Politica

Europei, credete a me: non esistono più le ideologie di una volta

Articolo pubblicato il 21 marzo 2012
Articolo pubblicato il 21 marzo 2012
Dove sono le teste pensanti che un giorno volevano cambiare il mondo? La distanza tra cittadini e classe politica, l'individualismo della destra e la sinistra che perde la rotta portano uno spagnolo a riflettere sull'attuale situazione di una Europa tecnocratica e a chiedere, soprattutto, il ritorno in campo della vera politica (della sinistra).

Cittadini europei, l'ideologia è morta. L'epoca in cui la politica era una questione ideologica, di coscienza sociale, di civismo è finita. Negli ultimi decenni siamo stati spettatori voyeur della trasformazione della politica in carriera, in professione.

I nuovi politici venuti dai settori economici

Nicolas Sarkozy, un presidente tutto nuovo

Quella politica appassionata che aveva come protagonisti pensatori, sindacalisti, intellettuali e politici che attuavano per amore ideologico, è rimasta nei libri di storia e nei documentari, lasciando spazio a gruppi di politici manager, mediatici, spenti, senza ideologie, calcolatori, abili nell'arte di confondere, ambiziosi e ossessionati dal potere.

Si è creato un divario importante tra politica e cittadinanza, un'assenza di dialogo da parte di entrambe. I politici si son installati sul loro Olimpo, dove muovono i fili gestendo le responsabilità delegate dai cittadini anestetizzati. E ci hanno lasciato come eredità l'attuale politica e i suoi rappresentanti, senza alcun dubbio, un riflesso reale delle nostre azioni, della nostra cittadinanza. La società mediatica comunica direttamente con il politico che si atteggia a superstar, nonostante continui con le braccia conserte e con la politica di “panem et circenses”.

La destra (si) consuma e la sinistra (si) cerca

La Spagna alle urne: come voteranno gli Indignados?

Sappiamo che la politica della destra va in direzione di una società individualista e con una totale assenza di solidarietà, e che promuove la cultura del capitale, del consumo, causando la formazione di collettività marginali. Inoltre, il discorso di destra di “venite da me tutti voi che siete stanchi, oppressi e oberati”, cristianamente corretto e ipocrita, ben si incontra col pensiero dei suoi elettori.

Immagine presa durante le proteste di Occupy Wall Street, settembre 2011.

La presenza dei Monti in Italia, Merkel in Germania, Rajoy in Spagna e, probabilmente, Sarkozy in Francia a capo dei governi europei è ironica, giacché gli elettori della destra sono fedeli ai loro "politici tiranni". Però gli uomini della destra, come amministratori tecnocrati, stanno affondando l'Europa. La destra sta al potere e le cose peggiorano.

Dall'altro lato, le sinistre camminano in circolo intorno a loro stesse e della propria noia: assenza di valori, assenza di passione, assenza di temi, veramente, assenza di coraggio e di ideologia. La sinistra si è persa nella codardia, nel suo corporativismo, nella sua totale assenza di discorso, di proposte. Si sono frammentati e sono come isole in un deserto di incertezze, di idee, di incoscienza di una realtà sociale che ignorano.

Ma tu, Europa, da che parte stai?

L'Europa è diventa tecnocratica e la tecnocrazia è composta, in gran parte, da politici in carriera, da servitori pubblici che non hanno idea di cosa sia la vita in una fabbrica o in un'agenzia di lavoro interinale. Questa tendenza tecnocratica evidenzia l'incapacità dei governanti che votiamo ogni quattro anni nell'amministrare le nostre imposte. Una dimostrazione di questo sono, forse, i più giovani. Da sempre parlo con politici di sinistra tra i 28 e i 39 anni che appartengono alle gioventù militanti e che, inoltre, sono funzionari in alcuni comuni. Mi colpisce la mancanza di proposte sociali, lavorative, e di politiche dirette al collettivo da parte di giovani solitamente molto preparati nei loro discorsi. Questi giovani "impegnati" forse vivono lontani anni luce dalla realtà sociale dai principali collettivi della classe lavoratrice, che si limitano a ignorare e utilizzare in campagna elettorale.

L'Europa ha sete di partecipazione

La sinistra si trova delegittimata politicamente e socialmente per accedere al potere, al governo. Continua apatica e cieca su temi importanti come politiche giovanili, anche se non è una novità che gli unici giovani nei partiti politici siano per forza affiliati al partito o giovani figli di politici; per i politici, "giovane" è sinonimo di "extraterrestre".

I temi da affrontare per risvegliare la passione dei cittadini

La sinistra ha una scommessa, una sfida: risvegliarsi dall'inerzia e creare proposte, anche se non nessuno glielo chiede; i movimenti di cittadini come gli Indignados e 15M le hanno inviato una lista di idee. Affinché la sinistra accenda la scintilla, la passione e l'interesse dei cittadini, dovrà essere coraggiosa e avvicinarsi alla gente senza paura, affrontando temi come: soppressione dei costi inutili nelle amministrazioni pubbliche, creazione di un controllo indipendente di bilanci preventivi e costi, soluzioni sociali locali, proibizione di qualunque tipo di riscatto o finanziamento di capitali a enti bancari, soppressione del vitalizio dei politici, una legge che proibisca l'esproprio, etc.

Finché la sinistra non sarà capace di dare priorità a proposte come queste, continuerà ad essere delegittimata a rappresentare la popolazione. I nostri eroi restano nella storia e i nostri nemici son saliti al potere. Abbiamo bisogno di un'ideologia per continuare a vivere.

Foto di copertina: (cc) Dortmunder Nordstadt/flickr; protesta Wall Street, (cc) david_shankbone/flickr. Video: sunashland/youtube.