Politica

Belgio: l'ascesa del partito nazionalista fiammingo N-VA

Articolo pubblicato il 14 giugno 2010
Articolo pubblicato il 14 giugno 2010
13 giugno 2010: sono passati poco meno di vent'anni dall'ultima volta che il Belgio si è recato alle urne per le elezioni anticipate. I belgi hanno votato sei volte negli ultimi sette anni: surrealismo? Forse. Gli ultimi anni somigliano ad una campagna elettorale infinita, durante la quale nessun partito ha fatto la più piccola concessione.

Il governo belga degli ultimi tre anni, sotto la guida dei primi ministri Yves Leterme, Herman Van Rompuy e di nuovo Yves Leterme è passato da una crisi all'altra. Dati i numerosi tentativi di salvare la situazione, il Re ha perfino creato nuovi titoli, nominando “negoziatori reali” anziani e saggi ministri di stato.

Avete sentito parlare di BHV?

Dopo tre anni, il partito dei Democratici e Liberali Fiamminghi (VLD) ha lasciato il Governo, dopo ché non era stata trovata alcuna soluzione alla spaccatura della circoscrizione elettorale bilingue di Bruxelles-Halle-Vilvoorde (BHV). Ora, l'intera campagna elettorale è stata incentrata sulla questione del BHV. La crisi economica infuria, l'euro è sotto pressione, il bilancio è in rosso e continua a scendere, e il processo di invecchiamento è accelerato, ma la campagna elettorale gira tutta intorno alle questioni inerenti il BHV. I partiti in Belgio vedono poche altre possibilità oltre a quella di giocarsi la carta della comunità. Nel 2007, il Partito di centro (democristiani e fiamminghi, CD&V) formò un accordo di cartello con il Partito separatista “nuova alleanza Fiamminga” (N-VA) per vincere le elezioni. Tuttavia, il conflitto tra le varie comunità belghe era così palese che governare divenne virtualmente impossibile. La circoscrizione elettorale del BHV, che non è mai stata divisa, divenne l'ultimo simbolo dell'incapacità di arrivare ad un compromesso tra i diversi gruppi linguistici del Belgio.

La cosa davvero surreale è che i belgi, che comprendono le sottigliezze del BHV, una circoscrizione apparentemente ritenuta indivisibile, si possono contare sulle dita di una mano. Due mesi fa il governo è crollato; così la campagna elettorale gira attorno ad un tema di cui solo il belga medio comprende l'importanza simbolica.

Le ultime elezioni e Vlaams Belang

Il 24 novembre 1991, il partito nazionale fiammingo Vlaams Blok (adesso Vlaams Belang) fu il grande vincitore. Una “domenica nera” segnò l'inizio della crescita senza fine del partito di estrema destra, così che le classiche coalizioni belghe tra le due grandi famiglie politiche divennero matematicamente impossibili. Nel 2004 il partito ripeté il successo, anche perché gli altri partiti forzarono alleanze innaturali. Nel 2007, il Belgio era sull'orlo di una paralisi totale.

Il N-VA potrebbe ottenere il 26% dei voti

Il leader del N-VANel frattempo, il Vlaams Blok crollò per il risultato di tensioni interne. CD&V, avvinghiati al posto del Primo Ministro, dopo la coalizione con il NV-A si separarono, e risentono del colpo ancora oggi. Gli elettori fiamminghi, sempre radicali, sentirono che il partito aveva “tradito” la causa fiamminga in favore del potere che non esercitava. Oggi le opinioni sulle elezioni indicano che NV-A – sei anni fa un partito troppo piccolo per superare la soglia elettorale, ma che uscì illeso dal dialogo comunitario – potrebbe ottenere il 26% del voto fiammingo.

Il NV-A sarà chiamato a prendere una decisione il 13 giugno, ma il carismatico leader del partito Bart De Wever si unirà ad una coalizione di governo? Ciò comporterebbe un'importante riforma statale che trasferirebbe una serie di competenze alle regioni e alle comunità. Può essere trovato un compromesso tra il NV-A e i partiti di lingua francese e le loro richieste contraddittorie? Probabilmente no. Un'altra soluzione, più probabile, è una larga coalizione di perdenti: i partiti politici tradizionali che delineeranno una delle ultime più grandi riforme statali, nella speranza dell'immediata evacuazione dal terreno fertile del NV-A. I quattro anni che ci separano dalle prossime elezioni federali potrebbero fornire la stabilità di cui il Belgio ha tanto bisogno. Tuttavia, ci sono possibilità che i votanti mescoleranno le carte in modo tale che la stabilità rimarrà per sempre un lontano ricordo.