Politica

Elezioni USA: pesi massimi vs pesi piuma

Articolo pubblicato il 05 novembre 2012
Articolo pubblicato il 05 novembre 2012
Mentre la lotta si infiamma tra Democratici e Repubblicani, Cafebabel s'insinua nei retroscena della politica americana, per cambiare punto di vista e dare vita a un'originale galleria di ritratti made in USA. Ecco una panoramica di coloro che si contendono il primato in un'altra categoria: i candidati alternativi.

Si avvicina l’ultimo round delle elezioni americane. Il 6 novembre si saprà chi tra il campione del Partito Democratico o lo sfidante repubblicano la spunterà. Romney o Obama? Uno scontro accanito, un testa a testa finale, un faccia a faccia senza precedenti. Un attimo, però: questi sono gli unici candidati in corsa per la Casa Bianca? Non proprio!

Infatti, (secondo Wikipedia) sono più di una sessantina gli outsider o i candidati dei partiti minori che si affrontano. Ma la maggior parte di loro sono in lista, come candidati, solo in uno Stato, il che equivale a una sconfitta inevitabile perché procura solo un numero esiguo di “grandi elettori”. Spieghiamo meglio. Gli Stati Uniti sono un paese di Stati federali e l’elezione del presidente è indiretta. I cittadini eleggono dei “grandi elettori” nel loro Stato il cui numero varia in base alla popolazione. Nella maggior parte di questi stati, tranne quello del Maine e del Nebraska, il candidato “grande elettore”, cioè quello che ha ottenuto più voti, prende tutti i “grandi elettori” di quello stato. È il famoso sistema chiamato “winner take all”, del chi vince prende tutto insomma, che ha fatto perdere le elezioni ad Al Gore nel 2000. Alla fine, il candidato presidente con il maggior numero di “grandi elettori” viene eletto Presidente. Si capisce come questo sistema elettorale, oltre all’enorme bisogno di risorse finanziarie per sponsorizzare la propaganda politica attraverso i media, metta all’angolo i partiti minori.

Candidati pesi piuma

Jill Stein, Partito Verde, assicura come medico che la marijuana e la canapa non comportano alcun rischio per la salute

Tra i candidati dei partiti minori, i cosiddetti Third Party o gli Indipendenti, come dicono negli Stati Uniti, quattro sono particolarmente combattivi. Gary Johnson del Partito Libertario, uno dei principali partiti minori americani da cui è uscito Ron Paul, il candidato sconfitto alle primarie repubblicane; Rocky Anderson del Partito della Giustizia; Virgile Goode del Partito Costituzionalista; Jill Stein del Partito Verde. Sono presenti come candidati in quasi tutti gli stati ma non hanno matematicamente nessuna possibilità di farcela, né (a parte forse Gary Johnson) di influenzare il voto perché i sondaggi li danno tra l’1 e il 3 % tra le scelte di voto degli elettori. Hanno tenuto i loro dibattiti senza nessuno, o quasi, supporto mediatico, e un secondo dovrebbe tenersi alla vigilia delle elezioni.

Candidati “professionali” e seri hanno detto durante i dibatti parole che nessuno dei candidati pesi massimi della politica americana avrebbe saputo dire. "Virgile Goode, candidato del Partito Costituzionalista, propone di difendere 'prima di tutto gli Americani' – come spiega Lorraine Millot, corrispondente di Libération negli Stati Uniti – dando loro la precedenza per l’accesso ai posti di lavoro e chiudendo la porta agli immigrati. Gary Johnson, Partito Liberale, promette di riequilibrare il budget di tutti gli stati americani a partire dal 2013, e questo fa ipotizzare tagli particolarmente drastici alla spesa pubblica. Jill Stein, Partito Verde, assicura come medico che la marijuana e la canapa non comportano alcun rischio per la salute".

… e di dubbia reputazione

Salvo questi pesi "medi" della politica americana, la scena dei candidati è caratterizzata soprattutto da pesi mosca. Come Jeff Boss, un sostenitore convinto della teoria del complotto, persuaso, inoltre, di essere stato testimone della preparazione di suddetto complotto (come riporta il suo sito decisamente paranoico), e quindi di essere tra coloro che conoscono la verità sull’11 settembre. Ovvero che il governo americano, e specialmente la NSA, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale, siano responsabili degli attacchi terroristici dell’11 settembre. Si tratta di un outsider della politica a tutti gli effetti in quanto, già candidato alle presidenziali del 2008, ha raccolto 601 voti, a quanto dice il Politicker NJ, cioè piuttosto lontano dai quasi 70 milioni di voti di Obama.

Altro eccellente esempio, Randall Terry, un, "pro-lifer", e cioè a favore della vita, che ha passato la vita a lottare contro il diritto all’aborto. Terry è la caricatura del candidato ultra conservatore che nasconde scheletri nell'armadio. Si vanta di aver adottato "bambini meticci", di essere contro il divorzio, i matrimoni gay, l’aborto ma ha cacciato di casa una delle sue figlie adottive per essere rimasta incinta, due volte, ancora minorenne. Un’altra figlia adottiva sarebbe andata via di casa a 16 anni per diventare musulmana. E dal momento che non tutte le fortune arrivano mai da sole, suo figlio ha fatto coming out dalle pagine di un giornale e lo stesso Randall Terry ha divorziato per sposarsi con una signorina di 25 anni.

C’è anche un esponente del partito degli indipendenti dal misterioso nome di Santa Claus (Babbo Natale, in inglese), candidato nel Maryland e nella Virginia occidentale. Il nostro giura che sia il suo vero nome, difende idee piuttosto ultra liberali e si batte anche a favore dei bambini. Proprio come il vero Babbo Natale. Ultimo esempio di questi candidati pesi piuma, Keith Russell Judd, un ex carcerato condannato a 17 anni per estorsione. Una condizione che non gli ha impedito di ottenere il 47% dei voti alle primarie nella Virginia Occidentale nel 2012 contro Obama.

Sconfitti già sulla carta, questi candidati “dilettanti” dimostrano una passione e un impegno decisamente degno di lode, anche se la dura realtà li riporterà in fretta con i piedi per terra. Bisogna tornare indietro fino al 1850 per trovare un candidato alla Casa Bianca, che non fosse né repubblicano né democratico, eletto come Presidente degli Stati Uniti.

Foto: © Florian Wagrez ; nel testo: Gary Johnson ©  pagina Facebook ufficiale ; Santa Claus © pagina Facebook ufficiale; Video (cc) jeffbossforpresident/YouTube