Politica

EuroPolis, cos’è l’opinione pubblica europea?

Articolo pubblicato il 26 novembre 2008
Articolo pubblicato il 26 novembre 2008
Ci si chiede se esiste già o la forma in cui si presenterà. È qualcosa riguardante le élite o si tratta di un campo da gioco delle generazioni Erasmus? Aspettando la voce di un popolo europeo invece che la cacofonia attuale.

«Gli europei utilizzano soprattutto i propri mezzi di comunicazione, anche se molti lavorano per aziende internazionali», afferma il giornalista di Varsavia Adam Krzeminski. «Ciò non significa che si è giunti ad una omogeneità nel contenuto», spiega la professoressa Beata Ociepka al quotidiano polacco Fakt, il cui editore, dal 2003, è il tedesco Axel Springer. «I giornali concordano con gli stati d'animo del popolo», come hanno mostrato degli stereotipi anti tedeschi in occasione dei mondiali Germania-Polonia. Si vedono piuttosto format britannici, commenta Ociepka. «gli articoli sull'Europa sono aumentati in modo significativo», conclude Alois Berger. Questo signore tedesco si reca a Bruxelles da quindici anni, è passato dallo scrivere tre articoli a settimana a uno al giorno. 

Mezzi di comunicazione paneuropei ma in inglese

«Sono molte le cose che accadono in Europa», e anche i mezzi di comunicazione nazionali ormai hanno un corrispondente da Bruxelles. «L’Europa gioca un ruolo importante come già altre nazioni consolidate hanno fatto: le banche in Islanda e Inghilterra hanno avuto, per i risparmiatori tedeschi, improvvisamente un significato», afferma Berger riguardo la crisi finanziaria. Secondo Berger, la tendenza è chiara. «Appena si avvicina una crisi ci si stringe all'Europa e i cittadini urlano: «adesso abbiamo bisogno dell'Unione Europea! ». In caso di bisogno si consuma più politica, anche se questo non toglie che i cittadini sono da sempre, nel quotidiano, orientati a livello regionale. Klaus Wenger esperto dei media in Europa e corrispondente per Arte, constata che: «La televisione ha sempre più programmi che si occupano di locale, oppure dominano le nicchie. E la televisione è il ritratto della situazione nazionale». È incontestabile che già da tempo esistano temi europei. L'ingresso della Turchia nell'Unione è un esempio, così come l'energia e la politica estera. Berger continua: «I discorsi della domenica nel senso di "noi abbiamo bisogno dell'Europa", non interessano a nessuno. È ciò che l'unione Europea “fa” che interessa».

Una nuova cittadinanza basata sull’Erasmus

Cos'è il pubblico europeo in pratica? Dovrebbe basarsi sui media “europei”, ma spesso si tratta di mezzi per elite, in inglese e su Internet. «È curioso vedere che al momento il mezzo di comunicazione a livello europeo più utilizzato sia l'Herald Tribune International», afferma Frey e aggiunge alla lista i canali della Bbc World e Cnn International. Nel momento in cui dovessero cadere gli interessi nazionali, quale diventerebbe la bussola dei mezzi di comunicazione europei? La stampa paneuropea esiste, e possiamo fare il nome di Euronews, ma per abbattere gli ostacoli dati da differenze culturali e linguistiche sono le redazioni devono assumere giornalisti da tutti i paesi e tradurre le loro pubblicazioni in inglese e nelle altre lingue. In materia di “popolo europeo” sicuramente la generazione Erasmus gioca un ruolo di «utente e protagonista», come osserva Karen Hauff della Hertie School of Governance di Berlino. Questi giovani europei agiscono sui confini nazionali e su nicchie come la politica, la cultura e l'economia. Hanno quindi bisogno di canali multinazionali per l'informazione e la comunicazione. La generazione Erasmus vive una nuova forma di cittadinanza, poliglotta e mobile. È in giro per le città europee e nello spazio cibernetico e utilizza offerte d’istruzione e di lavoro che si fondano sullo scambio internazionale.

I paesi dell'Unione Europea, spiega Krzeminski, sono in bilico tra due tendenze. Da una parte cercano di aumentare il loro potere all'interno dell'Unione, dall'altra parte cercano di stabilire una politica comune. Riuscire a rendere l'Europa un unico, nuovo, grande stato nazionale sembra improbabile per gli stessi cittadini. Possono quindi i mezzi di comunicazione europei sostituirsi quelli nazionali? Nuovi format verrebbero ben accolti dal popolo europeo. Ciò che diventa monofonico invece di polifonico, sembra al momento più un'utopia che la realtà. La popolazione europea è la condizione della democrazia a livello dell'Unione.