Palermo

Ocalan e i curdi sono un po' palermitani 

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 14 dicembre 2015

Palermo si conferma capitale della solidarietà e omaggia il popolo curdo e un suo leader con un gesto forte, simbolico e controverso. Le foto e una breve opinione non richiesta. 

Abdullah Ocalan è un cittadino di Palermo. Molti probabilmente non sanno chi sia. Altri, come chi scrive, lo hanno sentito nominare per anni senza chiedersi chi fosse e provando una pregiudiziale ostilità, per poi capirne e conoscerne meglio la figura grazie ad un viaggio ad Istanbul. Per una parte politica si tratta "di un regalo ai comunisti", per altri forse il trionfo dell'ideologia e delle utopie dei centri sociali e dei vetero-marxisti sui problemi della vita reale, o ancora, per utilizzare il turpiloquio di altre forze politiche, la mania di abbracciare le battaglie degli sfigati del mondo. A che servirà mai concedere la cittadinanza onoraria al capo del PKK curdo, da 17 anni imprigionato come il diavolo sull'isoletta di Imrali e considerato un terrorista oltre che dalla Turchia, dall'America e dall'Unione Europea stessa? 

La vicenda dei curdi e le sofferenze di un popolo senza terra con una cultura antichissima sono una delle matasse più complicate del Medioriente e della storia. Quella del PKK, letteralmente Partito Curdo dei Lavoratori, è ancora più controversa. Chi decide però in base a quali parametri giudicare una forza politica come terrorista? Quali sono i confini dell'autodeterminazione dei popoli e della reazione armata per tutelare i diritti di una minoranza oppressa? 

Non sono certo interrogativi di semplice risposta, ma resta un fatto. Grande come un popolo di 30 milioni di abitanti senza terra. Oggi l'Occidente e il mondo si ricordano che esistono 30 milioni di curdi, con una lingua e un'identità culturale propri, condannati ad essere imprigionati tra 4 stati (Turchia, Iraq, Iran e Siria). Un popolo senza stato che era scomparso dalle cronache mondiali se non fosse che oggi costituisce l'avamposto del mondo contro la barbarie oscura dell'Isis (armato dall'Occidente stesso). Kobane oltre ad essere una città del nord della Siria è ormai un simbolo romantico di libertà.

Se Palermo ne ha omaggiato uno dei leader più rappresentativi con un gesto simbolico come la cittadinanza, bisogna solo esserne orgogliosi.