Politica

Åland: un arcipelago tra la Finlandia e l’Europa

Articolo pubblicato il 16 aprile 2008
Articolo pubblicato il 16 aprile 2008
I 26000 abitanti di queste isole a statuto speciale hanno il potere di intervenire sulla ratifica del Trattato di Lisbona.

Sembrerebbe il paradiso. Piccole onde che si infrangono sulle barche a vela. Turisti scandinavi nei bar sulla spiaggia. Le loro risa invadono l’aria mite e scivolano lungo i muri fino a raggiungere la costa, non lontana, per poi attraversare il Mar Baltico, a est verso la Svezia, e a ovest verso la Finlandia continentale.

Questa è Åland, un minuscolo arcipelago nel Golfo di Botnia, una piccola propaggine provinciale della vicina Finlandia. Abitata da 26000 persone di lingua svedese, l’isola è una regione autonoma, demilitarizzata. Ma Åland non è solo risate e barche a vela. I suoi 26000 abitanti possono influire sul destino dell’Europa. Mentre il Parlamento di Helsinki si prepara a ratificare il Trattato di Lisbona, i politici di Åland sanno di avere tranquillamente in mano la decisione finale. L’autonomia che garantisce all’isola il suo status unico, le dà anche la possibilità di opporre il veto a qualsiasi trattato che coinvolga il suo territorio. Un diritto che possono esercitare.

Finlandesi, Svedesi o Ålandesi?

La situazione attuale ha complesse radici storiche. Nel 1921, dopo secoli di dominio svedese e occupazioni russe a più riprese, la Società delle Nazioni pose le isole dell’arcipelago sotto la sovranità finlandese. Fino ad oggi, gli abitanti dell’isola hanno pacificamente convissuto con questa risoluzione (hanno uno statuto di “Libero associato” alla Finlandia). Helsinki li ha lasciati crescere numericamente, gestire l’educazione dei propri figli e legiferare, con minime interferenze.

Åland non ha mai però condiviso il sentimento europeista della Finlandia continentale. Il referendum che fissava per il 1995 l’ingresso della Finlandia nell’Ue, fu inizialmente rifiutato dagli isolani perché comprometteva i commerci duty-free sui traghetti da e per l’arcipelago. Il Governo finlandese riuscì alla fine a negoziare per Åland una clausola di dissociazione dalle nuove direttive fiscali dell’Unione. Sulla scia del sì svedese, anche Åland, il 20 novembre 1994, approvò l’annessione all’Europa, con una maggioranza del 74%.

«Non mi definisco né finlandese né svedese», sorride Susanne Eriksson. Il vice-presidente del Parlamento di Åland sta all’ombra della croce scandinava rossa sul fondo blu della bandiera dell’isola. «Sono una Ålandese». Si sente europea? «Non abbiamo ancora una rappresentanza nel Parlamento Europeo», dice. «Questo è un problema per noi. La Finlandia è rappresentata da sedici parlamentari a Bruxelles. Finora si sono sempre rifiutati di offrirci qualcuno di questi seggi. E la cosa ci indispone».

No all’Ue!

Talmente indisposti che Åland ha deciso di non ratificare la bozza iniziale della Costituzione Europea del 2006, un fatto che ha ricevuto scarsa copertura mediatica, sia in Finlandia che all’estero. Riitta Myller, una deputata finlandese del Partito Socialista europeo, attribuisce questa decisione al fatto che già da allora «si sapeva che la Costituzione non sarebbe mai entrata in vigore. Per questo ad Åland non è mai stato un vero tema di dibattito».

Ora gli Ålandesi sanno di poter scambiare il loro sì con il riconoscimento, da parte del Governo finlandese, di una loro rappresentanza nel Parlamento europeo. Ma il nuovo Trattato porta il numero dei seggi spettanti alla Finlandia da sedici a tredici, il che rende ancora più improbabile che le loro richieste vengano accolte.

Come potrebbe la Finlandia sostenere la legittimità di rappresentare a livello europeo 26000 persone, quando attualmente la proporzione, in media, è di un deputato ogni 400000 abitanti?

«La maggior parte di questi problemi potrebbe essere risolta se ci fosse, da parte del Governo finlandese, la volontà di farlo», continua Suzanne Eriksson. Le relazioni con la Finlandia si sono fatte tese di recente per via del “caso snus”(un tipo di tabacco, ndr): la Commissione Europea ha minacciato di portare l’arcipelago davanti alla Corte Europea di Giustizia per la vendita illegale di questo prodotto a bordo dei traghetti che servono Åland. L’isola deve pagare una multa di due milioni di Euro e deve predisporre nuove leggi che vietino la vendita dello “snus”.

«Il trattato dovrebbe includere delle regole che prevedano, per le regioni con autonomia legislativa, la possibilità di difendersi di fronte alla Corte Europea di Giustizia», prosegue ancora Suzanne Eriksson.

Lauri Tierala, Segretario Generale del Movimento Europeo in Finlandia, assicura, tuttavia, che non c’è motivo di allarmarsi. «Se Åland non ratificherà il Trattato, il problema riguarderà l’implementazione del Trattato in Finlandia», afferma. «Åland non può fermare l’Europa», sostiene. Nonostante questo, è chiaro che i prossimi mesi metteranno alla prova le relazioni fra Åland, la Finlandia e l’Unione Europea.

Foto nel testo: l'arcipelago delle isole Aland (cestovatel/ Flickr), I traghetti che trasportano il tabacco (Ptnphoto/ Flickr)