Politica

Catalogna: quel giorno in cui ho dovuto spiegare tutto a mio nonno

Articolo pubblicato il 07 novembre 2017
Articolo pubblicato il 07 novembre 2017

Mio nonno, come tutti i castigliani, è un uomo di poche parole. Ma questa freddezza non gli ha impedito di bombardarmi di domande sulla Catalogna: cosa sta succedendo? C’è stato un referendum? Cosa è il 155? Per la prima volta è stato lui a lasciarmi senza parole. 

Referendum. Dichiarazione di indipendenza. Repubblica Catalana. Articolo 155 della Costituzione. Elezioni regionali. Denuncia della Procura. Spaventa contemplare la lista degli avvenimenti che si sono susseguiti in questi ultimi giorni. Non importa se scrivi Cataluña o Catalunya –persino in questo vi è uno scopo politico:- se vivi in un ambiente sociale con copertura Internet o un contatto minimo con la realtà della Spagna –o dello Stato spagnolo, anche qui c’è una tendenza-, avrai sperimentato una sensazione di fragilità, che si espande in una società così sovrainformata. Troppa incertezza.

Come se non bastasse, il ritmo degli avvenimenti è talmente rapido che qualsiasi articolo –come questo- rischia di diventare spazzatura in poche ore. Non possiamo elaborare tante dichiarazioni istituzionali, connessione live, reazione politica della reazione politica. La trama che ha monopolizzato le copertine, i minuti e i clik risulta tanto contorta e a tratti irrazionale che è estata relazionata in rete con un copione di Stranger Things o con un film di Luis García Berlanga. Drammatico allo stesso modo di quando parliamo di una storia “basata su fatti realmente accaduti”.

Se i talk show e i telegiornali sono pieni di predicatori capaci di avanzare supposizioni sul prossimo capitolo, immaginati lo sforzo che servirebbe per cercare di spiegare ciò che è successo fin ora a qualcuno che conosce i fatti solo per sentito dire.

-Cosa sta succedendo in Catalogna?

Mio nonno leggeva la stampa tutti i giorni fino a quando non fu ricoverato nella residenza per anziani. Fortunatamente, mio nonno non ha Twitter, ed è una delle poche persone in Spagna a non conoscere Antonio García Ferreras (noto giornalista televisivo ndr). Ciononostante, approfitta delle visite di amici e parenti per soddisfare il suo interesse per le notizie.

-Cosa succede in Catalogna? –mi chiese, desideroso di una spiegazione semplice.

La prima opzione era quella di raccontare alcuni degli aspetti generali e chiuderla lì.

-Ci sono molti problemi, nonno.

-Si, ma… cosa è successo?

-Vediamo…

A questo punto, dovevo fare mente locale, subito dopo, ricorrere alla frase preferita di ogni appassionato di serie televisive.

-Da quale capitolo iniziare?

-C’è stato un referendum, no?

Qui iniziai a sudare freddo. Si suppone che se sono diventato giornalista era per raccontare cose come questa. Si suppone.

-Eh… sì. Risultava illegale, ma lohanno fatto ugualmente. Questo lo sapevi già, no?  Delle urne, i Mossos, la barca di Titti e tutto il resto.

-Sì. E poi?

Mio nonno sembrava in quel momento un esaminatore di guida. E non potevo sbagliare.

-Allora… Puigdemont prima ha dichiarato l'indipendenza e poi l'ha sospesa.

-Ma tutto assieme?

-Eh… no. Si suppone che l'ha sospesa per negoziare con il Governo.

-Con Rajoy?

-Sì. E la gente era felice per l’indipendenza, per quei 44 secondi,  ma quando Puigdemont ha sospeso tutti, i cittadini si sono infuriati e lo hanno chiamato traditore.

-Con "gente" intendi dire gli indipendentisti, giusto?

-Sì, esatto. Il fatto è che dopo ci sono state manifestazioni per l’indipendenza, manifestazioni per l’unità di Spagna… E nella stampa Puigdemont affermava che avrebbe convocato le elezioni regionali. Puigdemont ha detto che si sarebbe presentato in tribunale, ma ha posticipato, così tanto da non convocare più le elezioni.

-E perché?

-Si è parlato di negoziazioni dell’ultimo minuto, ma anche del Governo che si rifiutava di paralizzare l’applicazione dell’articolo 155. Nei fatti, l'applicazione pratica di questo articolo prevede il ritiro progressivo dei poteri ai membri del governo catalano, la sostituzione del presidente dello stesso governo con un rappresentante nominato dal governo centrale, e fino a nuove elezioni.Quindi il Parlament ha dichiarato l’indipendenza e…

Secondi di silenzio. Mio nonno si mostrava visibilmente in disaccordo.

-E?

-Non so, nonno.

-Come non lo sai?

A questo punto sono crollato.

-È che… Sa quant’ è complicato riuscire a capire cosa sta succedendo?

-Ma… tu non sei un giornalista? Non hai un telefono? Internet?

-Sì, lo so, nonno. Ma dovresti vedere quant'è difficile tutto questo. Dichiarano l’indipendenza e dopo non è vero niente. Convocano compariscenze, le posticipano, le sospendono e tornano a convocarle. Alcuni chiamano altri traditori, e subito dopo tornano a stare dalla stessa parte. In televisione appaiono immagini di cariche della polizia, e un ministro dice che sono immagini false. E qui nessuno capisce niente! Dopo vedi gente che appende bandiere sul proprio balcone, e altri che sbattono pentole. E Tweet pieni di insulti, rimproveri, di meme. Perché non abbiamo idea di ciò che sta succedendo, perché le cose cambiano ogni secondo e io non so se Puigdemont è Presidente in esilio o Presidente dimesso, se la CUP (Candidatura di Unità Popolare, parte indipendentista catalana, ndr) si presenterà alle elezioni regionali o andranno a mangiarsi una paella, se Podemos è indipendentista o no, se il 155 è stata una risposta dura, debole o una via di mezzo, se TV3 manipola  (canale televisivo pubblico catalano, ndr), se TVE (canale televisivo pubblico nazionale, ndlr)  manipola, se García Albiol (Présidente del Gruppo Popolare del parlamento catalano, ndr) sta apparendo in televisione proprio adesso o se tutto questo è un sogno di Resines.

Mio nonno mi guarda con preoccupazione, come se avessi perso la bussola. Quando capisce che mi sono accorto della sua inquietudine, cambia subito espressione.

-Bah, vedrai come tutto passerà. Ci facciamo due passi?

Ha preso il sì per scontato. Per il resto della visita abbiamo lasciato perdere il tema  della Catalogna. Ma il colmo è stato che tutto questo mi fece sorgere un altro dubbio. Risulta da incoscienti smettere di parlare di questo problema, anche se serve per evitare discussioni o per mera salute mentale? Ignorando il problema non lo risolviamo, ma possiamo risolvere ben poco parlando da una residenza per anziani in Palencia se è già complicato da affrontare –anche da capire- questo problema sul campo.

Prima di andarmene, mio nonno aveva un’ultima domanda da farmi.

-Cosa diavolo è un meme?

-Questo è meglio che te lo spieghi un altro giorno. Troppe domande. Troppa incertezza.