Politica

Belgio: le elezioni europee sfidano la crisi e le regionali

Article published on 29 maggio 2009
Article published on 29 maggio 2009
Il 7 giugno, in Belgio, ci saranno due tipi di elezioni: europee e regionali. Nel dicembre 2008, le dimissioni dell’allora primo ministro Yves Leterme segnarono la fine di una crisi politica in Belgio. Cosa c’è veramente in palio in questa situazione? Può un argomento europeo emergere tra le onnipresenti discussioni sul suo futuro?

Normalmente gli esperti considerano le elezioni europee di secondo piano le perché, benché tendano a parlare di questioni nazionali, non hanno poi alcuna ripercussione sulla politica interna. Il 7 giugno, in Belgio, si terranno anche le elezioni nazionali o, per essere più precisi, regionali. Possono le elezioni europee essere ancora considerate di secondo piano in questa situazione? Come si spiega la loro perdita d’importanza?

Stupidamente con la crisi

Le elezioni europee sono doppiamente messe in ombra dalla situazione economica e politica.

Prima di tutto il Belgio sta affrontando una grave crisi economica, che l’attuale Primo Ministro Herman Van Rompuy, appartenente al CD&V (Partito dei Cristiani Democratici e Fiamminghi), considera essere la più seria dalla Seconda Guerra Mondiale. Questa situazione ha fatto passare in secondo piano anche i problemi politici. Inoltre, nel Belgio di lingua francese, gli scontri tra i due maggiori partiti politici stanno danneggiando l’importanza delle elezioni europee. Sia i liberali che i socialisti vogliono aggiudicarsi la maggioranza alle elezioni regionali, relegando i problemi dell’Ue ai margini del discorso politico. Infine, anche i mass media non danno loro molto valore e, al contrario, vengono considerate irrilevanti da molti giornalisti poiché surclassate dai due argomenti citati in precedenza: la crisi economica – e in particolare i problemi della Fortis, una delle maggiori banche del Belgio acquistata nell’ottobre 2008 dalla banca francese BNP Paribas – e le elezioni regionali. C’è da chiedersi se esista la possibilità di trovare una via di mezzo in modo da non trascurarle né dargli troppa importanza per ragioni economiche e politiche.

La risposta può forse essere trovata nella comunità fiamminga

Le elezioni europee ricoprono un ruolo più importante nel nord del Belgio. Se guardiamo le liste dei partiti, due famosi politici sono a capo degli elenchi europei: Guy Verhofstadt, ex Primo Ministro appartenente al Partito Liberale Fiammingo (Open VLD), il quale si è dimostrato molto attivo pubblicando recentemente un altro libro intitolato De weg uit de crisis. Hoe Europa de wereld kan redden La via d’uscita dalla crisi. Come l’Europa può salvare il mondo (La via d’uscita dalla crisi. Come l’Europa può salvare il mondo), nel quale promuove il ruolo dell’Ue per risolvere la crisi economica attuale; e Jean-Luc Dehaene, anch’egli ex Primo Ministro e candidato numero uno per il CD&V. Inoltre, in netto contrasto con ciò che avviene nella comunità di lingua francese, nelle Fiandre, i media dedicano maggiore attenzione alle elezioni europee. Un fatto comunque sembra chiaro: molto probabilmente sarà l’Ue ad uscirne sconfitta. 

Image cédée par l'Europe en DébatLa pubblicazione di quest’articolo è frutto della collaborazione tra Eudebate2009.eu e il blog ARTEL’Europe en débat – gestito dagli studenti del Collège d’Europe di Bruges.