Politica

Elezioni in Polonia, il malessere europeo

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 26 ottobre 2015

Diritto e giustizia, (ex) partito di opposizione, conservatore ed euroscettico, ha vinto le elezioni legislative in Polonia di domenica scorsa. Secondo le proiezioni, questa forza politica ha ottenuto circa il 39% dei voti e potrà governare da sola, se questa percentuale sarà confermata. Il risultato testimonia il malcontento popolare che pervade l'Europa, avvertono alcuni commentatori.

L'Europa che dorme

Il quotidiano di centrosinistra, Tages-Anzeiger, vede nell'esito delle elezioni in Polonia un monito per tutta l'Europa: «La voce degli europei dell'Est nell'Unione europea sarà ora più forte e più chiassosa. È possibile che a Varsavia non succeda la stessa cosa che a Budapest. Kaczyński, che non si è presentato come capolista, non potrà governare con il pugno di ferro, come fa Orbán. Inoltre, la situazione economica in Polonia è molto migliore di quella ungherese. Una circostanza che fa pensare a qualcosa di inquietante. Come'è possibile che in un Paese in crescita economica, dove il futuro dovrebbe appartenere ai giovani, un malcontento diffuso degeneri così rapidamente in un'ondata di protesta? I sociologi citano la dura politica di riforme e l'arroganza delle élite. Dovremmo anche ricordare che questa atmosfera non è appannaggio solo dell'Europa orientale. La ritroviamo in Francia con il Front national, in Spagna con il partito di sinistra Podemos e in Germania con i movimentisti di estrema destra di Pegida. Di fronte a un continente in crisi permanente, è giunto il momento che i democratici europei si risveglino».

Da Tages-Anzeiger Svizzera » 26/10/2015 

L'Europa che delude

Gli euroscettici registrano un altro trionfo, e in un Paese che fino a ieri giurava sull'UE, scrive il quotidiano liberal-conservatore Corriere della sera: «Dopo aver riannodato con entusiasmo i fili della cultura mitteleuropea ed essersi finalmente affrancato dalla storica minaccia del vicino russo, il Paese è entrato in Europa bruciando le tappe e moltiplicando successi. Otto anni consecutivi di crescita economica, basso tasso di disoccupazione (8,6%), capacità di attrarre e spendere investimenti e fondi europei (...). Ma i polacchi mettono nel conto, più dei progressi, promesse mancate e problemi irrisolti: salari inferiori alla media europea, precariato giovanile, arretratezza di vaste aree del Paese. Anche sulle rive della Vistola si comincia a credere che l'integrazione significhi competizione fra poveri e taglio di radici secolari. La società polacca riassume il malessere dei nuovi europei e la disaffezione dei vecchi europei».

Da Corriere della sera Italia » 26/10/2015

L'Europa che spera

Molti media dell'Europa occidentale mettono in guardia contro Diritto e giustizia (PiS) e criticano l'euroscetticismo del suo presidente Jaroslaw Kaczyński. Ma i politici dell'Europa dell'ovest dovranno lavorare con il nuovo Governo polacco, afferma il quotidiano conservatore Rzeczpospolita: «L'Europa di oggi non ha nulla a che vedere con l'Europa del 2005, quando il PiS era arrivato al potere per la prima volta. A costo di molte difficoltà, l'UE ha superato la crisi finanziaria. Ora deve affrontare una doppia sfida: le agressioni russe e l'afflusso di rifugiati. (...) In queste condizioni, la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente francese Hollande faranno di tutto per preservare la partnership strategica con la Polonia. Perché non hanno molti altri alleati attualmente. Il nuovo Governo deve fare di tutto per non perdere questa opportunità. Se nei prossimi mesi non farà ricorso a misure troppo radicali, e se riuscirà a tenere la rotta del Paese, Berlino, Parigi e Londra potranno non solo tirare un sospiro di sollievo, ma anche accoglierlo a braccia aperte».

Da Rzeczpospolita Polonia » 26/10/2015 

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