Politica

Capitan Europe si ritira

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2016

In attività dal 2006, l'unico "vero supereroe europeo" ha deciso di impacchettare il suo mantello e la sua calzamaglia blu. Presentazione dell'uomo che, una volta, voleva liberare il Vecchio Continente dai suoi vecchi demoni.

Non salta da edificio a edificio, non fa 100 metri in 5 secondi e non riesce ancora a vedere attraverso le mura del Parlamento europeo. Ma sono già 7 anni che Capitan Europe sfoggia il suo mantello e i suoi slip gialli in ogni angolo del quartiere europeo di Bruxelles. In un bar o durante un incontro pubblico discute, interpella e tiene testa a chi partecipa al dibattito. I suoi poteri? I valori europei e i trattati fondamentali, che conosce a menadito. Ed invece del classico giacca e cravatta antracite ha scelto un'uniforme di lycra, un simbolo di audacia che gli ha permesso di incontrare l'élite europea e i più influenti capi di stato del Vecchio Continente. Ma questo (super)eroe non andrà più in giro a fare il giustiziere dell'UE: Capitan Europe ha infatti deciso di lasciarci il mese scorso, lasciando dietro di sé tanti bei ricordi e quel pizzico di divertimento che ancora rimaneva nelle istituzioni di Bruxelles.

"Perché l'Europa non ha il suo supereroe personale?"

Mentre si avvia verso la fine della sua carriera, tutti gli sguardi sono rivolti a lui. Per il suo tour di addio tra i bar di Bruxelles, l'uomo ha deciso di dare un tocco in più al suo costume. Vestito dalla testa ai piedi da una calzamaglia aderente di colore blu, si avvicina ai bar in slip gialli senza perdere comunque la sua dignità. Il mantello, la maschera e la cuffia garantiscono l'anonimato che gli ha permesso di compiere le sue opere di giustizia. I curiosi lo fotografano, i più audaci gli chiedono un selfie. È in un bar piuttosto tradizionale di Bruxelles, pieno di birre trappiste e di allegria, che Capitan Europe ha deciso di raccontare la sua fine. «Ho sempre detto che la mia carriera sarebbe finita all'età di 40 anni», sospira.«Nel frattempo però c'è stata una riforma del servizio pubblico europeo, che ha posticipato il mio pensionamento di 3 anni». L'uomo mascherato ha quindi deciso di prolungare il divertimento, fino ai suoi 43 anni.

L'idea di mettersi il costume gli venne 10 anni fa, in occasione del carnevale 2006. Vestito da monaco per la festa, a un certo punto si è trovato circondato dai suoi supereroi americani preferiti: Batman, Spiderman, Capitan America... «Ed è stato lì che mi sono chiesto perché l'Europa non avesse ancora il suo supereroe personale» spiega, continuando a bere. Il seguito sembra quasi preso da un film: l'uomo torna a casa animato dal desiderio di fare del bene al prossimo. Disegna il costume che indosserà il suo futuro alter-ego, silenziosamente, per 3 anni. Perché Capitan Europe si presenterà solo nel 2009, «in occasione delle giornate a porte aperte delle istituzioni europee».

Captain Europe risponde: "Cos'ha fatto l'Europa per noi?"

È stato poi intravvisto in occasione di altri eventi proposti a Bruxelles, qualche volta persino all'estero. «A Londra e a Copenaghen, le capitali di due Paesi abbastanza euroscettici, sono stato accolto molto calorosamente», dichiara. Nonostante tutto, non si può certo dire che il Kickass europeo in versione "eroe normale" sia una star negli Stati membri. Stando ai social network, lo slip giallo del supereroe non è uscito dal suo quartiere di Bruxelles: la sua pagina Facebook ha poco più di 2.000 like, e solo 3.000 persone lo seguono su Twitter. Lungi dal raggiungere la popolarità dei suoi omologhi americani, Capitan Europe e la sua visione federalista dell'Europa suscitano sicuramente un po' di ostilità.  

Il "miglior" peggior momento

Le crisi dei debiti sovrani e dell'euro, le scalate dell'estrema destra e del populismo, la Brexit... L'Unione europea perde sempre più la faccia. Ma mollare ora, seguendo l'esempio del presidente del Parlamento europeo – Martin Schulz –  sarebbe quasi come scappare. «Non è mai il momento giusto per andarsene» ribadisce il Capitano. «Ma non dico e non ho mai detto che l'Unione europea com'è oggi è perfetta, c'è ancora molto lavoro da fare». Interrogato sulle questioni più delicate riguardanti diversi commissari europei, si dichiara deluso da certi esponenti politici. «Quando alcuni eurodeputati e commissari non si comportano in modo corretto, ci andiamo di mezzo tutti». Il supereroe preferisce dare una visione d'insieme, elencando le numerose crisi che ha attraversato l'Unione in passato, che alla fine sono state poi superate. «Nel 1960 con la politica della sedia vuota del generale de Gaulle, gli anni '7o con la crisi del petrolio, la crisi finanziaria del 2008, la Brexit... L'Europa, nonostante tutto, c'è ancora. Perché ogni volta ha reagito e resistito» sostiene il mascherato. Un barlume di ottimismo certamente, anche se forse un filino ingenuo: secondo lui infatti basterebbe avere i valori europei nel sangue per tenere insieme il Vecchio Continente. «Avere una conoscenza approfondita dei valori europei ed essere onesti», conclude. Sono queste le qualità che spera di trovare nei suoi successori. Perché sì, Capitan Europe sta tenendo dei colloqui per fare in modo che una specie di "Robin Hood europeo" prenda il controllo della situazione. «Preferirei che fosse una donna, ma non ho ancora candidati femminili, per ora solo un uomo», confida girando il suo caffè. «Un candidato serio», ci tiene a precisare.

In 7 lunghi anni, Capitan Europe non si è mai tolto la maschera. Di lui sappiamo solo che un giorno si è fatto il pizzetto e che parla 6 lingue. Nella sua vita quotidiana potrebbe un funzionario presso le istituzioni, di cui conosce molto bene l'ingranaggio. Ma in un celebre momento di suspance, il genio dietro la maschera dichiarò che il suo personaggio non è solo un essere umano: «Capitan Europe in un certo senso è l'Europa come dovrebbe essere. Cioè forte, ma non troppo pesante», e «più vicina ai cittadini».

Lontano dalle discussioni impregnate dei colori di Bruxelles, però, Capitan Europe è più un "agitatore di idee" che il simbolo di un ipotetico eroismo europeo. Un uomo che si è messo a giocare con i costumi per attirare l'attenzione, interpellare e a volte far sorridere quelli che lo guardano. I problemi veri si risolvono in altro modo. Certo però, per una risata c'è sempre tempo.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Bruxelles.