Politica

Anselm Grün: «Dobbiamo evitare di vedere l'omossessualità come un peccato»

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 03 dicembre 2008
Il 62enne monaco benedettino tedesco, considerato uno dei più grandi autori di libri spirituali, dice la sua sul ruolo della Chiesa, il dialogo con l'Islam, l'omosessualità e la globalizzazione.

Lontano dal caos delle grandi città, tra campi coltivati e tranquilli paesini, si alza maestoso il monastero di Münsterschwarzach. Un’abbazia diventata oggi uno dei più celebri centri di spiritualità della Franconia grazie a padre Anselm Grün, un monaco benedettino di 62 anni considerato uno dei più grandi autori contemporanei di libri spirituali. Le sue opere esoterico-religiose, quali Apri il tuo cuore all'amore o Come essere in armonia con sé stessi sono bestseller tradotti in 28 lingue.

Mi riceve un fresco sabato mattina alla porta del monastero e mi conduce, su mia richiesta, alla caffetteria del convento, il luogo più adatto per un brunch. Ma il posto è troppo frequentato. Con una tazza di caffè in mano ci rifugiamo allora in una stanza più tranquilla, dove padre Grün inizia a raccontarmi il suo passato. Di quando, dopo aver fatto le prove d'ingresso all'università, optò per una vita di ascesi monastica ed entrò nella comunità dei monaci Benedettini di Münsterschwarzach. «Certo, all'inizio ho avuto dei dubbi su questa vita nell'Ordine, forse un po' troppo rigorosa per me» ammette. Anche se padre Grün la definisce oggi «il cammino adatto a me», non nasconde alcuni rimpianti: «A volte mi addolora non essermi sposato né aver avuto figli.»

Parla tranquillo, bevendo di tanto in tanto il cappuccino, degli anni di studio a Roma. I suoi studi di teologia e filosofia sono coincisi con l'epoca dei grandi cambiamenti sociali, radicali, della fine degli anni Sessanta, quando in molti paesi europei i movimenti studenteschi protestavano per un mondo migliore. «Anche noi studenti di teologia ci ribellammo contro i costumi obsoleti e i rituali antichi». Per ottenere una Chiesa più vicina al sentire del tempo e che ponesse l'accento sull'uomo.

Mistica cristiana e psicologia moderna

«Uso un linguaggio semplice, alla portata di tutti, che non spaventa» spiega il monaco. Un linguaggio diverso, che mescola mistica cristiana, psicologia moderna e filosofia orientale. E che per questo è stato criticato, soprattutto tra le file conservatrici della Chiesa. Alcuni temono che i principi cattolici si indeboliscano con l'apertura spirituale e le posizioni liberali della sua filosofia. Ma è davvero un innovatore, un precursore di una piccola rivoluzione ecclesiastica? Lui lo nega. «In generale mi trovo d'accordo con la tradizione cattolica». E i rapporti con Papa Benedetto XVI? Non l'ha conosciuto di persona, ma esprime in merito parole concilianti: «Il nuovo Papa ha dimostrato una certa apertura. Non credo che abbia niente contro la mia ideologia».

Parlando della crescente attrazione che, al giorno d’oggi, la Chiesa cattolica esercita su molti giovani europei, padre Grün spiega: «Stiamo vivendo in un’epoca di grandi cambiamenti e i giovani cercano sostegno e chiarezza. La gioventù di oggi spesso non ha rapporti con la Chiesa, ma ne è incuriosita. Per questo la Chiesa, oltre a una sana spiritualità, deve mostrarsi autentica, indicare un cammino».

Aprire il cuore all'amore

Il tema centrale del lavoro teologico di padre Grün è la ricerca di una sana spiritualità. «Alcune forme di religiosità – spiega – creano nevrosi e fanatismi, non solo nel Cristianesimo, ma anche in altre religioni. Per San Benedetto da Norcia, il fondatore dell’Ordine dei Benedettini, un aspetto della spiritualità sana è avere un cuore aperto». Un cuore che spinga quindi all'apertura, alla tolleranza e all'empatia.

Parlando dei rapporti tra la Chiesa cattolica e l’Islam il monaco aggiunge: «Da un lato è importante mantenere un dialogo, conoscere e rispettare le tradizioni altrui. Ma dall’altro non possiamo accettare l'intolleranza di alcuni paesi, dove l'Islam ha radici profonde. Abbiamo bisogno di un dialogo critico». Parallelamente padre Anselm mette in guardia contro il pericolo di sviluppare l'immagine di un Islam nemico. «Dovremo invece domandarci cosa possiamo apprendere da esso» afferma, alludendo alla corrente liberale Sufi. Il monaco benedettino non esita ad affermare che anche all'interno della sua Chiesa esistono delle correnti intolleranti.

Per quanto riguarda il tema dell’omosessualità padre Grün spiega, pensieroso, che «esistono ancora delle zone d'ombra». Alludendo al fatto che la fede cattolica, in certi casi, viene strumentalizzata per giustificare le politiche di discriminazione verso gli omosessuali, come in alcuni paesi dell'est europeo. «Dobbiamo evitare – spiega il benedettino – di vedere l'omosessualità come un peccato».

Durante la conversazione il teologo ritorna spesso sul concetto di “cuore aperto”. Anche parlando della globalizzazione. «Quando favorisce solo i diritti dei più forti essa si trasforma in maledizione». Fa appello alla responsabilità delle economie. Nei suoi seminari rivolti ai dirigenti d’impresa, padre Grün insegna a lavorare «con cuore aperto». A praticare la tolleranza verso il personale e l'empatia. «L'obiettivo non è giudicare – ricorda – ma comprendere.»

Brunch pubblicato la prima volta il 30 giugno 2007.