Politica

Elezioni europee 2014: quanto pluralismo vuole l'europa?

Articolo pubblicato il 09 giugno 2014
Articolo pubblicato il 09 giugno 2014

L'Europa ha votato e, tra dibattiti sulla crisi finanziaria, istituzioni e identità europea, qualcosa è andato storto. I media parlano di terremoto. I politici paiono privi di risposte. Quale sarà il futuro del Continente? Una cronaca sui risultati elettorali in Germania e sulle prospettive aperte, in tutta Europa, da un voto che ha privilegiato la destra populista ed euroscettica.

Le ele­zio­ni sono ormai pas­sa­te, e tutta l'Eu­ro­pa è sotto schock. L' Eu­ro­pa in­te­ra? A dire il vero, no. Dagli schie­ra­men­ti dei par­ti­ti della de­stra po­pu­li­sta si sen­to­no, dalla do­me­ni­ca delle ele­zio­ni, sol­tan­to grida di gioia ed eu­fo­ri­che fan­ta­sie di on­ni­po­ten­za. Prima fra tutte Ma­ri­ne Le Pen con il suo Front Na­tio­nal che, con il 25% dei voti a pro­prio fa­vo­re, si può le­git­ti­ma­men­te con­si­de­ra­re il "pre­mier parti de Fran­ce" (primo par­ti­to di Fran­cia, ndr). Si­mi­li al­lar­man­ti per­cen­tua­li of­fu­sca­no le vo­ta­zio­ni in Dani­mar­ca, In­ghil­ter­ra, Un­ghe­ria e Gre­cia. Sol­tan­to al­cu­ni paesi sem­bra­no es­se­re stati ri­spar­mia­ti dal ter­re­mo­to della de­stra po­pu­li­sta - la Ger­ma­nia, per for­tu­na, è tra que­sti. 

sol­tan­to eu­ro­scet­ti­ci o qual­co­sa di peg­gio?

Le te­de­sche CDU (Unio­ne Cri­stia­no De­mo­cra­ti­ca) e SPD (Par­ti­to So­cial­de­mo­cra­ti­co Te­de­sco) sono quasi alla pari, men­tre la FDP (Par­ti­to Li­be­ra­le De­mo­cra­ti­co) è ri­ma­sta giù nello scan­ti­na­to dei de­mo­cra­ti­ci; molti te­de­schi pen­sa­no a un fu­tu­ro con i verdi e per­si­no l'eu­ro­scet­ti­ca Al­ter­na­ti­ve für Deutsch­land (AfD - Al­ter­na­ti­va per la Ger­ma­nia) sem­bra piut­to­sto do­ci­le se pa­ra­go­na­ta al con­te­sto po­li­ti­co eu­ro­peo. Gli uo­mi­ni di Bernd Lucke (fon­da­to­re di AfD, ndr) sono sì an­da­ti a cac­cia di voti con ine­qui­vo­ca­bi­li di­scor­si eu­ro­scet­ti­ci, ma da un par­ti­to come que­sto al Front Na­tio­nal - che non rap­pre­sen­ta sol­tan­to po­si­zio­ni na­zio­na­li­sti­che, ma i cui mem­bri si sono tal­vol­ta espres­si a fa­vo­re della rein­tro­du­zio­ne della pena di morte, op­pu­re con­tro l'a­bor­to e i ma­tri­mo­ni omo­ses­sua­li - il passo non è certo breve. Per­ché la corte co­sti­tu­zio­na­le fe­de­ra­le ha ri­bal­ta­to al­l'ul­ti­mo mi­nu­to la clau­so­la del 3%, re­ga­lan­do così in­di­ret­ta­men­te un seg­gio nel­l'eu­ro­par­la­men­to al par­ti­to di estre­ma de­stra NPD (Par­ti­to Na­zio­nal­de­mo­cra­ti­co Te­de­sco)? For­tu­na­ta­men­te sol­tan­to l'1% degli elet­to­ri ha tro­va­to con­vin­cen­te il pro­gram­ma del­l'NPD.

