Palloncini di poesia

Giornate Miguel Torga a Parigi

Articolo pubblicato il 07 marzo 2008
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Articolo pubblicato il 07 marzo 2008
Per l’iberista Miguel Torga la Spagna dovrebbe essere una collettività di nazioni unite telluricamente e spazialmente.Un colloquio internazionale e una mostra bibliografica sul poeta portoghese Miguel Torga sono previsti per il 17 e il 18 ottobre, dalle 9 alle 18 nella Biblioteca della Fondazione Calouste Gulbekian di Parigi (51, Avenue d’Iéna, 16° Arrondissement).
Personalità del calibro di de (poeta, deputato ed ex candidato alla presidenza portoghese), , Clara Crabée Rocha (figlia del poeta), Emílio Rui Vilar (direttore della fondazione che ospita l’evento), Catherine Dumas, Maria Graciete Besse, Maria Helena Araújo Carrière, Fernando J.B.Martinho, Teresa Rita Lopes, Luis Mourão, Paulo de Medeiros (tra gli altri docenti e ricercatori universitari) saranno presenti per partecipare all’iniziativa. Fotografie inedite e scritto meno noti di Torga verranno presentati. Un evento organizzato nel quadro delle celebrazioni per il centenario della nascita di Adolfo Rocha, alias Miguel Torga.

Estatua de Torga en el Parque de los Poetas de Oeira (Foto, Portuguese_eyes/flickr)Manuel AlegreEduardo Lourenço

Un paria che si è riscattato

Nato nel 1907 a San Martinho da Anta, nel Portogallo rurale, tre anni prima della nascita della Repubblica, Adolfo Rocha era figlio di un modesto agricoltore sensibile che, vedendo gli ottimi voti del figlio a scuola, gli regalò un mandolino, nella speranza che la musica rallegrasse le giornate del giovane. Il suo destino, infatti, sembrava poter essere solo il lavoro nei campi o il seminario per poter proseguire gli studi. Miguel Torga nacque molto più tardi, nel 1934, quando Adolfo Rocha, che era riuscito a sfuggire al suo destino, era già studente di medicina a Coimbra. Aveva appena pubblicato dopo alcuni anni trascorsi in Brasile con lo zio, che gli finanziò gli studi nella capitale studentesca portoghese.

Tercera Voz

Nel suo pseudonimo, “Torga” fa riferimento ad un arbusto selvatico molto comune in Portogallo (la torga), mentre Miguel è un omaggio agli autori spagnoli Miguel de Cervantes e Miguel Unamuno. Con Miguel Torga Adolfo Rocha si trasforma in raffinato poeta e novellista. Canta la terra rugosa e il clima inclemente del suo Paese, culla di granito ma anche terra di lavoro duro; canta alle genti che vivono del lavoro dei campi, parla di un Paese dimenticato dall’Europa e ai margini di essa, di cui nessuno voleva parlare, rivelandone la vera dimensione dell’umanità.

Uno dei grandi iberisti

Nel corso della sua opera Torga dimostra i suo iberocentrismo. «La mia patria civica finisce a Barca D’Alma (Portogallo), (...) la mia patria tellurica nei Pirenei». Persi per sempre gli imperi coloniali portoghesi e spagnoli, morte le dittature fasciste iberiche, creata l’Unione Europea, quali relazioni spettano a questi due Stati che hanno sempre condiviso gioie e dolori? Già all’epoca Torga rivendicava il legame culturale e il destino comune delle patrie di Camões e Lorca, poeti che egli leggeva ed ammirava. Per Torga la Penisola Iberica sovrebbe essere una collettività di nazioni unite telluricamente e spazialmente. Il medico poeta amava ripetere: «Porto alla rosa di Granada», e «Finché esisterà la poesia ci sarà un popolo che si riconosce in Iberia». Visionario? Piuttosto, un europeista impegnato!

torgas

 

Incubo di Don Chisciotte

Sancho: odo una voce celestiale che ci chama... Dici Iberia?!? Hai detto Iberia?!? Svegliati, Sancho, è la nostra donna! Chi fa questo clamore?!? Chi è che lo provoca?!? Lei, senza dubbio, Sancho, ché da quel che sento il suo cuore sta soffrendo. Alzati, Sancho! Che mulini! Quali?!? Ah, povero Sancho! Non sai distinguere Tra due mulini uguali Qual è l’unico che può macinare. Opere come (1930), (1936), (1937), (1965), (1944), (1941), (1941), (1940), (16 volumi tra il 1941 e il 1983), e molte altre, per poco non lo condussero alla vittoria del premio Nobel. La sua avversione alla fama era ben nota, e forse per questo nell’immaginario di molti era un uomo saturnino e poco socievole, contrario agli orpelli della notorietà. Pur rifiutando, nel 1954, un premio importante, finì per ottenere il prestigioso Premio Camões nel 1990.

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La vita è fatta di nulla

Di grandi montagne paralizzate In attesa del movimento; Di campi coltivati ondulati dal vento; Di focolari domestici Crollati e pieni di segni Di antichi nidi appesi Alle grondaie; Di polvere; Dell’ombra di un fico. Guardando questa meraviglia, Mio padre diede forma ad una vigna Come quella madre che Intreccia i capelli sa sua figlia. Adolfo Rocha, il medico, l’uomo che riceveva i pazienti, parlava, prescriveva ricette ai suoi pazienti e tutti i giorni passava di fronte alla farmacia Rodrigues Da Silva a Coimbra, per salutare il suo amico João Fernandes, morì il 17 gennaio 1995, a 87 anni. Oggi la diversità, l’originalità della sua opera – settecento poesie, novantaquattro tacconti, due volumi di saggi, quindici antologie poetiche e tre opere di teatro – fanno di Miguer Torga uno dei grandi della letteratura iberica ed europea del Ventesimo secolo. Per maggiori informazioni sull’incontro .

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Foto della statua di Torga nel Parco dei Poeiti di Oeiras: Portuguese_eyes/flickr Traduzione delle poesie dal portoghese di Anna Castellari