Politica

A scuola d'Europa a Strasburgo

Articolo pubblicato il 03 marzo 2008
Articolo pubblicato il 03 marzo 2008
La prima scuola europea nella capitale alsaziana aprirà nel settembre 2008. Indebolimento delle scuole nazionali o inizio di un sistema scolastico europeo?

«Educati fianco a fianco, liberati fin dall’infanzia da pregiudizi che tendono a dividere, diventeranno europei nella mentalità». Con queste parole Jean Monnet, padre fondatore dell'Europa, ha definito la missione delle scuole europee. Cinquantacinque anni e 40.000 diplomati più tardi, ci sono quattordici istituzioni simili in sette paesi. A settembre 2008, nascerà la quindicesima. Sarà a Strasburgo.

Nel novembre 2006, le riforme francesi hanno spianato la strada ad un nuovo modello di scuola di “tipo II”, gestito dai singoli stati piuttosto che dalla Commissione Europea, come nel caso del “tipo I”. La scuola europea aprirà le porte a circa 400 studenti all’inizio del prossimo anno. L’insegnamento sarà diviso in francese, inglese e in base alle richieste, tedesco e spagnolo.

Dall’altra parte del Reno: Karlsruhe

Basta oltrepassare il Reno per arrivare a Karlsruhe e scoprire cosa si intende davvero per “scuola europea”. Nelle scuole di “tipo I”, la priorità è accordata ai figli del personale delle istituzioni comunitarie. La scuola offre l'istruzione nella lingua madre gratuitamente, mentre nelle altre lingue è a pagamento. È un’operazione impressionante: cinque sezioni linguistiche, quattordici madre-lingua e una buona percentuale di successo al diploma europeo, «il più avanzato e richiesto al mondo», dice il preside danese Tom Høyem.

A Strasburgo si teme che il nuovo istituto indebolirà le sezioni internazionali delle scuole già esistenti. Le autorità locali, dal canto loro, sostengono invece che la scuola aumenterà la reputazione e il prestigio delle capitale alsaziana, creando un luogo di incontro internazionale e favorendo, allo stesso tempo, il sistema educativo francese.

La candidata a sindaco dei Modem (i centristi francesi, ndr), Chantal Cutajar, facendosi portavoce di molti che vogliono restare nell'anonimato, appena si accenna alla scuola, risponde senza esitazione: «Sono completamente a favore!».

A Strasburgo 2000 studenti ricevono già una sorta di educazione internazionale. Ma evidentemente a qualcuno non basta. All'Etoile Education, un'associazione locale di genitori che da anni chiede una scuola europea, Michel Curien e Ana Gorey affermano che l’attuale offerta educativa non è sufficiente. Una tale dichiarazione è confermata dal fatto che quarantadue ragazzi di Strasburgo fanno i pendolari ogni giorno fino alla scuola di Karlsruhe.

È ora di un modello educativo di livello europeo?

Si prospettano ulteriori problemi. Qualcuno fa già domande sulla relazione che la scuola intratterrà con le istituzioni Ue: non si tratta solo di salvaguardare l'indipendenza del sistema francese, ma anche di controllare i criteri con i quali gli allievi vengono ammessi, il contenuto dei programmi, o sulla priorità o meno ai figli dei funzionari. «Se la scuola si rivolge ai figli degli eurodeputati, allora la frequenteranno in pochissimi», dice Richard Corbett, eurodeputato.

Inoltre restano dubbi sulle effettive risorse stanziate per la scuola. Istituti di questo tipo di basano sull'assunzione di personale di diversa provenienza e sulla garanzia dell'insegnamento da parte di madrelingua. Da questo punto di vista quindi l’impegno delle autorità francesi sarà essenziale, una sorta di banco di prova dell’euro-entusiasmo locale e nazionale.

Secondo Michel Curien «Strasburgo deve aprirsi di più all'Europa». Da qui al 2011, anno in cui l'istituto funzionerà a pieno regime, ci si potrà rendere conto se è possibile.

Il “tipo II” apre la strada alla fondazione di scuole europee indipendenti dalle istituzioni dell’Ue, con la potenzialità, quindi, di aumentarne notevolmente il numero sul territorio. Se la scuola di Strasburgo riuscirà a combinare gli standard del “tipo I" con il carattere nazionale del “tipo II” potrebbe avere un avvenire in ascesa.

Secondo Hervé Combaz, dell'Accademia di Strasburgo, una scuola del genere sarebbe indicata per una città più grande, perché «qui dipende troppo dall'adesione delle piccole comunità disperse sul territorio».

Tom Høyem vede la scuola europea come un investimento: uno studio condotto a Karlsruhe ha rivelato che il 46% dei genitori è stato “'fortemente influenzato” dalla presenza della scuola nella propria decisione di trasferirsi in questa città. L'Etoile Education ritiene che bisognerebbe insistere sulla caratteristica europea del diploma e renderla competitiva rispetto al diploma internazionale.

Ciò richiede impegno politico e denaro.

Ora che l’Unione europea è entrata nei suoi secondi 50 anni, e sulla scia dello “shock del Pisa” (il rapporto del 2001 che ha puntato il dito contro le scarse prestazioni del sistema educativo di alcuni Paesi Ue, ndr), forse è ora di chiedersi se i sistemi di educazione nazionali forniscano davvero agli studenti una sufficiente mobilità e flessibilità. È ora di un modello educativo di livello europeo?

Nascosto all’ombra della grande cattedrale gotica di Strasburgo, la figura in bronzo di Johannes Gutenberg esibisce orgogliosamente una pagina della sua Bibbia stampata, a promemoria del fatto che è da qui che il padre della stampa è partito. È presto per vedere se la scuola europea terrà fede a questo retaggio, ma alcuni credono che abbia le potenzialità per aprire la strada a una nuova fase di scambio e integrazione tra istruzione e cultura.

Foto nel testo: Michel Curien e Ana Gorey , Hervé Combaz (cafebabel.com)