Politica

Diventare ecocompatibili? Basta perdite di tempo!

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 06 febbraio 2011
Gli Stati Uniti scaricano nell’atmosfera il 128% dell'anidride carbonica prodotta dall’Europa intera, la Cina il 133%: non siamo di certo noi europei l'ago della bilancia dell'inquinamento globale, e l’UE lo sa bene. E ad essere onesti, difficilmente sarà in grado di ridurre il suo consumo di energia del 20% entro il 2020.
In occasione del progetto britannico 10:10 e delle nuove iniziative dell'Ue sull'energia, molti di noi si staranno sicuramente chiedendo perché disturbarsi tanto.Analisi di un babeliano stufo di mille campagne inutili.

Smettetela di preoccuparvi di avere abitudini più “verdi”, riciclare, spegnere le luci, non sprecare acqua e piantare alberi. Nulla di quello che fate farà la differenza. Limitatevi a vivere le vostre vite e a consumare come al solito. Non sono uno anti-cambiamento climatico, ma sono contrario agli sprechi di tempo e denaro in iniziative che, alla fine, hanno un impatto minimo a livello globale. Secondo l’Energy Information Administration (EIA - l’agenzia governativa USA per l’informazione sull’energia), il Regno Unito contribuisce alle emissioni mondiali di CO2 con l’1,88% (564 milioni di tonnellate di CO2). Se tutti i 61,8 milioni di abitanti del Regno Unito iscritti alla campagna 10:10 contro il cambiamento climatico riuscissero a ridurre, in un anno, il 10% delle emissioni, il risultato li renderebbe responsabili dell’ 1,692% (507,6 milioni di tonnellate) delle emissioni a livello globale. Wow! E adesso che la crisi climatica è finita, ci andiamo a prenderci un mojito in veranda! Nel frattempo, USA, Russia, Cina, India e Giappone continuano felicemente a sporcare l’aria.

10:10 : perché è inefficace

10:10: tutta quella stampa su carta a zero impatto ambientale,le celebrità che danno il via alla campagna, il sito web, e tutte quelle iniziative che, alla fine, avranno ridotto le emissioni dello 0,2% su scala globale. Questo sarebbe possibile se ogni persona nel Regno Unito partecipasse, ma non sarà così, e quindi non sarà nemmeno raggiunto l’obiettivo del -0,2%. Facciamo i super-ottimisti, e diciamo che la metà delle persone tra i 15 e i 64 anni ridurrà del 10% il loro impatto ambientale. Si tratterebbe di circa 19,9 milioni di persone,equivalenti al 32% dei cittadini britannici. Se al 100% degli inglesi corrisponde l’ 1,88% delle emissioni globali di CO2, i nostri coscienziosi 19,9 milioni non sono responsabili che di un terzo (0,626%) sul totale. Riducendo quella percentuale del 10% secondo l’obiettivo fissato da 10:10, il risultato è deprimente: le emissioni inglesi su scala globale passeranno dall'1,88% al 1,8174%. Questa non vuole essere una diatriba contro il lavoro di 10:10, ma un semplice esempio per spiegare l’inutilità dello stabilire questi obiettivi.

Le emissioni si sarebbero ridotte da 564 milioni di tonnellate di CO2 a 545,2. I sostenitori dell’iniziativa diranno che si tratta di 18,8 milioni di tonnellate di CO2 in meno nell’aria. Ma qui viene il bello! I dati USA del 2007 stimano un'emissione di 6006,71 milioni di tonnellate di CO2, mentre per la Cina sono 6283,56. Se prendete in considerazione la crescita dell’industria cinese e la sua crescita economica annua a due cifre, e sommate questi dati a quelli degli USA sull’inquinamento, è chiaro che questi due paesi da soli potrebbero arrivare, oggi, a 1.3000 milioni di tonnellate di CO2. Se paragonate questa cifra ai 18,8 milioni di tonnellate non emesse in Gran Bretagna, potete capire perché non ne posso più di queste perdite di tempo.

Consumare di meno per...pagare di più

Gli ambientalisti dicono che, in quanto leader nell’impiego di energie rinnovabili, l’Europa deve indicare la strada da seguire ed essere un esempio per il mondo riguardo a ciò che si deve fare per il pianeta. La teoria ha poco senso. Non è nulla di più rispetto a quel leitmotiv della destra, la famigerata teoria economica dell’effetto cascata, che consiste nel ridurre le tasse ai ricchi affinché spendano più soldi.Con la conseguenza che sarà l’intera società a beneficiarne. I ricchi sono visti come il motore dell’economia ma, in realtà, non sono loro in fin dei conti i soli ad approfittare di questo meccanismo? Essere la piccola minoranza che porta avanti politiche più verdi è la stessa cosa, dato nessun altro ci seguirebbe, nemmeno se lo volesse. La Cina è altrettanto preoccupata per il cambiamento climatico – ma non può fare nulla a causa del drastico impatto che ogni azione avrebbe sul suo sviluppo economico. Fare la raccolta differenziata non servirà a niente, se non a farvi sentire meglio per aver fatto il vostro piccolo dovere. L’UE afferma che il passaggio alle lampadine – più costose – a risparmio energetico permette di risparmiare il 75% dell’energia, con bollette di conseguenza più economiche. Ma le compagnie energetiche non vogliono che i consumi si riducano per delle ragioni ecologiche: è inefficiente per loro portare tutta quella energia in casa nostra se consumiamo di meno.E quindi per noi i costi restano uguali o aumentano, così come i loro profitti.

“Anche se facciamo tutto il possibile per ridurre le emissioni, non saremo comunque in grado di avere un impatto a scala globale”

Allora, se vedete una campagna sulla riduzione di questo o di quello, ignoratela. I 731 milioni di cittadini europei rappresentano poco più del 10% della popolazione mondiale. Secondo lo stesso studio del 2007 condotto dall’EIA, l’Europa contribuisce con 4.690,43 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera (15,7% del totale). Anche se facessimo tutto il possibile per ridurre le emissioni, riciclando e usando meno risorse, non avremmo comunque alcun tipo di impatto a livello mondiale. Il rapporto afferma che 32 stati in Europa hanno ridotto le loro emissioni, ma con l’America che scarica il 128% del totale europeo nell’atmosfera, e la Cina il 133%, semplicemente non possiamo fare la differenza. Dopotutto, quanti di questi 731 milioni hanno la forza di abbandonare le comodità una vita moderna? Inoltre, sappiamo già di non poterci fidare dei politici quando parlano di ambiente, come è risultato dalle discussioni di Bali e Copenhagen. E, grazie a questi interessi contrastanti, siamo anche portati a non fidarci della scienza quando parla di cambiamento climatico. Allora fermatevi, prendete una pausa prima di isolare il vostro loft. Limitatevi a respirare quest’aria così fresca con i più alti livelli di CO2 nell’atmosfera per i prossimi 15 o 20 milioni di anni.

Foto: main (cc) Lomo-Cam/ Flickr/ Cameron Russell/ camrussphoto.com