Palermo

Non solo un bistrot: al Bolazzi in scena la musica europea

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 27 ottobre 2015

C'è un luogo a Palermo, a metà tra un bistrot e un ritrovo musicale, in cui si alterneranno aitanti musiciste svedesi, promesse della scena folk della terra del kilt e del whisky, talenti siculi e partenopei. Vi presentiamo la selezione musicale live del Bolazzi: only for connoisseurs!

È nato da meno di un anno, in una piazzetta semi nascosta del centro cittadino, poco distante da quella ben più visibile del Politeama, ed è divenuto in breve tempo meeting prediletto della Palermo più radical chic. Stiamo parlando del Bolazzi, luogo a metà tra un pub, un bistrot e un ritrovo musicale.

Più intimo e ricercato della solita location da concerto, il Bolazzi ha dalla sua una selezione musicale ricercata e di nicchia, che annovera gruppi della scena indie, folk ed elettronica internazionale che difficilmente sarebbero finiti a suonare nel capoluogo siciliano.

Si comincia, il 28 ottobre, dalla Lettonia, patria delle “fate dell'indie pop” (come sono state soprannominate): sette aitanti musiciste baltiche che, con i loro hypsterissimi strumenti vintage – dalla fisarmonica, al flauto, al violino - allieteranno le orecchie (e gli occhi) del pubblico palermitano. Loro sono le Sus Dungo - “Sus” come il soprannome della prima chitarra della cantante e chitarrista Diana e “Dungo” come “bisbigliare”, in lettone – e la loro musica ricrea atmosfere romantiche e crepuscolari da Back To Arcadia, tanto da farle realmente sembrare delle “fatine del bosco”, in cui i suoni delicati di arpa, flauto e violino si alternano con quelli più decisi di synth, basso e chitarra e a quelli dei cori vocali, quasi dei “bisbigli” (non a caso).

Il 29 ottobre è il turno invece del cantautore Mimì Sterrantino, madre svedese e padre siculo, nato sulla sponda ghiacciata di un fiume della Svezia del Nord ma cresciuto nella calda costa della Sicilia orientale, a Castelmola, poco distante da Taormina. Un lupo sul divano è il titolo del suo ultimo lavoro discografico (2015): dieci brani, registrati insieme agli Accusati, che ripercorrono le vie sonore nord americane degli anni settanta, tra blues, country, folk e rock.

Il 4 novembre si torna al panorama internazionale con Gillian Grassie, che arriva direttamente dalla città simbolo degli States legata eternamente alla Dichiarazione di Indipendenza del 1776 e che si giostra tra Philadelphia e Berlino. Sofisticata arpista, cantautrice giramondo, la Grassie - versione addolcita della più nota Regina Spektor – presenterà al pubblico palermitano brani pop-folk permeati di jazz, blues ed elettronica e ispirati alla letteratura anglosassone. 

Pugliese doc, Vera di Lecce rende omaggio alla sua terra a partire dalla scelta del nome d'arte e si esibirà a Piazzetta Bagnasco il 5 novembre. Ex cantante dei Nidi d'Arac, la vedremo adesso in versione “one girl band”: fa tutto da sola, con chitarra, voce e loop station. Performer con alle spalle importanti collaborazioni, tra cui quella con gli Afterhours o con Cesare Basile, ha pubblicato nel novembre 2012 Heavy Butterflies, suo primo lavoro autoprodotto, e a maggio scorso è uscito il nuovo album, 29 Seconds per l'etichetta romana Ecletic productions.

Il 10 novembre è il turno dell'Irlanda, con Kevin Ryan, musicista e cantautore che coniuga la passione per il cantautorato tradizionale irlandese al blues e al folk più avanguardistico. È attualmente impegnato in una collaborazione con Giovanni Verga e Gianni Gebbia per il progetto di avanguardia acustica/elettronica denominato “Mostro”.

Dall'Irlanda alla Scozia con Rachel Sermanni, promessa della scena indie-folk della terra del kilt e del whisky, colei che ha aperto niente poco di meno che il concerto a Elvis Costello. L'11 novembre ci incanterà con le intense sonorità del nuovo album Tield To The Moon, composto da brani più romantici come Wine Sweet Wine, da lente ballate come Old Ladies Lament e Banks Are Broken e dai ritmi più decisi di Tractor.

Il 12 novembre si torna in un certo senso in Italia con le Lilies On Mars, anche se il duo di musiciste nostrane da anni e anni è stato adottato dalla culla della dark wave, ovvero Londra, città che ha accolto innumerevoli cervelli musicali in fuga dall'Italia. Dot Or Dot è il nuovo lavoro delle due artiste, in bilico tra shoegaze ed elettronica, con il cuore agli anni Ottanta e un sound effettato che ricorda i Cranes e gli Slowdive.

Da Napoli arriva il 15 novembre Giovanni Truppi, cantautore che coniuga rock, avanguardia, e canzone d'autore.

Palermitano è invece Alfonso Moscato, ex Cordepazze, Premio De Andrè 2007, Premio Critica a Musicultura 2009, che il 17 novembre presenterà da Bolazzi ai suoi concittadini il nuovo album intitolato La Malacarne: dieci canzoni, dieci storie periferiche di uomini e donne, dieci esercizi dello spirito.

Ancora esterofilia musicale con il ritorno sulle scene palermitane della sensualità marchiata Svezia di Cajsa Siik. Il pubblico del Bolazzi l'aveva già conosciuta lo scorso aprile, ora la cantautrice svedese torna il 18 novembre con i suoi ritmi pulsanti, l'uso del tapping, del laptop e i suoi testi accattivanti. Fresca dall'uscita del suo nuovo lavoro, Contra, caratterizzato da sonorità minimaliste come quelle del singolo di lancio Higher, l'instancabile artista ha pubblicato lo scorso marzo il double A side inaugurato dal singolo State of Low.

Chiudono il novembre musicale del Bolazzi i Blessed Child Opera, progetto nato nel 2001 dalla volontà di Paolo Messere sull’onda delle sue precedenti esperienze musicali: quella come cantante e chitarrista della noise band Silken Barb e quella con la famosa band francese Ulan Bator. Band saldamente ancorata al rock indipendente, il 19 novembre presenta il settimo disco  registrato in studio (a dimostrazione della sua longevità), intitolato The Devil And The Ghosts