Politica

Barroso e la crisi finanziaria

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 02 ottobre 2008
Pubblichiamo un articolo che José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea, ha scritto per rispondere alla crisi finanziaria che sta toccando il pianeta. Di cosa hanno bisogno l'Europa e il mondo in questo momento?

La crisi finanziaria, iniziata poco più di un anno fa negli Stati Uniti, ha avuto ripercussioni mondiali in quanto a velocità ed entità. Nessuno può ritenersi al riparo. Abbiamo assistito al crollo improvviso di alcuni dei giganti del mondo finanziario. Di colpo il futuro di molte famiglie e di molte imprese è diventato meno roseo.

La priorità è proteggere il risparmio

(Foto: murplej@ne - antibiotic resistance/ Flickr)Ci sarà tempo più tardi per analizzare i come e i perché. Ciò che conta in questo momento è che i leader politici forniscano le risposte adeguate per far fronte alla crisi nell'immediato, proteggendo i risparmi dei cittadini e mettendo a disposizione delle imprese il credito di cui necessitano, e che si provveda quindi ad istituire un sistema che garantisca un miglior governo della finanza nel futuro. Negli ultimi anni, l'Unione europea ha dispiegato un'azione diversificata volta ad affrontare i problemi del sistema finanziario tramite i governi nazionali, la Banca centrale europea e la Commissione europea. In Europa migliora la trasparenza, la vigilanza e gli standard, anche se la risposta europea rimane essenzialmente di natura nazionale. Sebbene l'Ue conti oltre 8.000 banche, i due terzi degli attivi bancari totali dell'Unione appartengono ad appena quarantaquattro banche transfrontaliere, molte delle quali operanti almeno in sei Stati membri diversi. È il funzionamento del mercato unico, anche se poi le banche transfrontaliere sono soggette a diversi sistemi di vigilanza nei diversi Stati membri. In questi ultimi giorni gli attori centrali hanno dimostrato di essere in grado di unire le proprie forze per fronteggiare prontamente i problemi. La capacità dell'Ue di intervenire a caldo deve ora trasformarsi in un sistema più solido – più europeo – nel medio termine. Una cooperazione più strutturata implicherebbe scelte rivelatesi troppo difficili in passato. È tuttavia giusto colmare il divario tra un mercato che opera su scala continentale e sistemi di vigilanza nazionali. Quando una banca transfrontaliera si trova sotto pressione, trovare una soluzione con diverse autorità di vigilanza nazionali che operano in parallelo è un'operazione possibile ma non certo agevole. Sarebbe preferibile optare per la cooperazione e concordare così in precedenza le possibili reazioni.

Una politica europea più coesa

I leader politici, i ministeri delle finanze, le banche centrali e le autorità di vigilanza dell'Unione hanno enormi conoscenze ed esperienza in materia. È nostro dovere garantire ai cittadini europei che esse siano messe a frutto nel modo migliore. La Commissione europea è intenzionata ad operare a tal fine e nel modo più adeguato. Le norme europee nel settore della concorrenza e degli aiuti di Stato sono già di aiuto. Negli interventi decisivi degli ultimi giorni, esse si sono rivelate in grado di svolgere il proprio ruolo in modo rapido, flessibile e

pronto: queste norme sono la garanzia che le decisioni in materia di salvataggio e ristrutturazione non avvantaggino in modo indebito alcuni attori o alcuni paesi. Il nostro obiettivo principale deve essere quello di ripristinare la piena fiducia all'interno del settore finanziario e di riscattare il sistema finanziario agli occhi del pubblico. È difficile immaginare di raggiungere quest’obiettivo senza aumentare la sorveglianza e la cooperazione a livello dell'Unione. Occorrerà un profondo impegno per individuare i sistemi adeguati a gestire i mercati finanziari odierni. Durante questa settimana, la Commissione europea ha formulato proposte per migliorare la qualità del capitale detenuto dalle banche e per sottoporre quelle transfrontaliere dell'Unione ad autorità di vigilanza riunite in collegi. Nelle prossime settimane, sarà la volta di un nuovo sistema di regolamentazione per le agenzie di rating del credito. Queste proposte saranno tanto più efficaci a ripristinare la fiducia quanto più rapida sarà la loro adozione da parte degli Stati membri e del Parlamento europeo.

Oltre alla vasta scaletta di misure convenute dai ministri delle finanze e alle suddette proposte della Commissione, spero si possa fare di più: adottare provvedimenti concertati e di rapida attuazione ad esempio in materia di vigilanza a livello dell'Ue per le banche transfrontaliere; assicurare sistemi più coerenti di garanzia dei depositi in tutti gli Stati membri; approntare nuovi meccanismi per valutare le "attività complesse", evitare la volatilità dei prezzi sui mercati turbolenti e garantire che le banche dell'Unione operino in condizioni di parità rispetto alle proprie controparti in merito a questioni quali l'applicazione delle regole contabili. Provvederemo inoltre ad approfondire la questione delle retribuzioni manageriali, sulla base delle raccomandazioni già formulate dalla Commissione nel 2004 (se avessero avuto un più ampio seguito, alcuni problemi avrebbero

potuto essere forse evitati).

È arrivato il momento di prescindere dalla prospettiva nazionale: uno degli insegnamenti della crisi in corso è che il livello d’integrazione dei mercati finanziari internazionali presuppone il superamento delle frontiere nazionali. In presenza di banche e organismi finanziari internazionali, anche i regolatori e le istanze di tutela degli interessi dei depositanti devono poter agire rapidamente superando le frontiere. Avendo constatato la capacità dell'Unione di rispondere alle sfide in molte circostanze diverse, sono fiducioso che saremo in grado di fare altrettanto in questa occasione, se ne avremo la volontà politica. Grazie all'esperienza maturata nel combinare competenze tecniche e supervisione politica, ritengo che l'Ue abbia molto da offrire, tanto all'Europa quanto ad un mondo che anela ad un sistema migliore per regolare in futuro i mercati finanziari. È ottima la proposta del Presidente Sarkozy di convocare una conferenza internazionale

abbiamo vissuto con il sistema attuale per oltre 50 anni ma è nostro dovere ora assicurare a coloro colpiti dalla crisi che faremo del nostro meglio per garantire stabilità e prosperità in futuro.