Palermo

La playlist dei migranti: la musica dei viaggi della speranza

Articolo pubblicato il 11 luglio 2015
Articolo pubblicato il 11 luglio 2015

Ogni giorno riceviamo notizie, opinioni, campagne pro e contro i migranti che sbarcano in Europa. Il fenomeno della migrazione esiste dalgi albori della storia dell'umanità. Con questa playlist raccontiamo attraverso le note come il fenomeno è stato affrontato dalla musica internazionale. Dieci canzoni che raccontano il vaggio continuo dell'uomo per la sopravvivenza. 

Non potevamo che partire dalla Sicilia, con un brano estratto dall'ultimo lavoro del trio palermitano Dimartino che racconta storie del Mediterraneo. Tra queste anche quelle di chi lascia il proprio paese nell'attesa di un giorno migliore per tornare. Il primo brano che vi proponiamo è Niente da dichiarare.

Non si scappa dal proprio paese esclusivamente per le guerre che si combattono con bombe e fucili, ma anche per la negazione dei diritti fondamentali. Sting ci racconta la storia di Quentin Crisp, icona gay degli anni '70 che fugge da una Gran Bretagna omofobica diventando uno straniero in terra straniera, un legal alien che freme per aver riconosciuta la cittadinanza statunitense. 

Forse uno degli artisti più impegnati nel difendere i diritti della gente de la frontera, con la sua Clandestino Manu Chao ci racconta la pena di chi emigra per cercare lavoro e che si trova costretto ad aggirare le leggi perchè non ha il papel, cioè il permesso di soggiorno.

Nel 2001 i Noir Desir ci descrivono la sensazione mista di rassegnazione e speranza di chi affida la sua guida al vento.  

Ancora una collaborazione di Manu Chao in un pezzo del celebre duo African-Blues Amadou and Mariam che racconta la difficile storia di chi aspetta un visto che non arriva.

Come non parlarle poi della frontiera tra Messico ed Stati Uniti, raccontata da molti artisti messicani e sudamericani. Qui vi proponiamo Migra, un pezzo che scorre sul manico della chitarra di Santana.

Uno dei flussi migratori più importanti del secolo scorso, che ancora oggi scorre, riguarda gli Europei che viaggiano verso l'America. I Gogol Bordello ce lo raccontano in chiave moderna con Immigrant Punk.

Ed ancora tra Europa ed America, i Pogues raccontano dei thousands di Irlandesi che sono sbarcati sulle sponde americane caratterizzando la cultura di città come New York e Boston, dove il giorno di San Patrizio in miglialia scendono per le strade a sfilare.

Come non pensare poi ad una delle migrazioni interne al nostro paese di cui ormai non si parla quasi più, ma che da quando la nostra penisola si è riunita sotto la stessa bandiera non ha conosciuto mai tregua. Rino Gaetano, di origini calabrese, ci racconta dell'emigrante del Sud Italia che porta con se la sua cultura e le canzoni che ascoltava a "lu mari".

Per chiudere, Francesco De Gregori ci racconta di una storia di migrazione tutta europea che parla di un contadino che emigra nella "Svizzera verde" e del suo collega spagnolo. Storia troppo attuale se si pensa agli italiani, spagnoli, ma anche greci e portoghesi che emigrano in Svizzera, Germania, Austria ed Olanda in cerca di un occupazione.