Politica

Dalla birra alla metropolitana, come cambia la capitale andalusa

Articolo pubblicato il 12 giugno 2007
Articolo pubblicato il 12 giugno 2007
Alla scoperta delle nuove infrastrutture della città. Con un occhio attento ai giovani imprenditori.

Siviglia corre veloce. Nel 2006 la sua economia è cresciuta e lo sviluppo continua, tra aiuti alle nuove imprese, turismo sempre più florido, nuove infrastrutture e posti di lavoro.

E tanta tanta birra, grazie alla fabbrica di cerveza più all'avanguardia di tutto il Paese, in fase di collaudo.

«In un secolo la produzione è centuplicata»

Gli avveniristici parallelepipedi colorati della nuova fabbrica Heineken España si stendono sotto i miei occhi. L'odore del mosto mi avvolge non appena entro nell'ampio salone dove si lavora il luppolo. Fernando Navarro Carrión, direttore dei progetti del gruppo, mi spiega col suo spiccato accento andaluso le varie fasi della produzione della cerveza, la birra. La Cruzcampo, che la produce da oltre cent'anni, ora fa parte di Heineken España, che ne manterrà il marchio. «In un secolo la produzione è centuplicata» spiega infatti Navarro. Ma perché proprio qui? Perché la birra si produce sì con malto, luppolo e lievito. Ma un ingrediente fondamentale è anche l'acqua, particolarmente buona e pura in Andalusia.

Per spostare la fabbrica dall'edificio storico in cui si trovava, Heineken ha dovuto affrontare non poche polemiche. Anche se sono niente in confronto a quelle sorte in favore dell'antica (1897) fabbrica di birra di Pedavena (Belluno) che la Heineken Italia voleva chiudere per un motivo simile. Le proteste, rilanciate anche Beppe Grillo, hanno vinto. E gli operai, dopo più di un anno di iniziative e mobilitazioni, hanno potuto riprendere la produzione della loro storica birra. Dimostrandosi tanta solidarietà (hanno deciso di lavorare a rotazione pur di non lasciare a casa nessuno) e contribuendo direttamente al rilancio del marchio.

Qui, invece, l'antica fabbrica Cruzcampo, nel quartiere centrale di Nervión, verrà forse trasformata in un museo della birra. La cerveza viene ora preparata in un nuovo complesso industriale dalla capacità produttiva impressionante: tecnicamente è in grado di sfornare 5,2 milioni di ettolitri l'anno. E in modo automatico. Per testarlo mimo lo studente di Piazza Tienanmen, di fronte a una macchina in marcia che trasporta le taniche di birra e somiglia a un carro armato: la macchina si blocca da sola. Nelle sale di produzione e imbottigliamento gli operai sono pochi e per lo più controllano le varie fasi. Tutte gestite da un cervellone centrale, supervisionato a sua volta dagli ingegneri del gruppo. «Abbiamo cominciato a costruire la fabbrica solo nel 2005 – spiega Navarro – ma la produzione è già iniziata. Sarà a pieno regime nel luglio 2008: un vero record.»

Un'economia in piena crescita

Lascio alle spalle il quartiere popolare di Macarena e costeggio la riva del fiume Guadalquivir, di fronte all'isola della Cartuja, fino ad arrivare all'ultramoderno edificio di Crea Sevilla. Un centro, sotto controllo del comune, nato per «aiutare la creazione e il consolidamento delle imprese» mi spiega il direttore Miguel Macías nel suo luminoso ufficio con vista sul fiume. «Ai nuovi imprenditori offriamo prima di tutto una sede. E li aiutiamo dal punto di vista burocratico e strategico».

Ma quali requisiti devono avere le future imprese? «Devono vendere un prodotto interessante e innovativo e utilizzare, preferibilmente, le nuove tecnologie di comunicazione». L'aiuto offerto da Crea Sevilla si sviluppa in due fasi. «La prima dura sei mesi: i futuri imprenditori sono seguiti da alcuni tutor e hanno a disposizione computer e connessione a Internet. Trascorso questo periodo, offriamo alloggio alla neonata impresa per un massimo di tre anni.»

Il direttore è ottimista. «Siviglia – spiega – sta vivendo una crescita boom. Le infrastrutture che stanno nascendo e che si stanno sviluppando in città (metrò, aeroporto, opere urbanistiche) costituiscono una nuova opportunità di rilancio.»

Che fatica senza metropolitana

Non solo. «Dagli anni Sessanta il turismo, specie quello culturale, rappresenta una delle principali fonti di reddito» spiega Mauro Ruiz Méndez, professore di teoria economica ed economia politica all'Università di Siviglia. «Le grandi manifestazioni folcloristiche come la Semana Santa (settimana pasquale) e Feria richiamano numerosi turisti che possono contare su un'altissima qualità delle strutture alberghiere. C'è anche un turismo di congressi: il Palacio de Congresos ne è un esempio, anche se ora ha bisogno di essere ampliato. Sono stati inoltre aperti diversi campi da golf, che attraggono molti turisti del nord Europa».

Ma le nuove infrastrutture? «Nell'aeroporto, costruito nel 1992 in occasione della Grande Esposizione Universale, stanno arrivando molte linee low cost. Il porto si sta ampliando per permettere l'ingresso di imbarcazioni più grandi». E la metropolitana, ancora in costruzione? «Il progetto – continua Méndez – esiste dagli anni Settanta, ma non ha ricevuto sufficienti investimenti. Dopo la fine della dittatura di Franco, quando si era già a metà dei lavori, il Partito socialista operaio al governo ha bloccato i lavori. Per ora si prevede una linea unica. Eppure la metropolitana è un'opera indispensabile in una città con più di un milione di abitanti e stradine simili a quelle di Napoli. Il traffico automobilistico è ormai insostenibile».

Grazie a Eduardo S. Garcés e ad Ana Soriano Escudero per il loro prezioso aiuto.