati membri di deteriorare i propri fiumi. Non è quindi da escludere che la costosa opera per costruire la barriera debba essere eliminata una volta finita l'Esposizione.

Il prezzo d'ingresso? 35 euro. Un importo contenuto per evitare il fiasco di Hannover 2000, dovuto soprattutto all’elevato costo dei biglietti. Ciononostante, le previsioni (6.5 milioni di persone in tre mesi) sono modeste in confronto ai diciotto milioni di Hannover in cinque mesi, i dieci di Lisbona in tre mesi o quelli di Siviglia in sei mesi.