Politica

Diritto d’autore in Internet: «La democrazia necessita l’anonimato»

Articolo pubblicato il 17 marzo 2009
Articolo pubblicato il 17 marzo 2009
Musica in rete, copyright, download illegale: i Governi cercano di limitare la pirateria informatica con nuovi mezzi che rischiano di toccare le libertà civili fondamentali. A Bruxelles il Parlamento europeo si scontra con il Consiglio dei Ministri, e a Berlino cafebabel.com discute con blogger, politici e rappresentanti della società civile.

Manuel ha portato con sé il suo strumento: un portatile con i programmi necessari per potersi connettere illegalmente ad una rete wireless. Mi vuole mostrare quanto è facile riuscire craccare una rete protetta. In tutta Europa, anche a seguito del processo contro il portale svedese The Pirate Bay, non si parla d'altro: file-sharing illegale e limitazioni alla connessione Internet. Bisogna dire però che questa piattaforma non mette direttamente a disposizione i file, ma funge da motore di ricerca, i dati da loro ospitati sono solo delle chiavi utili per rintracciare i file condivisi all'interno di migliaia di computer collegati sulla rete Internet. La lotta contro la pirateria informatica non impegna solamente l’industria dell’entertainment, sono coinvolti anche i diversi governi in Europa e i politici a Bruxelles, che vorrebbero trovare un regolamento unico nel pacchetto europeo di Telecom. «I governi credono che l’invio di notifiche e sanzioni sia un metodo efficace per fermare la pirateria informatica», spiega Stefan Michalk dell'industria musicale tedesca. Sulla homepage della sua associazione è stato installato un contatore che calcola in tempo reale i download illegali, in media 10 al secondo.

I Radiohead hanno dimostrato che si può guadagnare anche con il download

(T.M.H)Intanto nel bar dove ci siamo seduti, Manuel ha acceso il suo portatile e mi fa vedere i software con i quali riesce a craccare una rete wireless. È molto facile: un programma protocolla tutte le informazioni tra il computer e il router e un'altra applicazione analizza i pacchetti dati. Manuel ha trovato una rete con un’ottima potenza, che il software registra. Ora c'è solo da aspettare. Mentre ordiniamo un altro caffelatte Manuel, che lavora per una rivista informatica, mi racconta cosa ne pensa del download illegale. «Ora l’industria della musica grida allo scandalo, visto che le loro entrate sono in diminuzione. Bisogna dire però, che alcuni gruppi innovativi come i Radiohead, Manu Chao o Jill Sobule hanno dimostrato che si può guadagnare anche con la musica in rete, e soprattutto che la gente è disposta a pagare per scaricarla». L’esperto di media Volker Grassmuck partecipa alla tavola rotonda di cafebabel.com sottolineando che il download di musica dalla rete da la possibilità di creare un'industria musicale più democratica. Finora i musicisti ottengono i pagamenti da agenzie come la Gema in Germania, o la Siae in Italia (la Prs in Gran Bretagna, la Zaiks in Polonia, la Sgae in Spagna, o la Sacem in Francia), in base alla loro popolarità nelle radio e nelle classifiche in Tv. Alcune indagini in Internet mostrano una grandissima popolarità dei musicisti indipendenti, al contrario di ciò che fanno supporre le attuali classifiche delle radio. Per questo motivo Grassmuck invita a un'apertura e ad una cooperazione tra gli artisti e il loro pubblico. Da settembre 2008 vige una nuova legge in Germania per la protezione della proprietà intellettuale, che permette all'industria della musica di richiedere ai vari provider gli indirizzi dei presunti pirati informatici. Basta una disposizione giudiziaria.

In Irlanda non bisogna neanche più andare per vie legali. Il provider Eircom si sono messi d’accordo con le più grosse case discografiche mondiali e al solo sospetto di pirateBernd Carstensenria informatica, dopo due notifiche, blocca la connessione Internet. La legge francese “loi Hadopi”, che viene attualmente discussa nell’Assemblea Nazionale, prevede un soluzione simile. A livello europeo il Parlamento e il Consiglio si scontrano ormai da mesi sulle soluzioni previste dai Premier Sarkozy e Berlusconi, soluzioni che significherebbero il completo controllo dell‘utente. «La democrazia necessita l’anonimato», aggiunge Martin Häcker, membro del Partito Pirata tedesco, nato sul modello dello svedese The Pirate Bay. «Da quando in Germania vige la legge sulla conservazione dei dati le chiamate ai numeri verdi Aiuto Aids o ai numeri di consulenza sulle droghe sono calate drasticamente», spiega Häcker. Con la scusa della lotta al terrorismo sono stati stoccati milioni di dati, cosa che apre sempre di più il dibattito sulla società moderna. Häcker avverte: «Le persone potrebbero venir portate ad essere meno critiche e chi fa informazione intralciato nella sua attività». Bernd Carstensen, portavoce della Federazione Tedesca di Investigazione sostiene che la legge sulla conservazione dei dati non cambia di fatto la situazione per i provider. Anche prima della pubblicazione della legge, avevano comunque il permesso di salvare i dati per indagini di mercato. Solo che ora basta una richiesta giudiziaria e questi dati vengono resi disponibili alla procura della repubblica. «La situazione della protezione dei dati sensibili è certamente peggiore nell’economia libera, come dimostrano anche gli ultimi scandali della Db (Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche)», aggiunge Carstensen.

E gli Mgmt querelano Sarkozy

Manuel ha impiegato un’ora e mezza per riuscire a “craccare” una connessione qui a Prenzlauer Berg, quartiere di Berlino. Ha utilizzato lo standard Wep (Wired Equivalent Privacy), ma mi assicura che anche con i nuovi standard avrebbe funzionato ugualmente. Basta un clic sul sito thepiratebay.org ed ecco che ci appare il paradiso del download con un indirizzo completamente sconosciuto. Alla fine del nostro esperimento Manuel commenta in maniera un po' retorica: «Come si può incolpare qualcuno per il download illegale se non si riesce a constatare con certezza chi è il responsabile? Gli indirizzi IP (T.M.H)non sono come numeri di telefono!». E, continua, Markus Beckedahl del Weblog netzpolitik.org, «Ci troviamo nel bel mezzo di una battaglia culturale!», alla fine della tavola rotonda organizzata da cafebabel.com. Fino ad ora la cultura era costruita da pochi e trasmessa ai molti. Internet ha cambiato questo modello sociale dato che tutti hanno la possibilità di creare qualcosa e di diffonderla. Markus aggiunge «il diritto d’autore non è un concetto moderno. Nella rete, ogni minimo movimento può andare a violare questo diritto. Bisogna necessariamente cambiare qualcosa, ma c'é sempre qualcuno che cerca di tornare indietro nel tempo».

Lo stesso Nicolas Sarkozy e il suo partito, l’Ump, sembrano non andare molto d'accordo con il concetto di diritto d'autore. Durante un meeting in gennaio il partito avrebbe utilizzato senza permesso la canzone Kids e altri due video dei Mgmt. Pronta la risposta della band newyorchese che ha querelato il partito.

Guarda la galleria fotografica di Berlino!

Prima publicazione 17 marzo 2009.