Politica

Caro Babbo Putin, portami l’Unione eurasiatica

Articolo pubblicato il 15 novembre 2011
Articolo pubblicato il 15 novembre 2011
Quando in ottobre il primo ministro russo Vladimir Putin ha proposto un’"Unione eurasiatica" degli ex paesi dell’Unione Sovietica che potrebbe diventare una delle più influenti potenze mondiali in grado di competere con gli USA, l’Unione Europea e la Cina, il suo annuncio ha riempito i titoli dei giornali ed è subito stato interpretato come la nuova minaccia dell’espansionismo russo.
Putin dimostra grandi capacità di geopolitica, oppure questa strategia di modernizzazione ha dei limiti?

"Non so darvi delle previsioni riguardo alle future azioni della Russia. È un indovinello avvolto dal mistero, dentro a un enigma; ma forse c’è una chiave per capirlo. La chiave sono gli interessi nazionali della Russia" - Winston Churchill (1939)

Dato che Putin sembra non invecchiare mai e rimarrà per sempre un affascinante macho sulla trentina, non può certo negarsi il piacere di trasformare la vecchia Russia in una nuova Russia. Con la sua proposta ufficiale di un’Unione eurasiatica costituita dalla Russia e da quelli che erano i suoi satelliti, qualcuno crede che Mosca voglia rimettere indietro l’orologio, ricostruire l’Unione Sovietica e prendere le distanze dalla politica estera filo-occidentale del presidente Dmitri Medvedev, o addirittura provocare un nuovo periodo di guerra fredda. Conoscendo Putin, potrebbero essere proprio queste le intenzioni dietro alla sua proposta. Questa è l’opinione del giornalista ucraino Vitalky Portnikov, che vede "l’idea di riunificazione dell’area post sovietica come l'obiettivo dell’elite russa fin dal 1990".

Le pubblicità di oggi tornano a giocare sul concetto di unione eurasiatica

La gioventù russa vuole la libertà

Ma le nuove generazioni non sono del tutto d’accordo. "Finalmente è successo!", dice Ivan, 28 anni. "È un progetto realizzabile al 100%, basato sulla storia, importante e necessario sul piano economico". Chiaramente, un potenziale ritorno di Putin ravviverebbe la forte e onesta fiducia in un contingente impero russo, a cui i russi sono molto attaccati e con il quale sono cresciuti. Non ha molto a che vedere con la ricostruzione dell’Unione Sovietica: i giovani russi vogliono davvero conservare l’orgoglio nazionale ma non potrebbero mai vivere con le costrizioni che il vero comunismo comporta. Questa nuova generazione ha bisogno di libertà, di democrazia e di un’economia aperta. La gioventù russa sembra essere del parere che tutto ciò che attenua il sistema centralizzato della Russia ma che allo stesso tempo esprime potere nazionale è un importante passo avanti.

Ma chi sono i paesi eurasiatici?

Da quando è stata fondata l'UE, nel 1956, i suoi stati membri si sono impegnati a costruire i propri mercati in modo che fossero competitivi. Non davano alcuna importanza, o pochissima, al territorio euroasiatico in quanto tale. Riconoscevano l’importanza degli USA da una parte, della Cina dall’altra, e osservavano i movimenti della Russia, ma trascuravano l’esistenza di stati come la Bielorussia, il Kazakistan e altri paesi dell’ex Unione Sovietica. Di conseguenza, da parte dell’Occidente non c’è mai stata una strategia efficiente nei confronti di questa regione. In ogni caso questo supercontinente non dovrebbe essere sottovalutato. La Comunità Economica Eurasiatica (EurAsEC) è stata fondata nel 2000 e comprende la Russia, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan, garantendo la libertà di movimento. L’Ucraina – che spesso ha la funzione di zona cuscinetto fra la UE e la Russia – attualmente ha solo lo status di osservatore, anche se il successo dell’Unione eurasiatica sembra essere essere nelle mani di Viktor Yanukovich.

The Eurasian economic community with Belarus' Lukashenko in the middle, Nursultan Nazarbayev (Kazakhstan's president) second from left and Putin second in from the right

L’Unione eurasiatica dà inizio ad un nuovo periodo d’integrazione. La Russia non mira a tornare indietro nel tempo, ma continua a cambiare e ad adattarsi al nuovo sistema mondiale chiamato regionalismo. ‘La Russia è troppo grande per essere un membro subordinato di un'unione di paesi. È nel suo interesse crearne una nuova", sostiene Niko, 27 anni, dalla Bielorussia.

Quindi, perché stare in ansia? In fondo, l’idea di un’Unione eurasiatica non è nata in un giorno; ha la sua storia e si è sviluppata in un lungo periodo di tempo. Forse, fino ad oggi, non aveva un nome ufficiale, ma il principio c’era già. Sembra che Putin,  favorito per le elezioni presidenziali di marzo 2012, sia ancora una volta in anticipo sui tempi.

Images: main (cc) KOTOB/ Vitaliy Kotov/ Flickr/ enot-potaskun.livejournal.com/; in-text EurAsEC representatives (cc) Minsk, National Library of Belarus/ Presidential Press and Information Office/ Wikimedia