Politica

"Ci scusiamo per il nostro Primo Ministro": ungheresi faccia a faccia col razzismo del governo

Articolo pubblicato il 17 giugno 2015
Articolo pubblicato il 17 giugno 2015

Gli scandalosi manifesti della Consulta Nazionale ungherese su immigrazione e terrorismo sono apparsi ormai più di una settimana fa. I cittadini non hanno perso tempo, hanno reagito a questo ennesimo episodio di razzismo e ne vanno molto fieri. 

Di recente il governo ha pensato di affiggere per le strade del Paese vari cartelloni con messaggi contro gli immigrati e i "terroristi" che, per qualche motivo, secondo il governo sono la stessa cosa.  L’accaduto ha unito gli Ungheresi che hanno prontamente risposto con tutto il loro spirito di resistenza ma anche con un'infinita creatività. Vediamo prima un esempio dei cartelloni originali:

Per fortuna sono scritti in ungherese, così che nessuno straniero possa capire il contenuto dei messaggi senza l'aiuto di Google Translate che, tra l'altro, in italiano fornisce la seguente traduzione: «Se venite in Ungheria, gli Ungheresi non possono prendere il vostro lavoro». Anche in inglese il significato della traduzione è completamente sbagliato. Ovviamente la cosa risulta più spiacevole per gli immigrati che abitano già da anni in Ungheria e che capiscono bene cosa vogliano dire quei messaggi.

Per fortuna gruppi di cittadini si sono messi all'opera facendo sparire (o modificando), in una notte, diversi cartelloni, trasformando gli antipatici messaggi in frasi simpatiche. Fra i protagonisti di questa azione c’è anche Együtt, uno dei principali partiti del centro sinistra.

Il governo ha reagito subito e la polizia ha dovuto fare la guardia intorno ai cartelloni. Questo, però, non ha fermato il popolo ungherese e nemmeno il Partito del Cane Ungherese a Due Code, formazione parodistica nata nel 2006 e nota per un certo tipo di iniziative, dalla street art a delle campagne elettorali umoristiche. Un esempio? Proprio nel 2006 si presentarono con un programma che prevedeva birra gratis e vita eterna per tutti. 

Gli scherzi organizzati dal partito non si sono fermati a una dimensione ludica: il partito ha lanciato una campagna di crowfunding per stampare cartelloni in risposta a quelli affissi dal governo. L’ironia ungherese ha di nuovo vinto contro il razzismo: in pochissimi giorni, il partito ha raccolto abbastanza soldi (2 milioni di fiorini in un paio d’ore, equivalenti a 6.000 euro) per realizzare 150 cartelloni con messaggi tipo: «Vieni pure in Ungheria, noi stiamo già lavorando in Inghilterra» oppure «Ci scusiamo per il nostro Primo Ministro».

E dire che la campagna del governo, a detta loro, sarebbe costata 300 millioni di fiorini (circa 1 millione di euro): una cifra nettamente superiore rispetto a quella raccolta dal Partito del Cane Ungherese a Due Code.

La lotta contro l'iniziativa del governo non si è fermata: i cartelloni che riportano messaggi positivi (insieme a quelli vecchi modificati) non smettono di comparire. Peccato che la mappa online che aveva registrato la posizione dei cartelloni originali e di quelli modificati non si aggiorni a una velocità sufficiente. Dopo le proteste contro la tassa su internet – che ha fatto muovere più Ungheresi che qualunque altro intervento o legge del governo Orbán –, finalmente siamo riusciti a dimostrare che il popolo ungherese è capace di mobilitarsi anche per cose più importanti!