Politica

Basta con la storia della «formica tedesca che paga per la cicala greca!»

Articolo pubblicato il 16 maggio 2010
Articolo pubblicato il 16 maggio 2010
In uno spirito contrario all’agitazione nazionalista e all’ignoranza economica, il 5 maggio 2010 i presidenti dei movimenti europei di Berlino e Atene hanno firmato un manifesto comune, greco-tedesco, per l’Europa. Ecco quello che hanno da dire a proposito dei nuovi pregiudizi nazionalistici che si diffondono a macchia d'olio in tutta l'euro-zona.

La speculazione contro l’euro, che dura da mesi, è un’immensa sfida fiscale e monetaria. Ma questa speculazione è anche una minaccia molto concreta al processo d’integrazione europea, entrata in vigore in quanto parte del moderno Trattato di Lisbona. Numerosi momenti del recente dibattito sulla la crisi finanziaria greca e gli aiuti messi in pratica da parte dell’Ue in cooperazione con il Fmi (Fondo Monetario Internazionale), hanno rivelato livelli preoccupanti di pregiudizi nazionalisti. Hanno inoltre dimostrato un’incredibile ignoranza sull’interdipendenza economica dell’Europa. Sfortunatamente, i solenni impegni dei politici, in entrambi i nostri Paesi, considerano di superficiale importanza il successo dell’integrazione europea.

Mai più “colpi bassi" nazionalisti

Chiediamo fermamente di non continuare a fare cattivo uso degli errori politici del passato e dell’attuale situazione politica per attacchi polemici al grido di «i tedeschi laboriosi pagano per i greci pigri!». Al momento, alcuni media tedeschi stanno travisando il mandato informativo ed educativo che hanno nella nostra democrazia e nella nostra costituzione, a vantaggio della divulgazione del pregiudizio nazionalista e della disinformazione economica. Questo tipo di agitazione superficiale ha già lasciato la sua impronta sui sondaggi.

Secondo il Movimento Europeo, i media greci e tedeschi contribuiscono ad esasperare il clima tra i due paesi

Giovani tedeschi e greci discutono sucafebabel.com a proposito della crisi tra i due paesi

Anche in politica, alcuni parlamentari hanno tentato di fare notizia usando slogan superficiali, come la richiesta della vendita di alcune antiche costruzioni greche o di certe isole elleniche. Non c’è da meravigliarsi che i colpi bassi nazionalisti portano a controreazioni allo stesso tempo emotive e insensate, sia nella politica greca che nei media. Questo seme di un nazionalismo anti-europeo di recente sviluppo, mette a dura prova i rapporti Germania-Grecia e potrebbe diffondersi molto velocemente in altri Paesi a seguito della crisi finanziaria, distruggendo così le fondamenta ideologiche dell’Ue.

Bisogno di provvedimenti concreti

Consideriamo, dunque, i quattro principali attori: i media, i governi degli Stati membri dell’Ue, tutti i parlamentari nazionali ed europei che hanno a che fare con le azioni di stabilizzazione, e tutti gli attori politici in Europa – senza tener conto delle legittime opinioni sull’introduzione dell’euro – devono prendere provvedimenti concreti. Nessun ulteriore ritardo: lunghi processi decisionali, intoppi ed esitazioni, sono terreno fertile per la speculazione finanziaria e per massimizzare i danni economici e finanziari. È ora di mettere in pratica tutte le riforme necessarie ai mercati finanziari internazionali, come conseguenza delle misure stabilite a breve termine per l’euro. Questi provvedimenti non sono nuovi: furono annunciati in innumerevoli summit dell’Ue e del G20 sin dall’inizio della crisi, nel settembre 2008.

La riforma finanziaria fu annunciata in innumerevoli summit dell’Ue e del G20 sin dall’inizio della crisi, nel settembre 2008

L’euro è il cuore della forza economica del mercato interno europeo, composto da circa 500 milioni di persone. Ma se l’attuale illimitata speculazione da parte di fondi d’investimento a capitale protetto, banche e agenzie di rating privato, non si tiene sotto controllo attraverso una rigida regolamentazione dei mercati, le misure proposte per l’euro-zona e per il patto di stabilità dell’Ue potrebbero far diventare molti Paesi vittime dell’euro-speculazione. Gli Stati membri dell’Ue, e specialmente dell’euro-zona, hanno un comune destino politico ed economico. La verità è che Germania, Grecia e tutti gli altri membri dell’Unione Europea hanno e hanno avuto vantaggi enormi, inestricabilmente interconnessi tra politica ed economia, grazie all’integrazione europea. Ecco perché tutti i responsabili politici d’Europa dovrebbero riformare con decisione il quadro politico dei mercati finanziari. Non cedete alle campagne nazionalistiche dei media, piuttosto sventolate pro-attivamente la bandiera europea dell’illuminismo e della razionalità economica.

Manifesto a cura di: Dr. Dieter Spöri e Michalis Angelopoulos, presidenti del Movimento Europeo in Germania e Grecia

Immagini: HikingArtist.com/flickr, Cornell University Library