Politica

Come cambiano le istituzioni europee con il Trattato di Lisbona

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 11 dicembre 2008
Il Trattato di Lisbona prevede di dare maggiore stabilità alla Presidenza del Consiglio europeo per garantire continuità nei lavori e una maggiore visibilità all’esecutivo europeo sullo scenario internazionale.

Il Consiglio Europeo: cos’é questo sconosciuto? Si tratta di un organo che riunisce i capi di Stato o di Governo dei 27 Stati membri dell’Unione europea, sotto la Presidenza del capo di Stato o di governo del Paese membro che esercita la presidenza dell’Unione Europea, la cosiddetta “Presidenza di turno”, per la durata di un semestre. Tuttavia proprio la durata parziale del mandato rappresenta un ostacolo alla continuità d’azione del Consiglio Europeo il cui ruolo d’impulso alla politica dell’Ue ha continuato ad aumentare nel corso degli anni. Il Trattato di Lisbona ha intenzione quindi di introdurre nel Consiglio Europeo la figura di un Presidente stabile, che non potrà ricoprire contemporaneamente una carica nazionale, eletto dalla maggioranza qualificata al suo interno con un mandato della durata di due anni e mezzo rinnovabile una volta.

Ecco quanto afferma il testo ufficiale del Trattato:

«Il Presidente del Consiglio Europeo presiede e anima i (Foto: Commissione europea)lavori del Consiglio; assicura la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio in stretta collaborazione con il Presidente della Commissione e in base ai lavori del Consiglio Affari Generali; si adopera per facilitare la coesione e il consenso al suo interno». Il Trattato di Lisbona precisa ugualmente che «il Presidente del Consiglio europeo assicura, al suo livello e in tale veste, la rappresentanza esterna dell’Unione europea in materia di politica estera e di sicurezza comunitaria, fatte salve le attribuzioni dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza».

La Commissione europea: cosa cambia con il Trattato di Lisbona?

Il Consiglio europeo, sotto l’egida del suo Presidente, potrà a partire dall’entrata in vigore del Trattato votare e prendere decisioni. Ma il suo ingresso nel triangolo delle istituzioni europee – Parlamento, Commissione Europea e Consiglio dell’Unione europea – porrà il problema del conflitto tra le attribuzioni del Presidente della Commissione e del Consiglio. José Manuel Durão Barroso, che dal 2004 ricopre la carica di Presidente della Commissione e di capo dell’esecutivo europeo, vede potenzialmente messo in discussione il suo ruolo. Secondo il Trattato di Lisbona (articolo 202), il Consiglio dell’Unione europea delega alla Commissione l’esecuzione degli atti legislativi che esso stesso dispone. Non è difficile intuire che c’é un conflitto d’interesse.

Chi sarà a presiedere il Consiglio Europeo?

Tutto dipenderà in effetti dalla personalità scelta per il vertice dell’istituzione. Ci sono due principali opposte posizioni, due punti di vista che ricordano il vecchio divario tra i sostenitori di un sistema intergovernativo e uno federale. La Gran Bretagna, ad esempio, è favorevole ad un Presidente del Consiglio che acquisti importanza al punto tale che il Presidente della Commissione Europea diventi solo un segretario generale a supporto del Consiglio Europeo. Si tratterebbe quindi di eleggere una personalità di spicco come Presidente del Consiglio europeo con al suo fianco un Presidente della Commissione più defilato. Secondo una prospettiva federalista che è anche quella condivisa dalla maggior parte degli Stati membri dell’Ue meno forti, i quali guardano alla Commissione come garanzia contro la supremazia di quelli più forti, non è accettabile la prospettiva di un Presidente del Consiglio che prevalga. Per alcuni la soluzione potrebbe anche essere quella di accorpare le due cariche di Presidente del Consiglio Europeo e della Commissione per creare un vero e proprio “Presidente dell’Unione Europea”.