La­scian­do da parte il suc­ces­so - com­pa­ra­ti­va­men­te ri­stret­to - di AfD e NPD, il lu­ne­dì mat­ti­na dopo le ele­zio­ni, a Ber­li­no ci si deve porre al­cu­ne do­man­de piut­to­sto ur­gen­ti: vi­via­mo in una bolla eu­ro­pea mul­ti­cul­tu­ra­le e plu­ra­le? Se sì, dob­bia­mo rin­gra­zia­re "Angie Mer­kel Su­per­star", una con­giun­tu­ra fa­vo­re­vo­le, o un elet­to­ra­to pro­fon­da­men­te con­sa­pe­vo­le del pro­get­to eu­ro­peo?  La con­di­zio­ne eco­no­mi­ca fa­vo­re­vo­le, nella quale ci tro­via­mo, non può certo es­se­re l'u­ni­ca ra­gio­ne per cui il po­pu­li­smo di de­stra ha tro­va­to meno so­ste­ni­to­ri in Ger­ma­nia. Se fosse stato così, al­lo­ra i par­ti­ti na­zio­na­li­sti­ci in Da­ni­mar­ca piut­to­sto che in Sve­zia non avreb­be­ro avuto al­cu­na chan­ce, men­tre nel­l'Eu­ro­pa del Sud avreb­be­ro do­vu­to rag­giun­ge­re per­cen­tua­li da re­cord. In­ter­pre­ta­re il ri­sul­ta­to elet­to­ra­le quale ri­spo­sta a ma­no­vre im­po­po­la­ri da parte del go­ver­no sem­bra plau­si­bi­le, ep­pu­re in que­sto caso si sa­reb­be ri­te­nu­to l'e­let­to­ra­to ca­pa­ce di una mag­gio­re lun­gi­mi­ran­za. La re­spon­sa­bi­li­tà è dun­que di nuovo sol­tan­to di Bru­xel­les con la sua fis­sa­zio­ne per le re­go­le? Op­pu­re i te­de­schi, con­di­zio­na­ti dalla loro sto­ria, hanno svi­lup­pa­to, come spes­so si so­stie­ne, un mi­glio­re si­ste­ma di im­mu­ni­tà po­li­ti­ca?

quan­to siamo in­dif­fe­ren­ti al­l'eu­ro­pa unita?

Spie­ga­zio­ni di que­sto tipo ser­vo­no poco a in­ter­pre­ta­re i ri­sul­ta­ti del 25 mag­gio. In Ger­ma­nia ci si asciu­ga la fron­te dai su­do­ri fred­di, ma pro­prio al­leg­ge­ri­to non lo è nes­su­no.  Anche se  l'af­fluen­za alle urne è cre­sciu­ta del 5% - fino a rag­giun­ge­re il 48% - ri­spet­to al 2009, con­trad­di­cen­do al­me­no un po' lo ste­reo­ti­po del te­de­sco in­dif­fe­ren­te alla po­li­ti­ca, si trat­ta co­mun­que di una per­cen­tua­le pe­ri­co­lo­sa­men­te bassa. D'al­tra parte, non si può na­scon­de­re l'af­fuen­za ter­ri­bil­men­te bassa in molte na­zio­ni del­l'Eu­ro­pa cen­tra­le e orien­ta­le. Un'unio­ne po­li­ti­ca e geo­gra­fi­ca, che im­por­ti così poco ai pro­pri cit­ta­di­ni, sa­reb­be og­get­to di una dram­ma­ti­ca di­scus­sio­ne anche senza po­pu­li­smo di de­stra.  

Per­ché, anche dopo lo schock ini­zia­le, il ri­sul­ta­to elet­to­ra­le ci causa an­co­ra cram­pi allo sto­ma­co? Una cri­ti­ca al­l'Eu­ro­pa e alle sue isti­tu­zio­ni deve es­se­re con­tem­pla­ta  – per que­sto ab­bia­mo bi­so­gno di par­ti­ti cri­ti­ci al­l'in­ter­no dell'Eu­ro­par­la­men­to. Se però si ana­liz­za­no con at­ten­zio­ne i di­scor­si dei po­pu­li­sti di de­stra, al­lo­ra si di­ver­rà pre­sto con­sa­pe­vo­li, che qui non è in gioco sol­tan­to la co­stru­zio­ne po­li­ti­ca del­l'Eu­ro­pa, ma - molto peg­gio - l'i­dea stes­sa di un'Eu­ro­pa unita.  Quali siano pre­ci­sa­men­te i no­stri "co­mu­ni va­lo­ri eu­ro­pei" non è sem­pre così chia­ro, ma tol­le­ran­za, plu­ra­li­smo e so­li­da­rie­tà sono si­cu­ra­men­te tra que­sti.  Quan­do par­ti­ti, che si schie­ra­no così aper­ta­men­te e ag­gres­si­va­men­te con­tro que­sti va­lo­ri, in­con­tra­no il fa­vo­re di molti cit­ta­di­ni alle ele­zio­ni eu­ro­pee, al­lo­ra c'è da chie­der­si co­ster­na­ti, se forse non sol­tan­to il "pro­get­to Eu­ro­pa", ma anche il "sogno eu­ro­peo" poggi le pro­prie fon­da­men­ta sulla sab­bia. Chi ri­tie­ne che que­st'ul­ti­mo non sia sol­tan­to im­por­tan­te, ma una fac­cen­da pro­fon­da­men­te prio­ri­ta­ria, al­lo­ra que­sti do­vreb­be espor­si ap­pas­sio­na­ta­men­te per l'Eu­ro­pa - e non sem­pli­ce­men­te scom­pa­ri­re nella sua bolla.