Politica

Claude Fisher : "L'Europa fermi la Serbia, liberate Jovan Divjak!"

Articolo pubblicato il 18 luglio 2011
Articolo pubblicato il 18 luglio 2011
Mentre la Bosnia si commuove per le commemorazioni dei massacri di Srebrenica, un ex generale serbo, Jovan Divjak è ancora in stato d'arresto in Austria per crimini che non ha assolutamente commesso. Cafebabel.com ne parla con Claude Fisher, presidente di “Confrontations Europe” e militante pro-bosniaca, convinta che l'Unione Europea si stia giocando il proprio futuro nei Balcani.

3 marzo 2011. Jovan Divjak, ex generale dell’armata jugoslava viene fermato all’aeroporto di Vienna, apparentemente a causa di un doganiere zelante. Ma da 4 mesi quest’uomo di 74 anni è agli arresti in Austria, con l’accusa di tradimento e di crimini di guerra. Liberato su cazione, su di lui pende una richiesta di estradizione da parte della Serbia. Mentre Divjak attende i documenti in grado di provare la sua innocenza, Claude Fisher, presidente dell’associazione “Confrontations Europe” che si è già mobilitata per la Bosnia, si ribella e parla di “ingiustizia incredibile”.

cafebabel.com : Chi è Jovan Divjak?

Guardail videoche proverebbe l’innocenza di Jovan Divjak (5:50) su Youtube

Claude Fisher: E’ un ex generale dell’armata jugoslava che vive in Bosnia dal 1984 e che durante la guerra si è schierato con molto coraggio contro Milosevic, fin dal 1992. Serbo di nazionalità (Jovan Divjak è nato a Belgrado, ndr), Divjak si considera oggi bosniaco. Si batte da sempre per una Bosnia multietnica attraverso l’associazione Obrazovanje Gradi Bosnu i Hercegovinu (OGBH, “L’istruzione costruisce la Bosnia-Erzegovina”), ma anche attraverso il bellissimo libro intitolato Sarajevo, mon amour. Accusato di tradimento e di crimini di guerra per l’attacco del 3 maggio 1992 di via Dobrovoljacka (Sarajevo), è stato fermato il 3 marzo scorso all’aeroporto di Vienna. Poiché a seguito dell’arresto di Ratko Mladic stiamo vivendo un periodo di tensione, Divjak è stato condotto direttamente al commissariato di polizia su ordine del procuratore. Inoltre il suo nome è segnato, assieme ad altri 19, su una lista nera che risale all’epoca di Milosevic e che non è riconosciuta né dall’Aia né dall’Interpol. Siamo in attesa delle prove della sua colpevolezza o della sua innocenza. E’ da 4 mesi che attendiamo il dossier.

Presidente de Confrontations Europe

cafebabel.com: Pensa che il caso di quest’uomo sia sintomatico dei rapporti ancora tesi tra la Serbia e la Bosnia-Erzegovina ?

“Bisogna europeizzare il movimento e fare della liberazione di Jovan Divjak una condizione per l’ingresso della Serbia nell’Unione Europea”

Claude Fisher: Sì, certamente. I politici si servono di Jovan e lui si trova al centro di scontri che stanno al di sopra di lui. Il suo arresto è avvenuto, tra l’altro, una settimana prima di quello di Mladic. E' assurdo che Divjak venga equiparato a lui. Srebrenica conta tra i 6.000 e gli 8.000 morti e più di 15.000 scomparsi! Qui c’è un uomo che attende da fin troppo tempo. Abbiamo scritto alla Commissione e al Parlamento Europeo, abbiamo inviato una lettera sottoscritta da 62 personalità di prim’ordine. Ormai bisogna europeizzare il movimento e fare della liberazione di Jovan Divjak una condizione per l’ingresso della Serbia nell’Unione Europea.

cafebabel.com: I ricordi di guerra sono ancora vivi in questa regione dei Balcani ?

Claude Fisher: Molto vivi, o meglio indelebili. Queste persone hanno vissuto delle cose orribili. I ricordi rimarranno sempre vivi, visto che non hanno mai avuto spiegazioni. Ad esempio, i serbi non hanno riconosciuto la loro colpevolezza come invece hanno potuto fare i tedeschi dopo la guerra. Inoltre, l’Unione Europea esige la creazione di uno Stato di diritto in Bosnia ma non riesce a intevenire. Noi vorremmo formare una comunità bosniaca ma non riusciamo nemmeno a mettere insieme un governo. All’interno di ogni paese rimangono delle entità che risvegliano le tensioni e le popolazioni non possono vivere il loro lutto se nessuno riconosce i propri errori. E’ qui che c’è bisogno dell’Europa, è in questo che l’Austria ha la possibilità di aiutarli attraverso la liberazione di Divjak.

Foto: home-page, (cc) Melita/flickr ; (cc) ocasaggia/flickr ; Claude Fisher :  Confrontations Europe