Palermo

Ypsigrock 2015, la Woodstock siciliana dell'indie rock

Articolo pubblicato il 30 luglio 2015
Articolo pubblicato il 30 luglio 2015

L'Ypsigrock 2015, altra tappa imperdibile dell'estate musicale siciliana. Giunto alla diciannovesima edizione, è divenuto negli anni un punto di riferimento della cultura indie italiana ed europea. Dal 6 al 9 agosto, nella suggestiva cornice del Castello normanno di Castelbuono, nel cuore delle Madonie, si esibiranno band del calibro dei Battles, The Sonics, Metronomy e Notwist.

Manca poco più di una settimana all'inizio dell'Ypsirock 2015, il festival che negli anni si è affermato come forse il più lungimirante evento alternative rock d’Italia, capace di trasformare un piccolo paese di 9 mila anime in provincia di Palermo nella Mecca della cultura musicale indie.

Complici di questo successo, l'azzeccata scelta degli ospiti e una location che rappresenta un vero e proprio "salto nel passato", nel borgo medievale di Castelbuono: "Casale d'Ypsigro", com'era chiamato ai tempi della dominazione bizantina. Dalla prima edizione, nel lontano 1997, ad oggi, sono infatti saliti sul main stage di piazza Castello artisti del calibro di Blond Redhead (2001), FugaziArchitecture In Helsinki (2007), Apparat (2008). E ancora: Editors, Mogwai, Alt-J, The Drums, Stephen Malkmus, Local Natives, Shout Out Louds, Fuck Buttons, Pere Ubu, Motorpsycho, Dinosaur Jr, Gang Of Four, Caribou, Kula Shaker, dEUS, Jon Spencer, Bonnie 'Prince' Billy, Mount Kimbie, Jon Hopkins, Erol Alkan, Patrick Wolf, Twin Shadow, Django Django, The Field, These New Puritans e molti altri.

Di poco più giovane rispetto al famoso parente ungherese – lo Sziget di Budapest, giunto nel 2015 all'edizione numero 23 – l'Ypsigrock Festival ha celebrato lo scorso anno la maggiore età, con due serate sold out consecutive e il record di presenze: 7 mila persone, una vera e propria invasione di gente da ogni parte d'Italia e d'Europa. E adesso tutto è pronto per la diciannovesima edizione.

Day 1

Si inizia il 7 agosto, serata che innanzitutto vedrà salire sul Castello stage i newyorkesi Battles, band nata nel 2002 dall'unione di tre musicisti, tutti dal background più o meno noto, e il cui album più rappresentativo è probabilmente Mirrored del 2007, l'album di Atlas, per intenderci. Non hanno deluso i fan neanche dopo l'abbandono di Tyondai Braxton, geniale figlio d'arte (il padre è Anthony Braxton, famoso jazzista).

Si continua con The Sonics, gruppo dalla storia "fiabesca": fondato a Tacoma, nello Stato di Washington, nel 1960, si scioglie dopo otto anni per poi ritrovarsi musicalmente dopo ben quarant'anni esatti. This Is The Sonics, l'album che suggella la loro tardiva reunion, è uscito quest'anno, ed è la dimostrazione che, nonostante gli anni trascorsi, il cantante e pianista Gerry Roslie, il chitarrista Larry Parypa, il sassofonista Rob Lind (a cui si sono affiancati il batterista Dusty Watson, già all'opera con Lita Ford, The Queers e molti altri; e il bassista Freddie Dennis), non hanno perso il loro inconfondibile smalto da rocker. Sempre nella serata di apertura, il brit pop dei Temples: inglesi di Kettering, nel Northamptonshire, il loro album d'esordio – Sun Structures (2014) – risente di una certa influenza dell'intramontabile quartetto di Liverpool (ascoltate Shelter Song, singolo di lancio).

Day 2

L'8 agosto è il turno di Bipolar Sunshine, pseudonimo di Aldo Marchant, già voce dei Kid British e di cui è uscito quest'anno l'album Daydreamer; nonché di East India Youth, ovvero il londinese William Doyle, elegante e pacato di giorno, con il suo stile tipicamente british, e scalmanato manipolatore di synth una volta sul palco. I suoi due album: Total Strife Forever, da molti giudicato il miglior disco d'esordio del 2014, e Culture of Volume (2015). 

Ma il nome più atteso della secondo giornata è probabilmente quello dei Metronomy, il gruppo elettro-pop di Joseph Mount, che dai tempi di Pip Paine fino a quelli più recenti di Love Letters, si è guadagnato larghi consensi e fedeli seguaci.

Day 3

Ultima sera quella del 9 agosto, quando l'atmosfera già suggestiva del Castello normanno di Castelbuono si tingerà di note più malinconiche, con l'elettronica minimalista dei Notwist. Partito dal punk e approdato verso le consolidate sponde del krautrock tedesco, il gruppo dei fratelli Acher rimarca l'attracco al post-rock soprattutto con Shrink (1998) e con il successivo Neon Golden (2001). Nel 2015 è uscito il nuovo album: Messier Objects

È anche la sera dei The Fat White Family e della psichedelia disordinata del loro album d'esordio Champagne Holocaust (2013), e di Crippled B - Sides And Inconsequential Rarities (2014, autoprodotto) dei Future Islands, direttamente da Baltimora con il loro synth-pop contaminato da sonorità new wave anni '80. 

Notizia appena trapelata – risale a ieri – la sostituzione di Kate Tempest e Micah P. Hinson (che hanno annullato alcune date dei rispettivi tour estivi) con i The KVB, l’accattivante duo inglese che spazia tra shoegaze e minimalismi elettronici.

Non solo main stage

Ma il Castello stage è solo una parte del Festival. Sugli altri due palchi, l'Ypsi & Love Stage (nel chiostro di San Francesco) e il Cuzzocrea Stage (nello "Ypsicamping", il campeggio del festival, installato nell'area attrezzata di San Focà, nel cuore delle Madonie) si esibiranno, solo per citarne alcuni, le Hinds, garage rock band dal sentimento lo-fi e cuore madrileno (per la prima volta in Italia); Be ForestClap! Clap! e le band vincitrici del contest "Avanti il Prossimo… 2015": Rho’, Kush, e Younger and Better.

Con il terzo palco, novità esclusiva di questo Ypsigrock 2015, si è voluto ricordare Stefano Cuzzocrea: scomparso lo scorso 13 aprile, era una delle penne più originali e creative del panorama del giornalismo musicale italiano, che ha contribuito ad amplificare l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori sul festival siciliano.

Un ricordo dell'edizione 2014