Politica

Alexander Van der Bellen: "Avere un'Europa stabile è fondamentale"

Articolo pubblicato il 30 settembre 2016
Articolo pubblicato il 30 settembre 2016

Una partita da brividi: Alexander van der Bellen, economista ed esponente di spicco dei Verdi (Grünen) è stato eletto a maggio Presidente della Repubblica austriaca con un vantaggio molto risicato sul concorrente dell'estrema destra populista Norbert Hofer (FPÖ). In seguito le elezioni sono state annullate a causa di irregolarità. Si voterà nuovamente il 4 dicembre. 

cafébabel: Il mondo moderno è piuttosto complesso. Come spiegherebbe a un bambino qual è il suo lavoro?

Alexander Van Der Bellen: il Presidente della Repubblica è come un esperto capitano in mare: ha sempre lo sguardo vigile sull'equipaggio, un orecchio in ascolto per i bisogni dei suoi uomini e non perde di vista la giusta rotta. Se dovesse arrivare una tempesta, si assicura che il timoniere guidi la nave attraverso il mare mosso e che tutto l'equipaggio superi sano e salvo il maltempo. 

cafébabel: We can all be heroes, just for one day. C'è qualcosa che ha sempre sognato segretamente di fare, ma che non ha mai fatto?

Alexander Van Der Bellen: Il "Cresta Run" a St. Moritz. É un canale ghiacciato sul quale si scivola a 140 km orari stesi su una slitta. 

cafébabel: L'Europa fa innervosire molte persone. Come si potrebbe renderla di nuovo attraente?

Alexander Van Der Bellen: Penso che pace e posti di lavoro siano due argomenti piuttosto convincenti per un'Europa comune. Un'Europa stabile e unita è per me assolutamente irrinunciabile, per ragioni economiche e di politiche di pace. 10.000 posti di lavoro nel settore industriale e turistico dipendono dalla permanenza dell'Austria nell'Unione Europea, e sarebbero in pericolo se dovessimo uscire dall'UE. E poi è davvero fantastico che molti giovani possano scegliere liberamente dove vogliono studiare, abitare e vivere in Europa. 

cafébabel: Che cosa la fa arrabbiare maggiormente oggi nel mondo?

Alexander Van Der Bellen: Che qualcuno possa accarezzare l'idea di un'uscita dell'Austria dall'UE, parlo dell'Öxit. Soltanto prendere in considerazione l'idea danneggia la nostra situazione economica e il mercato del lavoro qui in Austria. Come Presidente della Repubblica farò di tutto perché l'Austria sia guidata da un governo pro-Europa e non resti su un binario morto. 

cafébabel: La nostra è una società perfezionista. Su quale difetto potrebbe sorvolare?

Alexander Van Der Bellen: Tutto sommato sono un uomo molto tollerante. 

cafébabel: Sembra che il web sappia davvero tutto. C'è qualcosa che Google non sa su di lei?

Alexander Van Der Bellen: Forse che mi piace sentire il gracidare delle rane in primavera, sempre che non siano troppo vicine alla mia camera da letto.

cafébabel: Quale sarebbe il suo slogan se fosse scelto come rappresentante dei giovani del mondo?

Alexander Van Der Bellen: "Tu ed io. Insieme più forti". Ma mi piacerebbe anche: "It’s your future!"

cafébabel: Qual è la prima cosa che fa la mattina?

Alexander Van Der Bellen: Aprire gli occhi. Bere un caffé. 

cafébabel: Se potesse inventare qualcosa che ancora non esiste, che cosa sarebbe?

Alexander Van Der Bellen: Posti di lavoro ben pagati per tutti coloro che hanno bisogno di un lavoro.

cafébabel: "WIR - Alle Gemeinsam" (Noi - tutti insieme, n.d.t.) è lo slogan sul suo manifesto elettorale. A maggio il 50% degli elettori aveva votato Norbert Hofer: come riuscirà con questo spirito di gruppo a convincere anche loro entro il 4 dicembre?

Alexander Van Der Bellen: Con un movimento di cittadini, che va decisamente oltre i confini del partito. Vi sono giovani che del tutto spontaneamente si impegnano: cantano per me nella metro e sono in tutta la nazione. Cuochi, sindacalisti, medici, giovani, che non hanno neppure il diritto di voto, informatici, agricoltori e molti altri. Questo significherà pur qualcosa, no?

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Ci sono molti "Big Fish" che nuotano nel mare d'Europa. Cafébabel presenta una nuova rubrica e si immerge in profondità per intervistare alcuni dei volti noti della cultura, della politica, della musica e della società europea.