Palermo

La Playlist italiana ed europea del 2016 

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 30 dicembre 2016

Il 2016 si è portato via molti artisti, ma ha regalato ai musicofili tantissime nuove uscite interessanti. Ecco una playlist, in ordine rigorosamete alfabetico, con la quale abbiamo provato a selezionare alcune uscite mainstream e underground del panorama italiano ed europeo (Uk, Francia e Germania) di un anno molto triste per il mondo della musica, ma sempre prolifico.    

Stilare una classifica dei migliori dischi di un intero anno, specialmente se si tratta di selezionare ed estrapolare da un contesto globale piuttosto che nazionale è senz'altro un'impresa titanica, roba da intenditori oltre che da appassionati e addetti ai lavori. Dopo aver raccolto il maggior numero d’informazioni sull'andamento discografico di questo 2016, abbiamo tentato di crearne appositamente una, europea, scegliendo le 10 uscite più interessanti.

D’altronde si sa: le classifiche di fine anno si avvolgono di mito e per alcune in particolare l’attesa è trepidante, emozionante, soprattutto se si è artisti, cantanti, musicisti in generale. Ognuna di esse dovrebbe essere presa in considerazione con molta calma perché frutto in ogni caso della scelta di un singolo (come in questo caso) oltre ad essere un lavoro di ricerca accurato e intriso di: opinioni, interessi, stili, numeri, apparenze, genialità, maestria e infine di musica puramente suonata. Ecco quindi il nostro parere, in ordine alfabetico (più o meno).

Antico – Antico (Italia)

L’album prodotto dal cantautore Colapesce, a lavoro con la sua etichetta Origini, inquadra perfettamente l’animo del protagonista: il noto percussionista siciliano Alfio Antico. L’ascolto è arduo ma affascinante e la sua musica racconta in modo ancestrale e caotico la profondità della terra di Sicilia. Scriverne soltanto è un peccato, bisogna ascoltarlo.

I Cani – Aurora (Italia)

La rivelazione dell’anno. Un disco completo: in bilico tra l’elettronica, il rock e lo stile classico del cantautorato italiano. È stato prodotto dall’etichetta discografica 42 Records, protagonista degli ultimi anni nell’ambiente indie del nostro paese senza (o quasi) neanche una sbavatura in quanto a scelte artistiche. Il tour della compagine capitanata da Niccolò Contessa ha registrato numeri elevati, risultato questo di un lavoro assolutamente potente.

David Bowie – Blackstar (UK)

È stato rilasciato l’8 Gennaio, due giorni prima della sua morte. Registrato senza sfarzo mediatico al The Magic Shop di New York, risulta essere uno dei suoi migliori lavori, in assoluto. L’evoluzione musicale del genio britannico Bowie la conoscono tutti, anche coloro che di musica ne ascoltano poca. Questo è un disco: magico. Blackstar non è soltanto il titolo ma anche il brano d’apertura, del quale è stato fatto un video clip ipnotico. David Bowie mancherà a tutti.

GiòSada – Volando Al Contrario (Italia)

Molti si chiederanno del perché sia stato inserito un giovane come GiòSada in una classifica europea. Beh, è o non è l’epoca dei talent show musicali? Lo è. Può esistere qualcosa di sincero alle spalle del grosso spettacolo che arriva a noi attraverso la televisione? La risposta è sì. L'artista barese proviene dagli ambienti punk e hardcore non dai grandi salotti della musica italiana, è figlio di artisti e ha studiato e assaporato la musica poi proposta, attenzione, poi proposta in Tv. Il suo disco è una risposta e una vittoria: bisogna ascoltarlo.

Kablam – Furiosa (Germania)

La sua storia musicale si svolge tra Berlino e Stoccolma, non alla luce del sole bensì nei meandri sotterranei della terra, attraversati da cunicoli e spezzati da portali e passaggi segreti. Non troppo conosciuta, la producer Kajsa Blom (vero nome di Kablam) giunge alla sua prima uscita ufficiale, dandole un titolo curioso, Furiosa, nome della protagonista di Mad Max, Fury Road e proponendo un genere elettronico difficile ma ipnotico. Ma non è soltanto musica. Leggendo e informandosi vengono alla luce retroscena e il profilo interessantissimo dell’artista. Da scoprire e tenere in considerazione. La Germania della musica elettronica, funziona ancora.

L.U.C.A. – I Semi Del Futuro (Italia)

È tornato Francesco De Bellis. Per chi non sapesse chi è, si tratta di uno stravagante artista che, sommati i suoi innumerevoli progetti, non ha mai smesso di proporre e stupire. Con il suo alias L.U.C.A. giunge alla pubblicazione di questo album I Semi Del Futuro che suona proprio come una colonna sonora di Morricone, ma con molto più futuro dentro.

Minnie’s – Lettere Scambiate (Italia)

Rimanendo in punta di piedi sulla lunga cima che separa ancora oggi il popolare mondo musicale mainstream, o commerciale che dir si voglia, e il più oscuro underground, collochiamo il nuovo album dei Minnie’s. Insieme dal 1994 circa, quest'anno i milanesi hanno pubblicato un breve Ep in collaborazione con due realtà indipendenti: To Lose La Track e Ammonia Records. Spiegarlo? Basta ascoltare il brano Voglio Scordarmi Di Me per capirne l’interno senso.

https://www.youtube.com/watch?v=lt5-0Hwe4fg

Radiohead – A Moon Shaped Pool (UK)

A distanza di cinque anni dalla loro ultima uscita, sono tornati in grande stile gli oxfordiani Radiohead: animo rock, dicono. Il disco ha fatto parecchio parlare di sé, giustamente, ma si avvolge più che altro di sonorità morbide e non tanto stravolgenti. Forse non il loro miglior lavoro, ma degno di nota questo A Moon Shaped Pool che racchiude quindici inediti (alcuni già conosciuti dai fan più affezionati perché tavolta suonati dal vivo).

Salmo – Hellvisback (Italia)

È il disco rap italiano più venduto del 2016. Ha raggiunto platino e oro con i singoli 1984 e L’Alba. Salmo, o meglio, Maurizio è riuscito con la sua caparbietà, con la sua forza, la sua grinta a scalare le classifiche, raccogliere attorno alla sua musica un pubblico devastante (il suo tour ha registrato il sold out ad ogni data) e arrivare in cima mantenendo una forte personalità, senza allontanarsi mai dalle radici che lo contraddistinguono. Un lavoro, bisogna dirlo, da grande artista.

SCH – Anarchie (Francia)

Siamo in Francia. Julian Schwarzer (vero nome di SCH) è un rapper francese molto giovane: classe 1993. Proveniente da Marsiglia propone uno stile duro ed il suo ultimo lavoro intitolato Anarchie ne è la prova. Liriche aggressive miste a tonalità e scelte stilistiche raffinate come si pu notare nei suoi videoclip. Ebbene, SCH ha colpito nel segno ed ha ottenuto il massimo grazie al lavoro svolto dalla Def Jam Recordings France: non un’etichetta qualsiasi.