Palermo

"Letterature Migranti", a Palermo le parole che viaggiano nel mondo 

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 08 ottobre 2016

Dal 12 al 16 ottobre torna il "Festival delle Letterature Migranti", seconda edizione di una manifestazione culturale con 64 incontri, 143 ospiti e lo scrittore nigeriano Wole Soyink, premio Nobel per la Letteratura. Cafébabel sarà media partner e cercherà di raccontare alcuni momenti di un appuntamento che incorona Palermo al centro del Mediterraneo. 

Ci risiamo. Dopo il successo della prima edizione è tornato a Palermo il Festival delle Letterature Migranti, la manifestazione le letterature che "migrano da un luogo a un altro, da un tempo a un altro, migrano con i popoli, accogliendoli e accompagnandoli nelle loro storie".   

I numeri del festival danno un'idea: 64 incontri letterari e artstici, 143 ospiti tra autori, editori e artisti e l'atteso premio Nobel per la Letteratura, lo scrittore nigeriano Wole Soyinka. Ma, come sottolineano gli stessi organizzatori, il protagonista assoluto è il centro storico di Palermo (l’Archivio Storico, Palazzo delle Aquile, Steri, Ziino, Arcivescovile e Cefalò, piazza Bellini, il Teatro Massimo, Biondo e Santa Cecilia, la GAM, il Museo Pasqualino, l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, a Sant’Eulalia dei Catalani e il cinema Rouge et Noir) lungo quell'asse un tempo chiamato Cassaro, dall'arabo Qasr, che, da qualche anno, sta faticosamente recuperando il suo ruolo millenario di punto di incontro di culture che in altre parti del mondo gettano benzina sul fuoco dello scontro di civiltà. E ha ragione Davide Camarrone, direttore artistico del Festival quando dice che "l’età dell’oro di Palermo coincide con il tempo della convivenza tra popoli e culture differenti" e che  "qui, al centro di un Mediterraneo in fiamme, tornato a essere centro del mondo, si replica il miracolo della convivenza". 

Il programma è ricchissimo e si distingueranno ben sette gruppi tematici: "Sconfinamenti", ovvero l'altrove della letteratura, del giornalismo e dell'editoria; "Vie di Fuga, verso dove", incontri dove ci si interroga su "dove stiamo andando" o "potremmo andare" tra Europa, democrazia, nuove generazioni, diritti inalienbili e ruolo delle periferie; "In Un'altra Lingua", con incontri che affrontano temi legati alla traduzione, o meglio "migrazioni da una lingua ad un'altra"; "Testimoni", ovvero le esperienze di chi lavora ogni giorno nel campo del sociale, dei diritti e dell'accoglienza; "Nomadismi. Terre In Cammino", conversazioni dove si parla di migrazioni come diaspore dovute a spaesamenti prodotti dalla trasformazione dei luoghi e delle terre; "Dialoghi", in cui i protagonisti cercherannodi dare risposte ai conflitti sociali, culturali, religiosi e politici del nostro tempo e infine "Terre Promesse", sezione articolata in tre momenti: Terra Promessa 1 che affronta il tema delle terre negate dai colonialismi di ieri e oggi; Terra Promessa 2 che rievoca pagine drammatiche della migrazione in cerca di fortuna e Terra Promessa 3 che non è altro che la conclusione del Festival, quando autori italiani e stranieri leggeranno poesie dall'antologia di Wole Soyinka.  

Noi cercheremo di raccontare con i nostri articoli, le foto e i social network, un festival che offre molti spunti di riflessione per la nostra generazione, quella che si trova ad affrontare le sfide e le contraddizioni di un mondo sempre più complesso, dove le migrazioni hanno un ruolo centrale. 

Lunedì 11 ottobre nello spazio Living Lab della Galleria d’Arte Moderna, sarà inaugurata la mostra fotografica di Kevin McElvaney #RefugeeCameras, che raccoglie scatti realizzati da profughi siriani, iracheni, iraniani durante i loro viaggi della speranza verso l’Europa. La mostra, presentata in collaborazione con il Goethe-Institut Palermo, sarà visitabile dall’11 al 25 ottobre, l’ingresso è libero.

Mercoledì 12 ottobre alle 17,30 sarà inaugurata la video-proiezione The Line 2015 di Loredana Longo all’Archivio Storico, poi alle 19, Roberto Alajmo ed Evelina Santangelo si confronteranno su “Il mio Sud”.

Giovedì 13 ottobre, alle 21.30 al Teatro Biondo, a trent’anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, lo scrittore nigeriano Wole Soyinka dialogherà con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sul tema del destino e della libertà. 

Venerdì 14 ottobre alle 20.30, nella Sala degli Stemmi del Teatro Massimo andrà in scena il concerto di Giya Kancheli, EXIL, mentre alle 21, al Teatro delle Balate, toccherà a Nobody’s Story, testi di Nedžad Maksumić, Shakespeare, Molière, Cioran. Di e con Dario Ferrari e Nina Lombardino.

Di carceri e di diritti” dialogheranno, sempre venerdì 14 dalle 17, Luigi Manconi e Giovanni Fiandaca nell’Aula Magna di Giurisprudenza.

Sabato 15 alle 16.30 alla Libreria Paoline, Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, prenderà parte all’incontro moderato da Fernanda Di Monte “La sete di pace da Assisi ad Aleppo”.

Ma uno dei momenti più interessanti sarà la veleggiata nel golfo di Palermo (sabato 15 ottobre), in collaborazione con la Lega Navale e con la Soprintendenza del Mare, a cui prenderanno parte dieci ragazzi richiedenti asilo politico e residenti al Centro Astalli. Durante la navigazione le imbarcazioni riporteranno gli aforismi sul mare di Fabrizio Caramagna. 

Domenica 16 alle 17 è la volta di Benedetta Tobagi e Mari D’Agostino che all’Archivio Storico parleranno di “Classi senza confini”, un viaggio nella scuola italiana tra pregiudizi difficoltà, condivisioni di storie e culture diverse.

E alle 2, chiusura en plein air, in piazza Bellini con una performance della comunità bengalese di Palermo e con AfroItaliana. La notte dei poeti una festa in piazza con musica e letture di poesie da parte di tutti gli autori che hanno partecipato al Festival.

Il Festival delle Letterature Migranti conta sul patrocinio del Parlamento europeo, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, UNHCR, UNAR, USR, Città di Palermo – Consulta delle Culture.